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Castello di Trakai

 

Se siete reduci da una visita alla bella Vilnius, non potrete andarvene soddisfatti se non visiterete un piccolo gioiello poco lontano: il castello di Trakai.

La cittadina omonima sorge a una trentina di km circa dalla capitale lituana e, in epoca medievale, il granduca Gedimino vi trasferì qui la Castello di Trakaisua corte; il figlio Kestutis, successivamente, fece in questo luogo costruire una fortezza, detto “castello vecchio” o della penisola, che doveva servirgli da abitazione. Negli anni seguenti, dopo svariate lotte di potere, misteriosi omicidi per successioni dinastiche, battaglie e guerre, il granduca Vitoldo fece edificare un’altra struttura che, a differenza della precedente, doveva essere protetta in modo migliore e senza possibili fianchi scoperti: nacque così il “Castello dell’Isola”.

Questo maniero in stile gotico, situato su di uno dei piccoli fazzoletti di terra emersi dal lago Galve, conobbe un periodo di grande successo, nel quale fu ampliato fino a raggiungereCastello di Trakai l’estensione che oggi vediamo, ma poi fu abbandonato secoli addietro, quando perse la sua funzione difensiva per diventare una semplice residenza estiva; per fortuna recentemente è stato ristrutturato e conferito quel colore rossastro che lo contraddistingue e lo fa spiccare anche a grande distanza; il visitatore che vi accede, lo dovrà fare tramite una passerella in legno che lo congiunge alla terraferma.

Varcato il portone d’ingresso, ci si troverà dinanzi ad un ampio cortile, sul quale si affacciano tre torri, e nel quale sono esposte Castello di Trakai(meteo permettendo) alcune delle torture più in voga nel medioevo, come la gogna e le gabbie; lungo le mura corrono delle balconate sulle quali su può anche passeggiare tranquillamente, entrando poi nelle sale dove sono state allestite delle mostre riguardanti la storia del castello, i suoi usi e costumi e la vita che ivi si conduceva.

Da qui, attraversando questo spiazzo sterrato, si può raggiungereCastello di Trakai la parte più interna della struttura, che è unito alla precedente con un ponte levatoio: oltrepassato l’androne e transitati sotto il corridoio dell’alta torre (35 m), eccoci nel cuore dello stabile principale; nelle due costruzioni laterali è possibile l’ingresso salendo tramite strettissime scale in legno di balcone in balcone, affacciati internamente sull’aia: anche qui si può visionare il materiale risalente all’epoca in cui la fortezza era la residenza del granduca, oltre che scoprire le varie fasi della sua edificazione.

Mentre tornerete al paese di Trakai, terminata la visita, voltatevi Castello di Trakaiogni tanto verso l’isola e ammirate la bellezza di questo castello, la cui posizione proprio in mezzo alle acque sembra quasi studiata da un pittore; inoltre, in alcuni punti della cittadina, lungo gli argini del lago, sarà possibile gettarvi un ultimo sguardo, magari da un’angolazione diversa e un po’ più insolita.

Penisola di Neringa

 

La strettissima lingua di terra, nota col nome penisola di Neringa (o Curlandese), sembra quasi un frangiflutto naturale, e divide il mar Baltico dalle coste della Lituania e della Russia, formando un bacino dalla forma lacustre, detto Laguna dei Curi.

Il territorio è tagliato a metà dal confine di stato: la parte settentrionale è amministrata dai lituani, mentre la meridionale dai russi; ne deriva che, per il turista comunitario desideroso di esplorare tutta la zona, è necessario il visto d’ingresso, altrimenti dovrà “accontentarsi” di giungere fino a Nida, ultimo centro abitato prima dell’inizio della provincia di Kaliningrad (RUS).

Per arrivare sulla penisola curlandese, è in funzione un servizio traghetti che la congiunge a Klaipeda (partenze ogni mezz’ora circa), e con il quale è possibile far trasportare anche la propria autovettura: se non foste in visita in macchina, nessun problema perchè dal porto (Smiltyne) sono attivi anche diversi minibus che accompagnano il turista lungo gli Nidaitinerari più battuti; se invece siete dotati di mezzi propri, ancor meglio, perchè avrete modo di muovervi in lungo e in largo in totale autonomia e relax: fate solo attenzione all’ora che scegliete per il rientro sulla terraferma, dal momento che nelle giornate estive, quest’area è molto sfruttata a livello balneare e pertanto potreste rischiare di fare lunghe code nell’attesa di imbarcarvi. Ricordate inoltre che l’ingresso nel parco Nazionale (istituito nel 1991) è a pagamento: sia che siate a piedi, sia che siate in automobile, sappiate che è previsto un pedaggio, che però è praticamente simbolico (attualmente, nell’anno 2009, era circa 1 euro a persona - 7 euro per veicolo privato, comprensivo di passeggeri).

Il percorso che da Smiltyne conduce a Nida, attraversando i pittoreschi borghi di Juodkrante, Preila e Prevalka, è lungo circa 43 km e si snoda lungo una strada quasi sempre dritta e tranquilla, ai cui lati si stagliano maestosi boschi di conifere; in alcuni punti è possibile accedere aDune di Neringa sentieri che accompagnano a visitare la vera meraviglia di questo luogo: le dune.
Le splendide dune di sabbia, divenute patrimonio dell’UNESCO nel 2000, sono uno spettacolo mozzafiato e colgono di sopresa il turista, che non si aspetterebbe mai di trovare un simile paesaggio nel nord-europa (questa zona è infatti nota come Sahara lituano); sono granellini di sabbia in continuo e costante movimento e si basano si di un ecosistema molto delicato e fragile, Dune di Neringache si sta cercando disperatamente di proteggere: il loro attuale spostamento è infatti diretto verso il mare e si teme che in un paio di secoli possa inabissarsi definitivamente nel baltico. Il moto delle dune però, nel passato è stato anche causa di distruzione di villaggi: col disboscamento avvenuto a partire dal XVI secolo, il loro andamento ha inghiottito ben 14 borghi, costringendo la popolazione locale a trovare altri luoghi ove abitare; dal XVIII secolo è stata poi avviata un’opera di rimboschimento e, attualmente, le foreste occupano circa il 70% del territorio della penisola.

Seguire però un viottolo in legno fino a salire in cima ad una duna,Dune di Neringa è un’esperienza che vale la pena fare: innanzitutto, dopo un breve tragitto nel bosco, vi troverete innanzi ad un tripudio di colori che non scorderete molto presto, e poi l’ascesa alla vetta (seppur senza difficoltà), vi lascerà il tempo per guardarvi attorno per tentare di catturare col vostro sguardo anche il più piccolo tra i particolari…poi, quando il sentiero in legno finisce e si apre una larga via sabbiosa, se avrete la fortuna di capitare in una bella Dune di Neringagiornata calda, sarà ancor più emozionante proseguire a piedi scalzi, proprio come su di una comune spiaggia! Una volta sulla sommità però, vi ricorderete che non siete affatto su di una comune spiaggia e potrete sedervi e gustare il paesaggio unico, assaporando anche il silenzio tutto intorno, facendovi cullare dai vostri pensieri: di fronte avrete il mare e oltre, la terra lituana.

Ma continuiamo il viaggio alla scoperta di questa incredibile terra! Un luogo di sicuro interesse è la piccola, ma pittoresca cittadina di Nida, villaggio di pescatori: si può tranquillamente camminare sulVetrunges lungomare, godendo della brezza che spesso soffia da queste parti, sedendosi magari in qualche locale per una sosta; è possibile anche passeggiare nelle viettine interne dove, soprattutto d’estate, non è raro trovare bancarelle che vendono artigianato locale oppure fruttivendoli che offrono al turista il piacere di assaggiare qualche albicocca o mirtillo (poi comprerete sicuramente: i prodotti son davvero squisiti). Una peculiarità inoltre di questo borgo sono le cosiddette “vetrunges”, ossia dei vessilli segnavento, che Nidauna volta erano issati sulle barche ed erano indicativi del paese di provenienza del pescatore: potrete vederli lungo i marciapiedi che costeggiano le rive. Una curiosità: anche lo scrittore Thomas Mann fu soggiogato dalla bellezza di questi luoghi e qui trascorse diverse estati (1930-32), facendosi anche costruire un cottage simili a quelli locali; qui lavorò anche alla stesura di una delle sue opere maggiori, “Giuseppe e i suoi fratelli”.

Kryziu Kalnas

 

Nel cuore della Lituania, a 12 km da Siauliai e più precisamente nel villaggio di Jurgaiciai, sorge Kryziu Kalnas, una vera e propria collina ricoperta da migliaia di croci: è un luogo mistico e spirituale, una meta di pellegrinaggio visitata annualmente da moltissime persone.

Non si sa come mai sia stato prescelto proprio questo come luogo “sacro”: la sua origine si perde quasi nella notte dei tempi Kryziu Kalnase si fonde ormai con la leggenda; pare però che le prime croci siano addirittura del XIV secolo, sorte come commemorazione dei numerosi morti nelle insurrezioni dei cittadini contro il potere dello zar:  ufficialmente si hanno notizie a partire dal 1850 e, successivamente, divennero il simbolo delle sofferenze e delle umiliazioni inflitte al popolo lituano.
Nel periodo comunista invece, piantare una croce era divenuto un reato, punibile con l’arresto: nulla però era in grado di fermare la determinazione dei fedeli che, imperterriti, continuavano a posare proprio qui il segno della loro volontà di non arrendersi per dimostrare quali orrori, uccisioni e deportazioni avvenissero inKryziu Kalnas questi luoghi, lontani dagli occhi del mondo. Addirittura negli anni 60-70 del secolo scorso, nel tentativo di eliminare quest’area “indigesta”, l’esercito russo spianò la collina per almeno tre volte: ma ogni mattina, le croci ricomparivano sempre più numerose, a testimoniare che il popolo non si sarebbe piegato all’oppressione del potere comunista, ma che anzi avrebbe sempre combattuto, fosse anche solo ricordando le stragi perpetrate posando un rosario. Certo, non era facile: il sito era sempre presidiato da truppe in modo tale da impedirne l’accesso, ma i pellegrini, rischiando moltissimo, riuscivano comunque ad arrivare  e a piantare la loro croce, per gridare silenziosamente il loro dolore.

Oggi visitare Kryziu Kalnas è un’esperienza unica che consigliamo vivamente a chiunque di compiere: addirittura papa Giovanni Paolo Kryziu KalnasII celebrò qui una messa (il pulpito è ancora visibile) nel settembre 1993 e l’anno successivo donò anche una croce, posta ai piedi della collina. Chiunque però può piantare la sua, come suggello del proprio passaggio o come celebrazione di qualcosa di più intimo: si stima che oggi siano più di 50.000, di ogni genere e tipo, dai piccoli crocifissi in legno alle grandi statue della madonna, anche in materiali di pregio (come il marmo); camminare attraverso gli strettissimi passaggi, soffermarsi a leggere le incisioni, ascoltare il tintinnio dei rosari mossi dal vento, è un’emozione irripetibile, che toglie il fiato e costringe a riflettere sulle verità insite in questo luogo di preghiera e sofferenza, di umiliazioni ma anche di speranza.

Arrivare qui non è difficilissimo, anche se le indicazioni stradali nonKryziu Kalnas sono proprio evidenti: sarà meglio dotarsi di un navigatore per evitare il pericolo di smarrirsi; una volta giunti, non avrete difficoltà nel lasciare la vostra autovettura, dal momento che esiste un ampio parcheggio gratuito. La collinetta dista un paio di centinaia di metri, nel bel mezzo di una radura verdissima, e la si Kryziu Kalnaspuò scorgere da lontano; oltrepassato un “tourism point”, dove vi sono anche numerosissimi negozietti per acquistare la vostra croce da piantare (ricordiamo che l’arte dell’intarsio, inteso come artigianato locale lituano, è stato riconosciuto nel 2000 dall’UNESCO patrimonio dell’umanità), vi ritroverete su di un sentiero, che rapidamente vi condurrà ai piedi della collinetta: da qui non avrete altro da fare che lasciarvi rapire dall’atmosfera surreale di questo luogo.