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Dettifoss

 

Lungo la Ring Road, la strada circolare che percorre tutta l’Islanda, tra Egilsstaðir e Myvatn, si stacca una strada sterrata che si fa largo nel grandioso canyon Jökulsárgljúfur: è una meraviglia da non perdere, e regala anche la vista su una delle più belle cascate dell’isola, Dettifoss.

Questa valle rocciosa, continuamente erosa dal fiume Jökulsá á Fjöllum, che nasce direttamente dal Vatnajökull (il più grande ghiacciaio d’Europa), si formò in seguito ad un disastroso jökulhlaup, ossia un particolare fenomeno che avviene quando si verifica l’eruzione di un vulcano posto al di sotto di una calotta glaciale: il magma caldissimo fonde il materiale che incontra, trasformandolo in acqua e detriti, che però rimangono intrappolati al di sotto del terreno sotto forma di lago; quando la massa liquida si fa troppo Dettifossconsistente, “esplode”, causando così una tremenda inondazione. Questo disastroso evento è qui molto frequente, e recentemente si ricorda, nel 1996, quello causato dal vulcano Grímsvötn, che fece del torrente Skeiðará il suo sfogo, distruggendo parte del parco nazionale Skaftafell, e portando verso l’Oceano Atlantico iceberg alti anche 10 metri, oltre a tonnellate di materiale fangoso.

Ma torniamo al nostro canyon!
Dopo aver percorso circa 30km sullo sterrato (SS864), arrivereteDettifoss infine ad una deviazione, posta sulla sinistra: la vostra meta è indicata da un cartello ed occorre guidare ancora per poco prima di giungere al parcheggio gratuito dove potrete lasciare la vostra autovettura; da qui, imboccate il sentierino che scende verso la gola, stando bene attenti ai tratti ancora innevati, abbastanza insidiosi (se vi recherete qui in estate, questo sarà un problema Dettifossche non avrete): di certo, anche se non riuscirete subito a scorgere la cascata, non potrete non udirne il fragore! Dettifoss infatti è la maggiore, in Europa, per portata d’acqua (180-200 metri cubi al secondo), sebbene sia relativamente bassa (circa 40 metri): le sue cupe acque, piene di detriti vulcanici e glaciali, la rendono particolarmente misteriosa e inquietante, mentre gli spruzzi generati dalla sua potenza, si possono avvistare già ad un chilometro di distanza.

Ma quando giungerete al suo cospetto, non potrete nonDettifoss innamorarvene: si potrebbe stare delle ore a guardarla!
Voi vi troverete sul lato orientale, e potrebbe capitarvi di vedere altre persone dalla parte opposta: arrivare sin lì è però quasi impossibile per i turisti “normali”, dal momento che l’accesso avviene tramite una pista riservata ai fuoristrada (che si possono sì noleggiare in DettifossIslanda, ma per percorrere le “piste” è necessario stipulare un’assicurazione aggiuntiva che poche compagnie di noleggio offrono); se proprio non vi basterà il panorama appena visto, potrete informarvi per una visita guidata dal lago Myvatn oppure da Asbyrgi, il piccolo villaggio posto alla fine della valle.

E dopo aver contemplato Dettifoss, potrete concentrarvi sul favoloso canyon Jökulsárgljúfur (molto simile al più famoso “Gran Canyon” in Arizona), che qui si apre in tutta la sua maestosa bellezza: si possono trovare picchi, crateri, grotte, colonne di basalto e si ammirano le gorgoglianti e spumeggianti acque del fiume Jökulsá á Fjöllum cambiare tonalità, dal grigio cupo all’azzurro intenso, regalando incredibili contrasti e giochi visivi, soprattutto quando il torrente turchese lambisce le nere sponde di sabbia vulcanica.

E non vi resta, dopo aver goduto di un paesaggio così particolare, che tornare al parcheggio per riprendere il tour, diretti ad Asbyrgi e alla baia di Öxarfjörður; se vorrete, potrete passeggiare sino ad Hafragilsfoss (il sentiero parte di fianco ai servizi igienici, all’estremo lato nord), un’altra splendida cascata, incastonata come una perla in un luogo talmente  mozzafiato da sembrare irreale.

Borgarnes

 

Questa cittadina nel sud-ovest dell’Islanda non ha moltissimo da offrire, ma è senz’altro un ottimo punto di partenza per visitare la zona circostante, ricca di bellezze naturali e luoghi storici di grande interesse.

Partendo dunque da Borgarnes e dirigendovi verso nord lungo le SS527 e SS50, perverrete abbastanza rapidamente a DeildartunguhverDeildartunguhver, la sorgente calda più grande d’Europa: pensate che ogni secondo fuoriescono dalle rocce ben 180 litri d’acqua bollente! Potrete avvicinarvi alla fonte, ma con estrema cautela: la temperatura è talmente elevata (praticamente 100 gradi) che quasi non riuscirete a vedere altro che nuvole di vapore che si alzano verso il cielo, nascondendo tutto il resto; una passerella di legno vi aiuterà a compiere un brevissimo tour senza rischiare di scottarvi i piedi e poco distante noterete anche dei comignoli costruiti direttamente nelDeildartunguhver terreno che aiutano a diminuire la pressione esercitata dai gas nel sottosuolo: l’acqua qui naturalmente prodotta viene utilizzata in tutta la zona circostante, sia per uso domestico che commerciale per le serre, mentre quella che avanza viene addirittura “esportata” verso sud tramite grossi tubi che aiutano a mantenerne il calore.

Proseguendo lungo la SS50 arriverete al villaggio di Reykholt, noto per essere stato la dimora di Snorri Sturluson, grandissimo poeta e Snorri Sturlusoncondottiero dell’Islanda Medievale: nato a Hvammur nel 1178, si stabilì qui in seguito e divenne uno dei capi carismatici dell’intero Paese, soprattutto dopo la sua elezione a lögsögumadur, una specie di “presidente” dell’assemblea legislativa e della corte suprema, che però lo mise in una scomodissima posizione contro il sovrano norvegese Hákon Hákonarson, desideroso di allargare i suoi domini in questa remota parte di mondo. Nel 1241, dopo essere stato suo malgrado coinvolto in una congiura proprio contro di lui (alle insidieSnorrstofa del quale tenacemente resisteva con spirito patriottico), fu assassinato dietro suo mandato per mano di Gissur Þorvaldsson a colpi d’ascia; successivamente, l’Islanda perse la sua indipendenza e divenne un possedimento della regno di Norvegia, per passare successivamente alla Danimarca: ritornerà ad essere uno stato libero solo dopo la seconda guerra mondiale.
SnorrstofaA Reykholt tutto ricorda la figura di Snorri, che è considerato una specie di eroe: si parte dal Museo Snorrstofa, che illustra la vita dell’epoca attraverso testi, immagini, sculture; vi è anche la “pozza”, dove si ritiene che il poeta amasse fare il bagno e rilassarsi: di fronte ad essa, parte un cunicolo che sembra che porti alla cantina dove fu ucciso. Oltre alla statua del condottiero cheSnorrstofa troneggia in mezzo agli ampi spazi, possiamo trovare una vecchia chiesetta che si erge solitaria in mezzo ai campi, mentre una basilica molto grande e decisamente moderna, sorta nel 1996 (tra le più recenti del Paese) sorge proprio di fianco al Museo, dal quale si accede direttamente e dove si possono ammirare luminose vetrate ed un organo decisamente imponente, oltre a decorazioni di evidente ispirazione cristiana antica ed un fonte battesimale del Cinquecento, qui traslato dalla cattedrale della capitale Reykjavik.

Continuando sulla SS518 arriverete in breve al cospetto di Hraunfossar, deliziose cascatelle che paiono nascere direttamente dalle nere rocce magmatiche circostanti chiamate Hallmundarhraun (”hraun” in islandese significa appunto “lava”) originate da un Hraunfossarvulcano situato al di sotto del ghiacciaio Langjökull: rimarrete senz’altro a bocca aperta, soprattutto se avrete la fortuna di trovarvi qui in una luminosa giornata di sole, nella quale la lucentezza delle acque si riflette scintillante contrastando il verde dei prati, creando un effetto quasi magico. Dalla “terrazza” belvedere, senza fare praticamente fatica, riuscirete a cogliere totalmente la magnificenza del luogo, scattando magari anche decine di fotografie!

E poco lontano, lasciando la vostra autovettura allo stesso parcheggio di Hraunfossar (ben segnalato) potrete intraprendere aBarnafoss piedi un breve e facilissimo sentiero che vi condurrà in pochi passi a Barnafoss, la “cascata dei bambini”: si dice che qui un tempo un arco roccioso naturale ccolegasse i due opposti distretti di Hálsasveit e Hvítársíða scavalcando il fiume Hvítá; due giovani fanciulli però, giocando a rincorrersi, da lì precipitarono nelle acque tumultuose, perdendo la vita: in ricordo, la cupola fu distrutta per evitare che la tragedia potesse ripetersi. Oggi è Barnafosspossibile invece transitare da una parte all’altra delle rive servendosi di un moderno ponte, che consente di visionare la cascata da entrambi le prospettive; sul lato destro idrografico, è possibile spingersi davvero vicino al turbine scendendo su di un tracciato abbastanza ripido e irto: fatelo solo se attrezzati con le scarpe giuste, perchè altrimenti rischiereste di farvi male e terminare anzitempo la vostra vacanza.

Consigliamo dunque una sosta in questa cittadina nella zona sud-occidentale dell’isola, in modo tale da poter visitare con calma quanto vi abbiamo suggerito: nulla vieta però di poter scoprire altri memorabili luoghi che, siamo certi, porterete scolpiti indelebili nel vostro cuore.

 

Links utili:

http://www.hotelhamar.com/ Hamar, un grazioso hotel, gestito da Icelandair, poco distante dalla cittadina di Borgarnes, con camere spaziose e luminose. E’ anche possibile cenare in loco

Gullfoss

 

La palma d’oro di cascata più conosciuta d’Islanda spetta certamente a Gullfoss, che compie uno spettacolare doppio salto nel canyon scavato dal fiume Hvítá, nella parte meridionale dell’isola.

Situata nelle valli Haukadalur, in una zona talmente colma di bellezze naturali da essere appellata Circolo d’Oro (ricordiamo il Geyser, distante circa 10 km e il parco nazionale di Þingvellir, doveGullfoss si riunì, nel 930, uno dei primi parlamenti del mondo e in cui venne proclamata, nel 1944, l’indipendenza dell’Islanda), vanta il primato di cascata più fotografata dai visitatori in vacanza in questa remota parte di mondo, e decisamente siamo d’accordo: non si potrà fare a meno di rimanere a bocca aperta di fronte a tutta questa bellezza, specie se avrete la fortuna di vederla in una limpida giornata di sole, quando la luce, colpendo il muro d’acqua, crea fantastici giochi di luce e arcobaleni variopinti.

Arriverete qui seguendo la SS35, anche in giornata dalla capitale GullfossReykjavik (dalla quale dista circa 120 km) e potrete lasciare la vostra autovettura in uno dei due parcheggi riservati ai turisti (in realtà, la cartellonistica vi spingerà a quello “superiore”, dove è anche situato il “visitor center”, munito di bar e souvenir-shopping, ma anche quello che incontrerete lungo la salita andrà benissimo) e iniziare l’avventura che vi porterà in brevissimoGullfoss tempo (circa 5 minuti) al suo cospetto: Gullfoss compie due salti, il primo di circa 11 metri e il secondo di 21, lungo due pareti poste a circa 45 gradi, precipitando in una gola strettissima e profonda complessivamente circa 50 metri; potrete avvicinarvi moltissimo (stando sempre bene attenti, dal momento che il terreno è molto scivoloso), per ammirare tanta maestosità e verrete colpiti Gullfossda moltissimi spruzzi che vi faranno capire quanto sia potente (la sua portata varia da 140 metri cubi/secondo a 80, nei periodi invernali). Per comprenderne appieno la conformazione, consigliamo anche una breve passeggiata lungo un sentierino che si spinge pianeggiante (dal parcheggio vicino al bar) per qualche centinaio di metri lungo la parete più alta del canyon: arriverete adGullfoss un punto panoramico che vi consentirà un privilegiato punto di vista, e potrete verificare coi vostri occhi quanto sia importante la spaccatura della crosta terrestre (in Islanda queste fenditure sono abbastanza frequenti, perchè ci troviamo proprio sulla dorsale medio-oceanica, ed è una zona sismica molto attiva, grazie alla presenza di vulcani in grande quantità).

E dopo essere rimasti affascinati da questa meraviglia, potrete recarvi ad ammirarne un’altra, ossia il Geysir, sempre che non l’abbiate già visto strada facendo: se così fosse, non temete, perchè quest’isola di fuoco e ghiaccio vi riserverà subito altri incredibili paesaggi da scoprire.