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Minack Theatre

 

Se avete deciso di intraprendere un viaggio in Cornovaglia, di certo siete amanti della natura e vi aspettate spettacolari pareti rocciose che si gettano a picco nel mare, coste frastagliate sferzate da onde di incredibile potenza. Ebbene, di certo troverete tutto questo, ma non potrete perdervi uno dei più bei siti costruiti dall’uomo in questa terra: il Minack Theatre.

Minack Theatre si trova nell’estremo ovest di questa regione, poco lontano dal capo di Land’s End (ossia il punto più occidentale di tutta la Gran Bretagna, dal nome quasi inquietante, ma che benLand's End rappresenta il conoscere d’un tempo, quando si credeva che oltre l’Atlantico non ci fosse più nulla), seguendo la strada per Portchurno; per arrivarci, occorre oltrepassare l’abitato e salire lungo una stradina che sembra portare verso il nulla, ma che in realtà ci permettere di raggiungere la sua cima: si può lasciare la propria autovettura nell’ampio parcheggio gratuito e così prepararsi a godere di uno spettacolo che ha pochi eguali nel mondo.

Dal ticket-office, si scende verso il teatro vero e proprio e subito si Minack Theatrerimarrà senza parole di fronte a tanta bellezza: l’arena è scavata nella roccia, e il palco sembra proprio a picco sul mare; tutt’intorno si può vedere il blu dell’oceano fare da contrasto al colore chiaro delle pietre da cui è stata ricavata la struttura, e sentire il rumore delle onde che si frangono sulla scogliera sottostante. Si può visitare in lungo e in largo, non ci sono limiti perMinack Theatre la vostra curiosità: potete anche fare delle prove d’acustica, o immedesimarvi nel protagonista di qualche opera: vengono qui rappresentati annualmente (nella stagione tra giugno e settembre) oltre 15 spettacoli, ed è inutile dire che i biglietti vanno a ruba: se non prenotate con largo anticipo, di assistere non se ne parla.

Erroneamente si può credere che questa sia un’opera romana, ma non lo è: di antico non ha nulla, se non la forma che ricorda quella Minack Theatredegli antichi anfiteatri greci; è stato costruito nel secolo scorso, per volere di Rowena Cade, una donna che viveva proprio qui e che, alla fine degli anni ‘20 assistette ad una rappresentazione di “Sogno di una notte di mezza estate”, allestita poco lontano, in questo splendido scenario: lei, colpita, decise di offrire il giardino di casa sua per quella dell’anno successivo, proposta che venne accettata. Da grande appassionata, maturò quindi l’idea di poterMinack Theatre edificare un qualcosa di fisso che potesse essere utilizzato in maniera continuativa, in questo scenografico contesto: nacque così il progetto di Minack Theatre (Minack in lingua cornica significa “luogo roccioso”), tutt’altro che semplice da portare avanti; ma la determinazione e la forza d’animo di questa grande signora fecero l’impossibile e donarono a questo luogo qualcosa di unico al mondo.

Ed è davvero uno spettacolo che toglie il fiato: se avrete la fortuna di visitarlo in una giornata serena, la sua bellezza vi soggiogherà a tal punto che vi farà  senz’altro desiderare di tornarci, magari per assistere ad una rappresentazione a cui questo luogo così speciale, aggiungerà drammaticità e magia.

Carreg Cennen Castle

 

Carreg Cennen Castle ci appare maestoso, costruito sulla cima di una collina, che domina la valle circostante e i verdi prati del Brecon Beacons National Park, nel Galles meridionale; è un po’ fuori mano, arrivarci non è proprio semplicissimo, ma la sua bellezza vale ben una deviazione del vostro itinerario di viaggio.

Arroccato sul picco di un’altura, è possibile raggiungerlo solo a piedi: potrete lasciare la vostra autovettura al parcheggio gratuito vicino alla Castell Farm, un gruppo di poche case, da dove Carreg Cennen Castleinizierete la vostra ascesa al maniero: non più di 15 minuti di strada. Superati un paio di cancelli girevoli (utilizzati per far passare i turisti, ma non il bestiame), verrete accolti da qualche pecorella che lì pascola, e non stupitevi se vi accompagnerà sino alle mura della fortezza. Anzi, se sarete fortunati, avrete anche la possibilità di fare una foto con un piccolo agnellino…ma non crediate sia facile: non amano farsi immortalare, sono piuttosto sfuggevoli!

Dopo aver camminato attraverso lussureggianti campi, eccovi giungere all’ingresso; questa era una delle roccaforti meglio difese di tutto il Galles e lo si può notare dai vari passaggi su pontili inCarreg Cennen Castle legno che conducono verso l’interno (che consentono il passaggio oltre fossati appositamente scavati): una volta non erano ben stabili come li vediamo ora, ma erano mobili, in modo tale da consentirne un rapido ritiro in caso di necessità e pericolo. Stretti corridoi permettono di oltrepassare la torre che divide l’Outer dall’Inner Ward: ci troviamo ora dinnanzi ad un prato verde, ma una volta questo era il cuore di tutto, dove risiedeva il signore, che amministrava la contea.

La storia di Carreg Cennen pare debba iniziare nel 1167, allorquando Lord Rhys, principe di Deheubart, decise di far edificare qui un castello: tuttavia, alcuni ritengono che già prima vi fosse qualche Carreg Cennen Castlecostruzione di tipo difensivo, probabilmente durante l’Alto Medioevo, magari sotto il regno del fantastico Re Artù (a tal proposito, esiste una leggenda che racconta di un valoroso cavaliere sepolto proprio qui sotto, che aspetta una chiamata da parte dei Gallesi per ritornare in vita e combattere al loro fianco per la patria); invece prove concrete, ossia il ritrovamento di alcune monete, fanno pensare ad un qualche passaggio romano, anche se non è detto che una guarnigione vivesse stabilmente in questo luogo.
Tuttavia, l’aspetto attuale del maniero non è quello che gli diede il principe gallese: caduto nelle mani degli inglesi dopo svariati passaggi di proprietà (intrisi di sangue, visti i tempi non proprioCarreg Cennen Castle tranquilli), nel 1277 fu confiscato da re Edoardo I, che lo accordò ad un suo uomo di fiducia, John Giffard, che lo rimaneggiò parecchio e lo fortificò, fino a conferirgli le attuali sembianze. Dopo la Guerra delle due Rose e la vittoria degli York, il castello fu semi-distrutto, dato che rappresentava uno dei punti di forza dei Lancaster (sconfitti): per fortuna, l’opera di demolizione non intervenne proprio su tutto e consente, al turista odierno, di godere del magnifico spettacolo che ciò che si è salvato offre.

L’esplorazione può a questo punto continuare visitando quelli che dovevano essere gli ambienti e i vari appartamenti; degne di nota, Carreg Cennen Castlesono senz’altro due cisterne che dovevano raccogliere l’acqua piovana e consentire un approvvigionamento d’acqua maggiore in caso di assedio; importante è anche la cucina, che vantava un enorme camino ed era munita anche di cambusa e dispensa; la parte più riservata invece raccoglieva gli appartamenti del lord e anche una piccola cappella, elemento che possiamo trovare in quasi tutti i manieri medievali.

C’è anche qualcosa di veramente insolito qui: si tratta di una specie di grotta, posta sotto le fortificazioni, che si può aggiungere alla visita e che è possibile raggiungere attraverso stretti eCarreg Cennen Castle scivolosi cunicoli; la domanda che i più si pongono è: a cosa serve? La risposta non può essere univoca; molti credono che fosse impiegata come prigione, altri che venisse utilizzata come ulteriore cisterna d’acqua, altri ancora vedono una dispensa: quello che è certo è che questa cavità naturale, un tempo aperta verso l’esterno, rappresentava un punto di facile accesso per i nemici al cuore della fortezza e, come tale, doveva essere eliminato. Pertanto, furono realizzati dei lavori che consentirono di “murare” la fenditura e rendere impossibile l’ingresso a chiunque per tale via, anche se, ad un attacco violento, non era certo quanto potesse resistere.

Prima di tornare verso la fattoria, potete girovagare in lungo e in largo sui prati circostanti e anche soffermarvi per una sorta di pic-Castell Farmnic medievale: il castello della roccia sul fiume (Carreg in gallese significa proprio roccia, mentre Cennen è il torrente che scorre qui accanto) vi terrà compagnia con le sue scenografiche rovine. Ricordiamo che, sebbene di proprietà privata sin dagli anni ‘60, questo sito è sotto la tutela del CADW, l’ente che si occupa della conservazione dei beni storici e culturali di questa regione: l’accesso è pertanto possibile a pagamento, ma i possessori dell’Explorer Pass (acquistabile praticamente presso qualunque “attrazione”) qui entrano a titolo gratuito.

Tintagel

 

Chi non ha mai sentito parlare della saga di Re Artù, Lancillotto, Ginevra e i Cavalieri della Tavola Rotonda? Di certo la risposta sarà affermativa, ma magari non sapete che proprio a Tintagel questo mito è più vivo che mai, perchè si dice che qui ci siano le rovine del castello dove nacque il sovrano.

Come ben si sa poi, la realtà è molto diversa dalla leggenda, però sarà interessante, qualora siate di passaggio da queste parti, soffermarsi a visitare questo piccolo borgo sito sulle coste della frastagliata Cornovaglia, dove si respira un aria frizzante e dove i venti, la maggior parte dell’anno, spirano a forte velocità, portando spesso pioggia e tormenta.

L’area dove si pensa sia esistito il maniero, in realtà ospita davvero i resti di un castello, ma storicamente non c’entra nulla con le saghe celtiche, anche perchè è posteriore: fu costruito tra il XII e XIII secolo dai duchi di Cornovaglia, sulle rovine di un monasteroTintagel ancor più antico (datato forse VI-IX sec); ma di certo questo luogo così selvaggio, sferzato da venti incessanti, dove le acque dell’atlantico si gettano con forza contro le taglienti scogliere, creando boati terribili, deve aver stimolato la fantasia degli scrittori, primi fra tutti Goffredo di Monmouth, che vi attrubuì i natali di re Artù, e Alfred Tennyson, che nei suoi poemi menziona spesso queste zone come teatro di avvenimenti magici e misteriosi.

Ma la visita alle rovine della roccaforte di Tintagel è possibile, quindi perchè non andare a farci una passeggiata e rendersi conto coi propri occhi di come sia realmente?
TintagelPotete lasciare la vostra autovettura in uno dei tanti parcheggi del borgo omonimo (sono tutti ottimamente segnalati, ma sono anche a pagamento: prima di decidere quale sarà il vostro, magari fate un giro per trovare quello più economico), e poi dirigetevi a piedi verso il sentiero che vi condurrà al “Castle” (sono presenti indicazioni, ma se non riusciste a trovare l’imbocco della mulattiera, non scoraggiatevi! Chiedete pure in giro, sono tutti molto cortesi; in ogni caso, arrivando da Boscastle, l’innesto è sulla sinistra, nei pressi di una curva, poco più avanti del “Old Post Office”).

Ci sarà un po’ da camminare: infatti, il villaggio non è propriamente vicinissimo al sito storico, ma la strada è tutta in discesa (il problema sarà poi tornare indietro! non temete, non è faticoso); Tintagelsi arriva quindi in breve tempo ad una piccola costruzione che è stata adibita a bar e ristoro: subito dopo, si svolta a sinistra e lì inizierà davvero la vostra avventura! Oltrepassato il ticket office (la visita è a pagamento), vi troverete di fronte alle imponenti e frastagliate scogliere, e vi arriverà anche qualche spruzzo d’acqua: lo spettacolo è maestoso, ma ora avete un compito, ossia salire sino in cima per godere dello splendido panorama. L’energia che occorre per guadagnare la vetta, dobbiamo essere sinceri, è davvero tanta: Tintagel Castleper facilitare l’impresa, altrimenti impossibile, sono state costruite scale in legno, tuttavia molto strette; capiterà spesso che dobbiate fare spazio a chi sta invece già scendendo, perchè il doppio passaggio, in alcuni punti è arduo. Fate inoltre attenzione a non scivolare, giacchè se la giornata non è delle migliori, l’acqua mista al sale trasportato dai venti (che, ricordiamo, soffiano fortissimi) rende gli scalini molto viscidi.

Dopo tanta fatica però finalmente perverrete alle tanto sospirate rovine! In realtà, rimane proprio poco dell’antico maniero, però ciòTintagel Castle che si vede è davvero suggestivo, anche per la location davvero unica: lo sguardo può spaziare ovunque e non si potrà non pensare a come doveva essere dura la vita in questo posto così inospitale; le spumeggianti onde si frangono sugli scogli e il rumore è davvero forte…tutto ciò non fa altro che aumentare però la sensazione di magnificenza che si prova al cospetto di questo panorama.

Ci sono moltissimi sentieri che vi guidano alla scoperta degli antichi spazi e stanze del castello; qua e là, troverete dei leggii che vi Tintagel Castleesplicheranno come probabilmente erano costruiti gli ambienti e che funzione avessero; la vostra fantasia sarà stuzzicata dal cercare di ricostruire mentalmente sale e saloni partendo solo da muretti in pietra! Potete girare in lungo e in largo sulla collina, in ogni punto troverete qualcosa da guardare con attenzione oppure avrete la possibilità di spingere il vostro sguardo all’infinito verso il Tintagelblu del mare. Dall’alto, sarà anche possibile vedere la “grotta di Merlino”: si tratta di una caverna a pelo d’acqua e si tramanda che proprio lì vivesse il famoso mago e che, forse, ancora oggi lo si possa incontrare…Se voleste provare l’ebbrezza, accertatevi che però sia il momento giusto: viene infatti regolarmente inondata dal mare a causa delle maree.

Ma prima di tornare verso la macchina, non potrete di certo non scalare anche la seconda altura: anche qui vi sono dei resti di antiche fortificazioni, Tintagel Castleforse un avamposto del castello principale; per arrivarci, dovrete scendere e risalire, con altrettanta fatica. Però non ci si può esimere: una volta in quei luoghi, dovete fare “il pieno” di tutto! Anche perchè poi, per tornare indietro verso il parcheggio, da qui si può passeggiare lungo un sentiero diverso da quello percorso all’andata, gustando quindi un panorama ancora differente.

Finita la vostra escursione, prima di andar via e guadagnare una nuova tappa, magari fate un giretto ai negozietti di souvenir di Tintagel: troverete tante cose kitch, che però, una volta tornati a casa, vi faranno ricordare di questo luogo così potente e maestoso, teatro forse della gesta eroiche di cavalieri vissute in epoche remote.