Rifugio Roda di Vael

 

Oggi vi proponiamo un percorso ad anello con un panorama superbo, che di certo non dimenticherete facilmente: raggiungeremo infatti il Rifugio Roda di Vael, nel gruppo del Catinaccio, tramite il Vial de le Feide, il “sentiero delle pecore”, partendo dal Rifugio Ciampediè, per poi ritornarvi tramite l’”Alta via dei Fassani”.

Raggiunto il grazioso abitato di Vigo di Fassa, saliamo sulla funivia “Catinaccio” (prezzi a/r 2013: 14 euro) che in brevissimo, ci porta Panorama verso Valle del Vajoletai 2000m del Rifugio Ciampediè, in un pianoro da cui s’ammira un paesaggio stupendo sia sulla Val di Fassa che sulla Valle del Vajolet, verso la quale molti da qui andranno, essendo possibile arrivare al Rifugio Gardeccia (m. 1950) in poco più di quaranta minuti, e successivamente ai Rifugi Vajolet (m. 2243) e Preuss (m. 2243), punti di partenza per altre ascensioni.

Noi ci andremo un’altra volta: oggi ci rechiamo al Rifugio RodaCrocicchio di sentieri di Vael (m. 2280), servendoci del Vial de le Feide, che era un tempo appunto percorso dai pastori col loro gregge; dal Rifugio Ciampediè ci portiamo al Rifugio Nigritella (m. 1986), e da qui avremo già la via da scegliere: non la comoda e larga mulattiera che, a sinistra, in piano reca l’indicazione con la nostra meta, ma bensì quella in Panorama verso Gruppo del Sellaripida salita che porta verso la Baita Pra Martin (m. 2096) che, raggiunta, però ci lasceremo sulla destra, comunque ammirando le stupende montagne che da qui già si vedono, come il Gruppo del Sella col suo Piz Boè (m. 3162) e il Larsech, così vicino a noi che pare quasi di toccarlo…

Dopo ancora un po’ di ascesa, a volte più dolce, spesso un po’Vial de le Feide meno, si perverrà ad un crocicchio di sentieri, che all’escursionista avventuroso consente di recarsi al Vajolet tramite angusta via, certamente però pregna di soddisfazione, mentre a noi indica che abbiamo concluso il tratto più impegnativo: da qui in poi infatti, la via prosegue in saliscendi, non presentando più Vial de le Feidestrappi che possano mettere a dura prova il turista. Il panorama che poi andremo a vedere sarà sempre più bello, con la nostra meta sempre bene in vista, e sembrerà così lontana…Ma guardandoci attorno, non sentiremo certo la fatica, appagati dalla bellezza della natura e delle montagne.

Ma ben presto il nostro sentiero si congiungerà con altri provenientiVial de le Feide da altri punti del Catinaccio, come il Passo delle Zigolade (m. 2550), dal quale vedremo i trekker scendere sul ghiaoine in fila indiana; in località Pael (m. 2330) sapremo che ormai mancano solo 30 minuti alla nostra meta (sara invero trascorsa già circa 1h e 30), e ce li godremo tutti ammirando lo splendido panorama che si gode da Verso Rifugio Roda di Vaelquesto tratto: le Pale Rabbiose (m. 2540), sotto le quali siamo appena transitati, la Marmolada (m. 3342) con la sua inconfondibile forma e col suo ghiacciaio luccicante, il gruppo di Cima Uomo (m. 3003), che fa da cornice meravigliosa alle montagne del San Pellegrino (m. 1918); spunta anche il Gruppo delle Pale di SanVerso Rifugio Roda di Vael Martino, col Cimon de la Pala (m. 3129) e la più alta, ma meno conosciuta, Cima della Vezzana (m. 3192), delizia della Val Venegia e della Val di Fiemme e infine la piramide del Piz Boè (m. 3162), conosciuto come il più facile tremila delle Dolomiti, che avevamo abbandonato un’oretta prima, nascosta dal costone.

Ma eccoci al Rifugio Roda di Vael (m. 2280), dove ci si potrà Rifugio Roda di Vaelristorare, gustando uno dei buoni piatti tipici scaldandosi al sole, seduti su una delle molte panche presenti: se invece vorrete consumare il vostro pranzo al sacco, comodi prati sono a vostra disposizione, oppure se qui fosse troppo affollato, poco più sotto c’è la Baita Pederiva (m. 2275), anch’essa pronta ad accogliervi conBaita Pederiva qualcosa di appetitoso da mangiare; se invece non foste interessati al cibo, ma solo a continuare la vostra passeggiata, sarete ugualmente serviti: potrete guadagnare il Rifugio Paolina (m. 2125) in poco tempo, passando per l’aquila di bronzo, monumento a Theodor Christomannos, illustre personaggio del XIX Crocicchio di sentierisecolo, austriaco di origine greca, che ebbe la straordinaria intuizione di costruire la “Grande Strada delle Dolomiti”, che collega Bolzano a Cortina d’Ampezzo e Dobbiaco, passando per la Val D’Ega, dando un impulso incredibile al turismo montano, oppure arrivare al Rifugio Fronza alle Coronelle (m. 2339) seguendo il Sentiero Majarè, per non parlare delle innumerevoli ferrate di ogni difficoltà…non sarà dunque un’impresa trovare qualcosa che faccia al caso vostro!

Ma noi invece ci accontentiamo di essere fin qui pervenuti eMandra de Vael decidiamo dunque di ritornare verso Ciampediè: lo faremo però lungo l’”Alta via dei Fassani”, segnavia 545, che parte in ripidissima discesa dalla Baita Pederiva, facendoci perdere quota in pochissimo tempo, fino a guadagnare il bellissimo pianoro erboso di Mandra de Vael (m. 2105), dove qualche mucca ci si avvicinerà Mandra de Vaelincuriosita…Da qui avremo uno splendido colpo d’occhio sull’anfiteatro della Roda di Vael (m. 2806), che però presto, addentrandoci nel bosco, perderemo…Si potrebbe anche  fare anche una deviazione alla Malga Vael (ci si ricongiungerà al tratturo principale poi) per acquistare formaggi e salumi, ma non sappiamoMandra de Vael dire quanto tempo possa portare via tale variante; in ogni caso, il sentiero procede in leggera discesa, addentrandosi tra pini e larici, fino a diventare quasi un po’ noioso, dal momento che pare decisamente monotono, se non fosse per la natura rigogliosa e per gli inconfondibili e buonissimi profumi che si sentono.

Dopo una bella oretta di cammino, e attraversata una delle piste da sci che congiungono la località Ciampediè con Vigo di Fassa Alta Via dei Fassani(ricordiamo che ci troviamo in un comprensorio sciistico molto rinomato e frequentato), si ritorna al Rifugio Nigritella (m. 1986), arrivando proprio da quella strada piana che avevamo ignorato la mattina per lanciarci in salita verso Pra Martin; da qui, poco più di cinque minuti e saremo di nuovo alla stazione di monte della funivia Catinaccio, che ci riporterà a valle in pochissimo tempo, concludendo così la nostra stupenda gita.

Per arrivare a Vigo di Fassa si percorre la SS48 delle Dolomiti sia che arriviate da Moena e la Val di Fiemme, sia che scendiate da Canazei; giunti al borgo, dovrete imboccare la SS241 del Passo Costalunga, ma troverete ben evidenziate le segnalazioni della funivia; potrete seguire la via verso i parcheggi indicati da grosse P, tenendo presente che solo P1 (free) e P2 (a pagamento, prezzi 2013 5 euro intera giornata) sono realmente vicini agli impianti, mentre per gli altri bisogna mettere in conto una passeggiatina per il paese.

 

Links utili:

http://www.rodadivael.it/ il sito del Rifugio nostra meta, con tante informazioni per chi intende raggiungerlo

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