Giro dello Juribrutto

 

La camminata di oggi prevede uno sforzo da parte dell’escursionista, in quanto si tratta di camminare svariate ore senza trovare nessun rifugio per potersi ristorare; la fatica sarà però ripagata dal bellissimo panorama, che vedremo sempre variare man mano che si procede nel percorso: affrontiamo il poco conosciuto giro dello Juribrutto, nelle Dolomiti Trentine.

Saliamo, con l’ausilio della funivia, ai 2550m del Col Margherita, che Panorama da Col Margheritadomina tutta la valle del San Pellegrino e non solo: da qui in cima la vista è davvero superlativa, si notano addirittura le vette ampezzane, oltre ai più vicini Pelmo (m. 3168), Civetta (m. 3218) e Cime Pape (m. 2503); splendida la veduta sul Gruppo delle Pale di San Martino, e di quelle di San Lucano: si intravedonoCol Margherita anche il lago artificiale di Cavia (m. 2102) e il sempre affollatissimo Rifugio Laresei (m. 2250), altre nostre mete; ci troviamo nel bel mezzo del comprensorio Ski Area Trevalli, di certo notissimo al turista invernale: ora esploreremo il suo paesaggio anche dal punto di vista estivo, ossia privo di neve ma con fascino forse maggiore!

Da qui ci portiamo immediatamente a sinistra della stazione della funivia, dove vedremo immediatamente il cartello che indica “Alta Alta Via della Mariottavia della Mariotta”, ossia il nostro sentiero: non c’è un numero ufficiale che lo contraddistingue, solo la classica segnaletica bianca e rossa, e oltretutto non si segue una vera e propria traccia, ma si cammina intuitivamente orientandosi proprio con le verniciature; si procede infatti su fondo detritico di sfasciumi, a volte avvicinandosi alla cresta per ammirare  la catenaAlta Via della Mariotta di Cima Uomo (m. 3003) e tutta la valle del San Pellegrino, dove lo sguardo può spaziare sino al Latemar (m. 2842) e alle cime più alte del Gruppo del Catinaccio e, se la giornata fosse particolarmente limpida, anche al Gruppo dell’Ortles-Cevedale e alle Dolomiti di Brenta…insomma, una vista davvero eccezionale, che non ha nulla da invidiare ad altre più famose!

Ma se la parte nord è così dirupata, a sud il declivio è molto dolce e Panorama da Forcella Vallazzagli sfasciumi (detti Lastei di Pradazzo) arrivano infatti praticamente fino al Passo Valles (m. 2032), tanto che si potrebbe scendere senza troppa difficoltà; ma noi continuiamo tranquilli in saliscendi fino alla Forcella Vallazza (m. 2521), proprio al cospetto della scura cima del monte Juribrutto (m. 2697): da qui siVariante verso Cima Juribrutto possono notare gli escursionisti impavidi che si cimentano con l’ardita salita alla sua sommità, davvero alla portata, secondo noi, di pochi; da qui infatti parte la “variante ripida”, che definire appunto “ripida” è un eufemismo, dal momento che è praticamente verticale, e su terremo abbastanza scivoloso…noi preferiamo non cimentarci in Sentiero proveniente da Forcella Vallazzaquest’impresa, proseguendo verso la Forcella Juribrutto (m. 2381) aggirando il monte stesso, e quindi regalandoci un percorso un po’ meno accidentato (ma non facilissimo): poco oltre infatti la strada inizia a salire in maniera abbastanza decisa, con alcuni tratti di arrampicata (nulla di difficoltoso, solo bisognaBaracche italiane verso Forcella Juribrutto aiutarsi con le mani in alcuni pezzi particolarmente angusti); qui si incontrano i resti delle baracche e delle trincee dei soldati italiani della Prima Guerra Mondiale, alcune molto ben conservate, altri meno; ci troviamo infatti sul fronte italiano, praticamente in prima linea, dal momento che gli austriaci erano di stanza a Cima Bocche Panorama lungo il giro dello Juribrutto(m. 2745), dirimpetto a Cima Juribrutto (m. 2697), dove erano accampati i nostri: non si potrà non fermarsi un attimo a riflettere su quante vite sono state qui spezzate in nome della libertà e verrà la pelle d’oca a ricordare le vittime di questo conflitto al cospetto di una delle croci di legno che s’incontrano alla fine della nostra salita, che si stagliano contro un panorama a dir poco superbo.

E da qui inizia la lunghissima discesa che ci riporterà alla nostraVerso Forcella Juribrutto base di partenza: ora, sempre tra massi e sfasciumi, proseguiamo in severa discesa, incontrando poco oltre, sulla destra, anche l’altro sentiero che guadagna la cima Juribrutto (meno “ripida” stavolta!): spunta infine anche la catena dei Lagorai e, in fondo, dove la traccia va a finire sull’erba, ecco che s’incontra il Forcella Juribruttobivacco Juribrutto, posto sulla Forcella omonima (m. 2381); ci si potrà accomodare su una delle panchette, sotto una piccola tettoia di legno, oppure, se la giornata lo permetterà, su uno dei bei prati circostanti, magari in compagnia di qualche mucca o pecora, dato che questa è una zona molto sfruttata per i pascoli.

L’escursionista infaticabile proseguirà verso Cima Bocche (m. 2745) e ne raggiungerà la sommità in poco tempo, ma noi invece andiamo verso il Passo San Pellegrino (segnavia 628), e il cartello ci indicaForcella Juribrutto che dovremmo metterci circa 1 ora e mezza…da qui ci si può anche dirigere verso il lago Juribrutto (m. 2206) e la sua Malga (m. 1912), lungo una mulattiera facile e molto panoramica, ma avremmo dovuto prevederlo prima per potersi organizzare con le macchine; ma non perdiamo tempo e iniziamo la discesa lungo un bel canalone sassoso tra le due vette, conquistate da schieramenti avversari e un tempo teatro di molte battaglie.

In circa 15 minuti saremo già arrivati alla Forcella Grana (m. 2340), dove un altro crocicchio di sentieri ci indicherà diversi itinerari: Forcella Granaalcuni potrebbero recarsi verso l’agriturismo Nigritella e la Baita Alochet, situati lungo la SS346 del Passo, mentre noi proseguiamo sempre lungo il nostro sentiero 628 alla volta della Col de le Palue (m. 2262); ora inizia il tratto meno facile di tutto il nostro viaggio, dal momento che si svolge su un sentiero molto stretto, talvoltaSentiero verso Col de le Palue scivoloso e a strapiombo su rocce e roccette: diciamo pure che in alcuni punti, se ci fosse stata una corda per i passaggi più angusti, l’avremmo volentieri utilizzata! I 20 minuti indicati in realtà sono di più, dal momento che occorre prestare molta attenzione nei tratti più esposti, facendo passi piccoli e ben misurati, attaccandosi a massi sporgenti per non perdere l’equilibrio.

Ma finalmente, lasciatoci alle spalle questo pezzo al cardiopalma, guadagniamo la sommità del Col de le Palue (m. 2262), un tempo Col de le Palueuno degli avamposti dell’esercito italiano: con opportune deviazioni (segnalate) si potranno vedere i resti di questi accampamenti, purtroppo non sempre ben tenuti; invero, tutto il giro da noi proposto oggi, è pregno di testimonianze della Grande Guerra ed occorre spesso fermarsi a riflettere su come doveva essere la vita dei soldati qui al fronte, pronti a sacrificarsi in nome dei propri ideali.

Ma proseguiamo che la strada è ancora lunga! Infatti, almenoSentiero della Pace un’altra ora di cammino servirà per ritornare alla stazione della funivia, ma ormai si tratta di una passeggiata, avendo concluso i tratti più impegnativi: ora il nostro segnavia 628 assume il nome di “Sentiero della Pace” e, tra pini, abeti e larici, ci condurrà sani e salvi verso la sommità del Passo San Pellegrino, facendoci Sentiero della Pacetransitare sotto la nera mole dello Juribrutto (m. 2697), giusto per ricordarci dove eravamo la mattina, e facendoci anche baciare dal sole in mezzo a bei pascoli verdi, attraversando anche qua e là qualche rigagnolo, dove è stato opportunamente posto qualche ponticello in legno.

Ed eccoci arrivati al sempre frequentatissimo Agriturismo San Pellegrino (m. 1918), terminePasso San Pellegrino della mulattiera: potrete qui ristorarvi, vicino magari anche a qualche mucca in cerca di compagnia, oppure proseguire verso gli impianti per tornare alla macchina: potrete percorrere sia la strada statale asfaltata (ancora in discesa), stando ovviamente attenti alle autovetture in transito, oppure intuitivamente (ma molto facilmente, non essendoci ostacoli visivi) per prati, non esistendo un vero e proprio tratturo segnalato come tale.

Alla funivia Col Margherita si perviene tramite la SS346 del Passo San Pellegrino, che congiunge Moena e la Val di Fassa con Falcade, nella Valle del Biois: se giungete da Trentino, troverete la stazione poco oltre la cime, sulla destra, altrimenti poco prima, sulla sinistra; non potrete sbagliarvi, dato che è molto ben visibile e con un ampio parcheggio sterrato gratuito.

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