Serrai di Sottoguda

 

La meravigliosa gola che collega il grazioso abitato di Sottoguda, comune di Rocca Pietore (BL), in Val Pettorina, a Malga Ciapela, base di partenza della funivia della Marmolada, prende il nome di Serrai ed è annoverata dall’UNESCO, come tutte le Dolomiti, patrimonio dell’umanità.

Questa strada asfaltata, che si staglia strettissima tra pareti alte anche 100m, era la vecchia carrozzabile del Passo Fedaia, sostituita dalla ben più comoda e larga strada che corre al di sopraSerrai di Sottoguda della stessa, circa una ventina d’anni orsono; un tempo però era l’unico collegamento possibile con la Val di Fassa e molti inverni sono trascorsi senza che questa fosse transitabile: infatti veniva chiusa e i ponticelli caratteristici smontati, per permettere alle piene pimaverili del torrente Pettorina di non incontrare ostacoli e raggiungere il fiume Cordevole senza difficoltà.

Ma inoltriamoci dunque a vedere questo splendore naturale!
Dal 2012 l’ingresso al canyon è a pagamento: il prezzo è di 2,50 Trenino dei Serraieuro a persona, ma è possibile percorrere in salita il tragitto con un grazioso e suggestivo trenino, che piacerà decisamente molto ai bimbi (ticket 3,50 euro); copre la distanza di 2 km in circa 15 minuti, ed è l’ideale per chi non desiderasse far fatica salendo da Sottoguda (m. 1250) sino a Malga Ciapela (m. 1450): il servizio comunque è in entrambe le direzioni, sicchè si può decidere anche di scendere, ma senz’altro almeno un transito è da fare a piedi, per gustarsi appieno le meraviglie che madre natura ha qui creato.

Dunque partendo dal piccolo ma pittoresco abitato e varcato il cancelletto d’ingresso, ci si troverà subito nella parte piùSerrai di Sottoguda caratteristica, a nostro parere, della gola: le rocce sono altissime e umide, e ci sovrastano per almeno un centinaio di metri, mentre le azzurre acque del torrente Pettorina gorgogliano di fianco a noi; oltrepassate due gallerie risalenti alla Prima Guerra Mondiale (adibite a polveriera), ci si troverà dinanzi al Sass Taiè, su cui era stata scolpita una croce, affinchè proteggesse coloro che si Sass Taièavventuravano qui dall’irruenza e dalla forza bruta dell’acqua: un tempo la strada passava dalla parte opposta dell’attuale (scavata dai militari durante la Grande Guerra per maggior agio) e infatti il Sacro Cuore era ben visibile, mentre oggi risulta ahimè nascosto alla vista (anche se, provvidenzialmente, un cartello esplicativo, ce ne indica la presenza e la collocazione).

Proseguendo, ci si lascia alle spalle il Crocifisso (che doveva aiutareChiesetta di Sant'Antonio i passanti a percorrere indenni il canyon dalle valanghe che casualmente, nei  periodi più freddi, si staccavano dalle pareti) per arrivare alla graziosa e caratteristica chiesetta dedicata inizialmente a Sant’Antonio Abate, protettore degli animali, dopo una moria di bestiame che provocò un periodo di carestia nella valle; negli anni a venire però il culto è stato cambiato ed oggi è sant’Antonio da Padova il “titolare”, mentre i due affreschi sui due transetti laterali raffigurano San Sebastiano e San Rocco, patroni di Sottoguda.

Siamo già a metà percorso e, se siamo venuti qui in primavera, durante il disgelo, saremo fortunati e potremo ammirare la Cascata Serrai di SottogudaFranzei in tutto il suo splendore, con la sua portata d’acqua che arriva a lambire la strada stessa…purtroppo noi, essendoci recati qui d’estate, non vediamo che un rivolo scendere dalle scoscese pareti.. In inverno però, questi salti d’acqua ghiacciano e formano delle vere e proprie colate (tra le più famose qui, ricordiamo la Excalibur e la Cattedrale), che sono la gioia degli appassionati di ice climbing, qui numerosissimi!

Dopo ancora qualche centinaio di metri, ormai le rocce si fannoSerrai di Sottoguda meno lisce e scoscese e due tornanti ci indicano che ormai siamo fuori dal canyon: non ci resta che percorrere a ritroso la via, indugiando su particolari che magari ci sono sfuggiti, oppure arrivare sino alla partenza della funivia della Marmolada (m. 3342), o magari all’agriturismo Malga Ciapela (m. 1559), per riservarci il rientro dopo un po’ di “siesta” da qualche parte, al cospetto della regina delle Dolomiti…sappiate però, che così facendo, dovrete nuovamente corrispondere il ticket d’ingresso.

Per arrivare a Sottoguda è necessario percorrere la SS641 del Passo Fedaia sia che arriviate da Canazei, sia che arriviate Sottogudadall’Agordino; il parcheggio del Serrai è molto piccolo, per cui in alta stagione è praticamente impossibile trovare posto; lasciate quindi la vostra autovettura nelle più ampie e sterrate aree nell’adiacente paese di Pian, passeggiando poi a piedi verso l’imbocco della gola: così facendo vi gusterete anche il grazioso e pittoresco abitato di Sottoguda, provando magari ad indovinare cosa rappresentano i fantocci posti lungo la strada.

 

Links utili:

http://treninodeiserrai.com/it/i-serrai.html il sito del caratteristico Trenino dei Serrai: potrete trovare molte informazioni importanti per la vostra visita

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