Rifugio Città di Fiume

 

La camminata di oggi si snoda alle pendici di uno dei monti più affascinanti di tutte le Dolomiti Bellunesi, il Pelmo (m. 3168, noto anche come “Caregon del Padre Eterno”, per la sua insolita forma): raggiungeremo infatti il Rifugio Città di Fiume (m. 1917), la cui posizione panoramica permette uno sguardo privilegiato su di esso.

Il nostro itinerario prende il via dal tornante n. 3 del Passo Staulanza (provenendo dalla Val Fiorentina), a m. 1663: sullaMonte Pelmo sinistra vi è un ampio parcheggio dove è d’obbligo lasciare la propria autovettura; appena scesi dalla macchina, già si notano le imponenti pareti verticali del Pelmo, che oggi non ci abbandoneranno proprio più, ma che anzi si mostreranno da diverse angolazioni, consentendoci un’incantevole visione d’insieme che al ricordo ci provocherà decisamente molta nostalgia.

Il sentiero (n. 467) è molto largo e agevole, una strada sterrata, con un fondo poco ghiaioso, che consente un passo sicuro e deciso Sentiero 467anche ai meno avvezzi alle escursioni: perfino un passeggino (da trekking) potrebbe solcare questa via! Il transito poi nel rigoglioso bosco, regala momenti di frescura nelle giornate più calde, donando anche momenti di relax lungo il percorso; non passerà però molto tempo (trentacinque minuti circa) che si perverrà alla Malga Fiorentina (m. 1799), dove il panorama che siMalga Fiorentina può ammirare è davvero splendido: fanno infatti capolino la Marmolada (m. 3342) e tutto il gruppo del Sella col Piz Boè (m. 3162), nonche la più bassa ma sempre affascinante catena del Padon…peccato solo non potersi qui ristorare: la malga infatti non effettua servizio bar-ristorante, per cui rimane solo una piccola sosta, sempre gradita certo, del nostro itinerario.

Proseguiamo quindi!

Poco più di venti minuti ci separano dalla nostra meta, che percorriamo sempre all’ombra di una foresta rigogliosa e verdissimaRifugio Città di Fiume, con una pendenza quasi più dolce di quella che ci ha accompagnato sin qui; tranquillamente si perviene al Rifugio Città di Fiume (m. 1917), adagiato in un bel pianoro all’ombra del Pelmo: le sue pareti verticali qui si ammirano in maniera perfetta, e consumare un pasto comodamente seduti sulle panche con questo spettacolo straordinario, di certo farà guadagnare gusto a qualsiasi pietanza!

Se però non siete ancora completamente sazi della vostraVerso Forcella Forada camminata, consigliamo anche un piccolo allungo prima di ritornare definitivamente al Rifugio per pranzo: si può raggiungere la Forcella Forada, il cui sentiero (n. 480) parte proprio dai prati di fronte alla costruzione; la via non è per nulla ripida, anzi diremmo molto facile e adatta a qualunque gamba: purtroppo però, essendo il terreno molto umido e paludoso, certi tratti sono da percorrere su travi appositamente poste per il transito, ed altri sono da solcare con molta attenzione perchè Forcella Foradac’è il rischio di impantanarsi sino al ginocchio…comunque, con un po’ di accortezza, si guadagnerà la cima senza sporcarsi, ma il gioco vale la candela! La Forcella Forada (m. 1977), geograficamente situata nel territorio del comune di Borca di Cadore, mette infatti in comunicazione la Val Fiorentina con la Valle del Boite,Forcella Forada delimitando idealmente perciò il confine tra le Dolomiti di Sesto, Braies e Ampezzo da quelle di Zoldo, ed il panorama che si può quindi ammirare è doppio: da una parte il ghiaione del Pelmo e dall’altra la Croda Marcora (m. 3154) e l’Antelao (m. 3264), la seconda cima più alta di tutte queste meravigliose montagne.

Da qui si potrebbe, per i più temerari, continuare verso la Val Monte PelmoD’Arcia, addentrandosi così nel territorio lunare e selvaggio dei ghiaioni del Pelmo, per poi ridiscendere verso il Passo Staulanza (m. 1766) attraversandoli praticamente tutti, ma noi, che ci accontentiamo di un’escursione meno impegnativa, ritorniamo sui nostri passi verso il Rifugio Città di Fiume, dove ci attendono le sue specialità casalinghe, che ci ristoreranno prima del rientro.

Rientro che può avvenire anche per un’altra strada (segnavia n. 472), compiendo dunque in definitiva un percorso ad anello, che noiSentiero 472 abbiamo per voi testato: dirigendosi verso l’imboccatura del sentiero della Forcella Forada, si noterà un cartello che indica come direzione il Passo Staulanza: da lì si prosegue in discesa per un bel tratto ripido in mezzo al bosco, stando attenti a non scivolare; in circa venti minuti si arriverà alla base del ghiaione, che si taglierà tutto in maniera trasversale.

La tratta è veramente spettacolare, decisamente diversa da quella Ghiaioni del Pelmodella mattinata, tutta tra dolci frescure di larici e abeti: qui si è sotto il sole, in mezzo alle rocce, con qualche pino mugo che blocca la naturale arietta che qui si troverebbe…un percorso facile ma spettacolare, che con qualche saliscendi, ci consente di ammirare le pendici del monte da molto vicino, godendo davvero di un paesaggio unico nel suo genere.

Ad un certo punto, si scorgerà in basso il parcheggio dove la mattina abbiamo lasciato la nostra autovettura: sulle cartine è segnata una traccia che dovrebbe congiungerlo col nostro attuale sentiero, e difatti poco dopo si noterà una pietra su cui è posto ilPanorama da sentiero 472 classico segno rosso; noi non abbiamo voluto cimentarci in tale impresa però, reputandolo un po’ pericoloso, dal momento che scende proprio nel verso dei sassi del ghiaione, pertanto bisognerebbe stare attentissimi a non scivolare, vista anche la pendenza notevole. Si è reputato quindi più sicuro proseguire verso il Passo Staulanza lungo la strada battuta, per poi ritornare a prendere la macchina lungo i prati adiacenti alla carrozzabile.

In definitiva, non manca poi molto alla meta; ricordiamo che questo sentiero è parte dell’Alta Via delle Dolomiti n. 1, un percorso escursionistico di 150km che congiunge Braies a Belluno: Alta Via n. 1il classico segnavia è un triangolo blu con all’interno il numero 1, che si potrà notare su diversi massi (tra le altre, segnaliamo la 2, che congiunge Bressanone a Feltre, detta “delle Leggende” e la 6 da Sappada - Sorgenti del Piave -  a Vittorio Veneto, denominata “dei Silenzi”); ancora un venti minuti di camminata e si guadagna il Passo Staulanza (m. 1766), base per altre bellissime passeggiate sempre con protagonista il Pelmo, come quella al Rifugio Venezia (m. 1946) o alle orme dei dinosauri, sul Pelmetto (m. 2990).

Ora non ci resta che tornare al parcheggio lungo la strada asfaltata, magari tagliando per i bei prati circostanti: in circa venti minuti si tornerà a quota 1663, al terzo tornante, da dove eravamo partiti qualche ora prima.

 

Links utili:

http://www.rifugiocittadifiume.it/ il sito della nostra meta odierna, con molte informazioni utili per programmarvi una gita

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