Castello di Schönbrunn

 

Poco distante dal centro storico di Vienna, comodamente Schönbrunnraggiungibile con la linea verde della metropolitana, nell’elegante distretto di Hietzing sorge uno dei più bei castelli europei, annoverato dal 1996 dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità: stiamo naturalmente parlando del castello di Schönbrunn, residenza estiva della famiglia imperiale d’Austria.

Un tempo umile casino di caccia di proprietà del sindaco della città, fu acquistato dall’imperatore Massimiliano II nel 1559 ed in seguitoCastello di Schönbrunn ampliato dai sovrani succedutisi nel corso del secolo successivo; ahimè incendiato dai turchi nel 1683, fu poi preso a cuore da Leopoldo I, che volle ripristinarlo ad augusta residenza ed incaricò quindi J.B. Fischer von Erlach, insigne architetto, tra le personalità di maggior spicco del barocco europeo, di presentargli un progetto che rivaleggiasse in fasto con GlorietteVersailles, in quel periodo la reggia più lussuosa ed ammirata; Erlach elaborò un piano magnifico, che prevedeva l’erezione del corpo principale sulla collina oggi occupata dalla Gloriette, affinchè si potesse dominare tutta Vienna dall’alto: purtroppo però gli elevatissimi costi previsti fecero sì che il lavoro fosse ridimensionato e il complesso sorse poco più in basso da quello del luogo prescelto.
Dunque si iniziò la ricostruzione a partire dal 1695, ma la posaCastello di Schönbrunn dell’ultima pietra avvenne solo quasi quarant’anni più tardi, nel 1737; negli anni 1744-49 l’imperatrice Maria Teresa commissionò all’italo-austriaco N. Pacassi alcuni interventi che conferirono al palazzo il definitivo aspetto rococò che oggi abbiamo la fortuna di ammirare, oltre all’inconfondibile giallo delle facciate.
E’ interessante sapere che il nome di Schönbrunn fu dato Nei pressi della Schöner Brunnendall’imperatore Mattia II, figlio di Massimiliano II, che durante una battuta di caccia scoprì qui una fonte d’acqua limpidissima, che chiamò “Schöner Brunnen”, ossia “bella fontana”: la prima menzione ufficiale però con questo nome avvenne però a metà del XVII secolo, quando Eleonora Gonzaga, vedova del sovrano Ferdinando II, scelse di trascorrere qui i suoi ultimi anni.
Dopo l’occupazione napoleonica (1805-09), nuova linfa scorse colCastello di Schönbrunn Congresso di Vienna, dopo il quale riacquistò l’importanza e la centralità del passato; in seguito ai gravi danni del secondo conflitto mondiale, fu ristrutturato ed ospitò alcuni grandi avvenimenti del dopoguerra, tra cui i colloqui Kennedy-Kruscev del 1961, che portarono alla costruzione del muro di Berlino.

Ma cominciamo la nostra visita a questo castello che ha molte storie da raccontare!

Dopo essere scesi all’omonima fermata della metropolitana, si percorre SchlossStrasse fino ad arrivare al grande piazzale antistante l’ingresso: subito il giallo inconfondibile ci saluterà e ci augurerà una buona permanenza!

Si entra dunque all’interno del castello (i ticket, di diversi prezzi a seconda di ciò che si vuole visitare, acquistabili anche online) e Castello di Schönbrunnsubito si riceve, al visitor center, la propria audioguida: non si possono fotografare le stanze, pertanto non ci è possibile mostrare quanto di bello ci sia…ma proviamo a fare un riassunto, certi che, dal vivo, rimarrete ancora più stupiti! I vari ambienti sono suddivisi nelle Sale di Maria Teresa, gli Appartamenti di Giuseppe II e quelli di Francesco Carlo e Sofia di Baviera; tra tutti, la Grande Galleria merita una menzione d’onore: lunga 40m e larga 10, assomiglia (seppur più in piccolo) a quella degli Specchi di Versailles, e vanta unoCastello di Schönbrunn straordinario disegno rococò sopra le alte finestre ed ancora oggi viene utilizzata per i ricevimenti ufficiali; parimenti importante è la Stanza del Milione, così appellata per i preziosissimi rivestimenti in legno rosa delle pareti, raffiguranti scene di vita dei regnanti Mogul in India nel XVI e XVII secolo, che si dice siano costati appunto un milione di goldoni d’oro (antica moneta in oro). Gran ParterreNella Sala Cinese Blu si trova una “tappezzeria” estremamente interessante fatta in carta di riso, con esposti preziosi vasi giapponesi (qui l’ultimo sovrano, Carlo I, rinunciò alla corona, mettendo fine alla monarchia asburgica) mentre nella Stanza degli Specchi abbiamo magnifiche decorazioni rococò color bianco ed oro, tanto amate da Maria Teresa (qui si è esibito più volte Mozart per la sua regina); nella Sala di Elisabetta ci sono invece i ritratti dell’imperatore Giuseppe e della sfortunata sorella Maria Antonietta, regina di Francia.

Finita la visita interna, ecco che ci si spalancano davanti gli splendidi giardini, che meritano un lungo ed accurato sopralluogo! Come prima meta, consigliamo di dirigersi verso la Gloriette, che siNeptunenbrunnen staglia sulla collinetta di fronte al palazzo: passeggiando lungo il viale, con le aiuole fiorite ai lati, dolcemente perverrete alla Neptunbrunnen (opera di Johann Ferdinand Hetzendorf von Hohenberg), datata 1780, ornata da statue di F.A. Zauner, dove inizia la salita alla piccola elevazione; graziosa è la vista che si gode verso la reggia da dietro la fontana (immagine utilizzata anche in uno dei film sulla “Principessa Sissi”).

L’ascesa è facile facile (ma per chi non se la sentisse, c’è anche un Glorietteservizio trenino panoramico che evita la “scarpinata”) e il bell’edificio neoclassico della Gloriette (datato 1775, opera dello stesso architetto artefice della Fontana di Nettuno), un tempo utilizzata come sala da pranzo, è preceduto da una vasca dove scorrazzano felici papere e cigni; da qui si gode di uno splendido panorama sulGloriette castello e i giardini, come pure sulla città: si può gustare qualche buona specialità viennese nel bel cafè situato al suo interno, nonchè prendere il sole comodamente seduti su una panchina, affacciati sul Fasangarten (centro sperimentale dell’Amministrazione delle Foreste).

Da qui si può ridiscendere e piegare verso destra, addentrandosi nel parco: s’incontreranno presto le Römische Ruine, erette nel 1778: rappresentano gli Asburgo come legittimi successori degli imperatori Romische Ruineromani (ricordiamo che la dinastia tenne per secoli le redini del Sacro Romano Impero) e sono state concepite sul modello dell’antico tempio di Vespasiano e Tito, i cui ruderi erano il soggetto di un’incisione del 1756 di Giovanni Battista Piranesi; ovviamente nulla è originale, tutto è stato sapientemente ricostruito, cercando però di accostarsi il più possibile alle vere opere d’arte antiche.

Continuando sul viale alberato dal quale siete arrivati, poco oltreFontana dell'Obelisco guadagnerete la Fontana dell’Obelisco, situata proprio all’estremità del parco: realizzata anch’essa da Johann Ferdinand Hetzendorf von Hohenberg, fu inaugurata nel 1777 (stando all’iscrizione sullo zoccolo); l’Obelisco è sorretto da quattro tartarughe, che simboleggiano la stabilità che gli Asburgo hanno donato alle popolazioni facenti parte del regno durante la loro lunga dominazione, ed è ricca di statue raffiguranti divinità fluviali, poste all’interno della grotta al centro della vasca.

Poco lontano, tornando verso la reggia, s’incontra la Schöner Brunnen (che, come abbiamo già accennato, dona il nome al Najadenbrunnencomplesso) dove, al suo interno, la lettera M ricorda l’imperatore Mattia che per primo la scoprì; continuando a camminare, ci appare la Najadenbrunnen, con una bellissima prospettiva sul castello; si potrà poi indugiare, poco oltre, nel bellissimo Kronprinzgarten, così appellato dopo che al pian terreno, nell’ala est (dove proprio si affaccia questo “Giardino del PrincipeKammergarten ereditario”) furono arredati, nel 1870, gli appartamenti di Rodolfo, figlio di Francesco Giuseppe e Sissi. Opposto a questo, a ridosso della parte ovest della reggia, si trova il Kammergarten, anch’esso molto ricercato e con graziose aiuole fiorite: a differenza del precedente, qui si trovano parecchi alberi che danno una sensazione più di boschetto che di giardino.

Assolutamente da non perdere, è il Wagenburg, museo delle Castello di SchönbrunnCarrozze, che espone molte vetture dell’epoca imperiale, appartenute sia ai sovrani che ad illustri esponenti della nobiltà: un tempo allestito nella Hofburg, è stato trasferito qui nel 1922 e tra i suoi pezzi di maggior pregio, vanta la carrozza fatta costruire da Giuseppe II per la sua incoronazione e successivamente utilizzata anche dai successivi sovrani: pesante oltre 4 tonnellate, poteva avanzare solo a passo d’uomo, trainata da 8 cavalli.

Consigliamo caldamente, nel caso stiate progettando una visita aCastello di Schönbrunn Vienna, di non perdere il Castello di Schönbrunn, sia per la magnificenza degli interni che per la maestosità dei giardini e del parco: se avrete la fortuna di giungere qui in una bella giornata di sole, il ricordo delle passeggiate all’interno del parterre sarà decisamente indelebile nei vostri ricordi.

 

Links utili:

http://www.schoenbrunn.at/it.html il sito ufficiale del castello, dove troverete moltissime informazioni utili per programmare al meglio la vostra visita

http://www.hotelaustria-wien.at/it/hotel_austria/index.html un suggerimento per il vostro pernottamento nel centro di Vienna, con camere confortevoli e personale decisamente simpatico e competente

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