Rifugio Bosch Brusà e Malga ai Lach

 

Questa volta vogliamo proporre una passeggiata davvero alternativa, che forse nessuno di voi ha mai sentito: un sentiero che collega 2 rifugi e che permette il transito sopra una sella altamente panoramica…Stiamo parlando dei rifugi Bosch Brusà e ai Lach, e del monte Sass de la Palaza, nelle Dolomiti Venete.

La partenza del nostro itinerario è prevista da Sappade, frazione diSentiero 631 Falcade, ridente località turistica della Valle del Biois, nell’Agordino, al confine con la Val di Fassa e il Trentino; una volta giunti al cartello all’ingresso del paese (cui forniamo a piè di articolo le informazioni per giungervi), svoltate a sinistra e, dopo 100 m, sulla destra troverete un parcheggio: è il momento di lasciare la vostra autovettura per iniziare a camminare.

Seguiamo subito le indicazioni per “Cascata delle Barezze – Bosch Brusà” e percorriamo la strada asfaltata che, dopo qualche centinaio di metri, diverrà sterrata; andiamo avanti senza fatica Ponte delle Barezzesino al ponticello in legno, dal quale si potrà ammirare il salto del torrente Gaon sulle rocce sottostanti, che forma la spettacolare cascata delle Barezze, uno spruzzo consistente d’acqua che, un tempo, avremmo anche potuto andare ad osservare dal basso, seguendo una comoda traccia proprio dopo il ponte stesso: purtroppo recenti smottamenti hanno costretto la guardia forestale a sbarrare l’accesso e pertanto non esiste, al momento, possibilità di accesso.

Andiamo dunque avanti lungo il sentiero n. 631, largo e ben segnalato, che è in questo tratto è poco pendente e quindi facile;Pian de la Foca dopo una mezz’oretta, si perverrà ad una baracca (Pian de la Foca), posta sulla sinistra in mezzo al bosco, dove la mulattiera si farà poi più erta e faticosa, uscendo pian piano dal fitto bosco, fino a giungere finalmente ad una panchina in legno: ancora qualche metro di salita, e ci si troverà ad un belvedere, dove il colpo d’occhio è davvero grandioso; si domina la valle del Biois e si vede Sappade, il nostro punto di partenza, e la vista sui monti circostanti è davvero Rifugio Bosch Brusàincredibile; la fatica spesa per arrivare sin lì è senz’altro ripagata da questo spettacolo naturale.
Ancora un centinaio di metri (in piano!) e si guadagnerà il Rifugio Bosch Brusà (m.1867), dove potrete trovare ristoro e anche mangiare qualcosina, ma attenti alle mucche: anche se lo spazio per i visitatori è recintato, loro verranno a farvi visita sperando in qualche pezzo del vostro panino…

Dopo qualche boccone ristoratore, si sarà pronti per affrontare una nuova salita, l’ascesa al Sass De La Palaza!

La camminata fino alla forcella omonima, che si trova a m. 2214, porterà via poco più di quaranta minuti, sempre lungo il sentieroPanorama verso Col Becher 631, e lascerà dietro di voi il bosco per farvi passeggiare tra le rocce, in compagnia di qualche marmotta e, perché no, di qualche stambecco; una volta giunti alla vetta, lo sguardo potrà spaziare tutto intorno: le Pale di San Lucano, la Val del Biois, il gruppo del San Pellegrino, la Valfredda e il Col Becher che, con il suo vallone dirupato, è proprio lì, di fronte a voi, che solo a guardarlo, vi farà Sentiero verso Sass de la Palazavenire le vertigini. Purtoppo non si scorge la Marmolada: è nascosta dietro di voi dal Forca Rossa, che vi guarderà dall’alto dei suoi m.2490; potrete invero guardare il panorama proprio tranquillamente seduti: infatti lì in cima, c’è un sasso con un piccolo spazio, sul quale ci si può serenamente accomodare prima di riprendere il percorso.

Tragitto che, tra l’altro, può essere effettuato in due varianti: laPanorama da Sass de la Palaza prima, più semplice ed alla portata di chiunque, scende sempre con segnavia n. 631 verso la Valfredda e, dopo un bivio ben in evidenza, continua verso la Malga Ai Lach (m. 1815) con mulattiera n. 691 senza davvero difficoltà alcuna, se non qualche tratto in saliscendi; noi invece vogliamo occuparci del sentiero più spettacolare, che ci consente di camminare lungo la cresta del Panorama da Sass de la Palazamonte, che ahimè però non è contrassegnato e non si trova nemmeno sulle carte topografiche in commercio; tuttavia, a chi ama i percorsi altamente spettacolari, questo sentiero è consigliato, poichè consente di ammirare la montagna in tutta la sua grandiosità: si parte proprio dalla sella del Sass De La Palaza, e se ne percorre la cresta a “dorso d’asino”, fino ad arrivare ad unaSass de la Palaza piccola radura, il Col Dei Giai (m 2171), dal quale bisogna scendere a zig-zag lungo il pendio, transitando attraverso l’erbetta scivolosa d’alta quota, niente di pericoloso, solo bisogna fare un po’ d’attenzione sui tratti rocciosi leggermente esposti, ma nulla di particolarmente impegnativo; tra l’altro, questa soluzione consente di accorciare decisamente il cammino e di pervenire Col dei Giaipresto alla Malga Ai Lach (m. 1815) senza nessuna fatica; qui potrete ristorarvi nuovamente, bevendo magari una freschissima birra, oppure assaggiando anche qualche buon formaggio di produzione propria, che potrete anche eventualmente acquistare: una rapida sosta, e poi via, di nuovo in cammino!

Scendendo lungo il tracciato n. 691, troverete anche un laghettoMalga ai Lach molto piccino (che da il nome alla malga: Lach = Laghi), che però ormai non è più alimentato da un flusso continuo d’acqua, ma è stagnante: da qui a qualche anno, purtroppo, sarà prosciugato, e dei Lach originari non resterà probabilmente ahimè più nulla. Proseguendo quindi lungo la bella e larga mulattiera, ad un certo punto, sulla sinistra, noterete le Malga ai Lachindicazioni per Sappade: il sentiero anche qui non è numerato, ma è ben percorribile senza alcuna difficoltà; si inoltra deciso e ripido per il bosco, fino ad arrivare all’attraversamento del Rio Marmoladella: saltate su qualche sasso (non temete, l’acqua non è profonda) e in men che non si dica, sarete dall’altra parte del piccolo torrente e, successivamente, un’ultima breveSentiero verso Malga ai Lach salita vi farà conquistare il tratturo che avete già percorso in mattinata per poi nuovamente guadagnare il ponte delle Barezze. Da lì,  un altro quarto d’ora di strada vi porterà fino al parcheggio di Sappade, pronti per tornare a casa, stanchi ma felici per il giro insolito ed inconsueto, tuttavia incantevole, appena concluso.

A Sappade, frazione della ben più nota Falcade, si perviene tramite la SS346 del Passo San Pellegrino: se arrivate da Belluno e Alleghe, poco oltre l’abitato di Caviola (appena dopo un distributore), a destra seguite per “Marmolada” e, superato il paese, continuate sino all’abitato, oltre il bosco; se giungete dalla Val di Fassa, le indicazioni per “Marmolada” (a sinistra) appena dopo la fine di Falcade, segnalata col classico cartello sbarrato.

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