Fochett di Focobon

 

Oggi vogliamo proporvi un giro assai lungo ed impegnativo, ma appagante dal punto di vista panoramico: si tratta dell’ascesa al passo dei Fochett di Focobon, al cospetto delle maestose Pale di San Martino.

Il punto di partenza è fissato alla cima del Passo Valles, che collega Sentiero 751Falcade, nelle Dolomiti Venete, a Predazzo, nella Val di Fiemme (Trentino); posteggiata l’automobile nell’ampio parcheggio di fronte al Rifugio di vetta, imbocchiamo immediatamente il sentiero 751 (Alta Via 2 delle Dolomiti) che risale in buona pendenza il costone della montagna: dal momento che la precedente mulattiera ha ceduto, è stata ricostruita con l’ausilio di tronchi volti a simulare scalini, che ben agevolano l’escursionista nell’ascesa.

Dopo una mezz’oretta di costante ripidità, alcuni tornanti ciForcella Venegia indicano che ormai stiamo per scollinare: infatti, superate le ultime curve, si raggiunge la Forcella Venegia (m. 2217), dove il panorama che si apre di fronte ai nostri occhi è davvero grandioso! Le Pale di San Martino, in tutta la loro bellezza, ci si parano davanti e l’altrettanto splendida Val Venegia, sotto di noi, verdeggiante fa capolino: si potrebbe scendere verso l’invitante valle con il Sentiero 751segnavia 749 verso Malga Venegiota(m.1824), ma il nostro intento quotidiano non è questo e noi proseguiamo sempre lungo il 751 verso il Rifugio Mulaz, salendo dolcemente ancora un pochino, con spettacolare paesaggio verso la Marmolada, Cima Uomo, e addirittura verso le vette ampezzane…

Un paio di centinaia di metri dopo aver superato un piccolo laghetto (o meglio, una pozza d’acqua), il sentiero inizia una graduale e pocoPale di San Martino impegnativa discesa, puntando dritto verso le maestose pareti delle Pale, facendoci ammirare un panorama sempre più bello, oseremmo dire mozzafiato: se avrete la fortuna di compiere questo percorso in una giornata particolarmente limpida e bella, di certo non potrete mai dimenticare tutta la grandiosità e magnificenza che vedrete!

In breve, sempre immersi in una natura spettacolare, si perverrà al Passo di Venegiota (m. 2303), dal quale si notano diversi sentieri: Passo di Venegiotaqui si congiunge quello proveniente dalla Val Venegia, ma anche si distingue assai bene quello che, sempre da lì, in bilico sul ghiaione, s’inerpica sino al Passo del Mulaz (m. 2619); il panorama si apre anche verso la valle di San Pellegrino, con le sue cime e verso quella del Biois: un crocifisso poco lontano indica anche il punto più panoramico per scattare eventualmente una foto.

Si prosegue poi in ripida ma veloce salita per qualche decina di metri, passando dalla vista sulle Pale (che definitivamente ciPanorama verso Valle del Biois abbandona) a quella sulle Dolomiti Agordine, con Falcade e le sue frazioni; il tracciato diviene leggermente più angusto e alcune corde metalliche sono presenti per alcuni metri, per agevolare l’escursionista nel passaggio: nulla di preoccupante, sotto i piedi la terra non è nè friabile, neè scivolosa e rimane comunque abbastanza larga, solo che viene fornito un aiuto per chi soffrisse particolarmente di vertigini…

Rapidamente si guadagna il Passo dei Fochett di Focobon (m. Passo dei Fochett di Focobon2291), che però non è segnalato da alcun cartello: ce ne si può accorgere perchè s’incontra il bivio che indica, a destra, il Rifugio Mulaz, e a sinistra il Rifugio Bottari: noi che vogliamo proseguire per la Casera Focobon ci troviamo dunque un po’ spiazzati, dal momento che nulla ci spiega dove andare; consultando però laFochett di Focobon cartina, scopriamo presto che dobbiamo proseguire ancora un pochino lungo il segnavia 774, poco marcato, in leggera discesa: dopo non molto, si arriverà finalmente al crocicchio di sentieri che indica la nostra via!
Abbandoniamo dunque il vecchio sentiero per il 753, che taglia proprio sotto il roccione del monte Mulaz, in vista della meravigliosa trinità del Focobon (m. 3054): siamo nella zona dei Fochett, parola dialettale che indica un “terreno ondulato con Trinità del Focobonpiccole doline”, ed effettivamente qua e là ci rendiamo conto di come il paesaggio circostante sia proprio così, ma anche selvaggio e solitario, magnifico e solenne, immerso in un silenzio quasi irreale; non sono moltissimi gli escursionisti che si avventurano qui, ed è facile incontrare anche qualche vipera…

A questo punto, la mulattiera diviene molto più sottile e sembraMonte Mulaz proprio di dirigersi verso una gola: in realtà di gola non si tratta, ma il tracciato perde vertiginosamente quota con una serie infinita di zig-zag, dovendo arrivare a quota m. 1894 della Casera Focobon dai m. 2221 dell’inizio della discesa; arrivati finalmente al ricovero (chiuso), ci si trova i nuovo ad un crocicchio di sentieri: Crocicchio di sentieri presso Casera Focoboninfatti da qui si può di nuovo raggiungere il Rifugio Mulaz (tramite un sentiero diverso da quello che abbiamo precedentemente abbandonato) col segnavia 722, oppure, con successiva deviazione, la panoramicissima Forcella Stia (sentiero 752) ed, eventualmente l’omonima Malga e l’abitato di Gares; noi invece proseguiamo verso Falcade, dopo una sosta ristoratrice in questo grazioso luogo verdeggiante, all’ombra delle cime che poco prima erano di fronte a noi.

La discesa verso Molino, la frazione di Falcade alla quale giungeremo, è davvero lunghissima e, ci permettiamo di dire, abbastanza monotona: dopo una prima parte sulla sinistraValle del Focobon orografica del torrente con un buon panorama, l’attraversamento di un ponticello ci fa capire che stiamo per addentrarci nel bosco, dal quale non usciremo sino alla nostra meta; il sentiero si sposta sul versante destro della montagna, per superare “lo Scalon”, un dislivello abbastanza importante scavato dall’orrido: sempre accompagnati dal suo fragore, percorrendo molti zig-zag, infine arriveremo in fondo alla valle del Focobon, in prossimità del Campeggio Eden e successivamente dell’ampio parcheggio degli impianti sciistici invernali.

Per percorrere quest’itinerario è necessario organizzarsi con due macchine: la prima da lasciare sulla sommità del Passo Valles, mentre la seconda nel posteggio in prossimità del Garnì “il Sentiero 751 verso i Fochett di FocobonDollaro” (si sbucherà attraversando il ponticello visibile sulla sinistra dal parcheggio); il nostro giudizio è che sia un percorso estremamente panoramico nella prima parte, prima della discesa a Casera Focobon, mentre successivamente diviene un pochino monotono e sfiancante (la discesa copre oltre 1100m di dislivello): tuttavia, secondo noi, qualsiasi escursione risulta appagante se effettuata col giusto spirito che deve animare chi si appresta a camminare in montagna.

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