Rifugio e Lago Coldai

 

L’escursione che oggi vogliamo proporvi è abbastanza breve e non molto impegnativa, ma dal sicuro impatto paesaggistico: vi condurremo infatti al rifugio Sonnino al Coldai e al laghetto omonimo, alle pendici del Civetta, una delle più note e famose vette dolomitiche.

La base di partenza è oggi fissata ad Alleghe, graziosa cittadina nel cuore della val Cordevole, situata sulle sponde dell’omonimo lago Col dei Baldi(formatosi in seguito ad una frana staccatisi dal monte Piz, l’11 gennaio 1771): servendoci delle cabinovie che la collega ai Piani di Pezzè (m.1452) prima, e Col dei Baldi (m.1922) poi, ci portiamo rapidamente in quota, ed il panorama che ci accoglie è davvero maestoso: l’inconfondibile mole del Pelmo è proprio di fronte a noi, massiccio ed elegante, mentre la Marmolada, dietro le nostre spalle, ci offreCol dei Baldi un profilo abbastanza inusuale (si distingue anche la stazione della funivia); le vette che incorniciano la Val Fiorentina sono talmente nitide che paiono disegnate, ma lo sguardo può spingersi anche oltre, sino ad arrivare a distinguere le montagne del Falzarego e levette del Giau, che poco distano dalla famosa Cortina d’Ampezzo…

Dopo una giusta sosta per ammirare tutta questa meraviglia, dobbiamo dunque iniziare la nostra escursione!

Prendiamo l’ampio sterrato in discesa alle spalle dell’arrivo degli Col dei Baldiimpianti a fune (dove nessun cartello segnala quale sia la direzione da seguire), e subito a sinistra vedremo comparire un cannone della Grande Guerra: dopo la foto di rito, si prosegue a veloci passi, sotto l’imponente Cima Coldai (estrema propaggine del Civetta), fino ad arrivare al punto ove si scorge già la Casera di Pioda (m.1816), alla quale si può pervenire sia continuando sulCima Coldai sentiero (che altro non è, in inverno, che la pista  che collega la ski-area Alleghe a quella di Palafavera), oppure utilizzando una visibile scorciatoia che attraversa il prato; in entrambi i casi, rapidamente sarete alla graziosa costruzione, dove si potrà anche, eventualmente, consumare uno spuntino.

Qualche metro prima della malga, ecco finalmente la prima Sentiero verso Rifugio Coldaiindicazione verso il rifugio Coldai: la mulattiera n. 556 sale ampia a tornanti e ricalca una strada militare costruita durante la Prima Guerra Mondiale (testimonianza ne sono i sassi posti a lastricatura); diverse viette secondarie tagliano le curve, ma spesso sono ben più faticose del sentiero principale: non accorciando nemmeno il tempo di percorrenza, il nostro consiglio è di non abbandonarlo mai; l’ascesa è mediamente lunga, quello che basta a superare il dislivello dellaMonte Pelmo parete su cui corre, senza però spezzare le gambe ed il panorama di cui si gode però, di certo allevia qualsiasi “sofferenza”: il maestoso monte Pelmo, soprannominato “El Cadregon del Padreterno” (m. 3168), croce e delizia di centinaia di alpinisti scalatori di tutto il mondo,  ci segue passo passo, mostrandosi sempre più austeo ed incombente, mentre le vette del Cadore e Friulane da lontano fanno capolino, facendo quasi a gara per farsi riconoscere…

Dopo circa una mezz’oretta di cammino, si giungerà alla selletta che Sentiero verso Rifugio Coldaiimmette verso l’ultimo (e stavolta faticoso) tratto: dopo un passaggio in piano, ecco il sentiero prendere decisamente quota con stretti tornanti, resi insidiosi dalla ghiaia e da qualche sassetto, che rende necessaria parecchia attenzione. Ma la prima meta non è ormai lontana e, dopo circa un quarto d’ora, si perverràVerso Rifugio Coldai finalmente al Rifugio Sonino al Coldai (m.2132), in panoramica posizione, posto quasi a strapiombo sulle pareti rocciose. Si potrà gustare qualche piatto tipico, oppure solo riposarsi un attimino prima di riprendere verso qualche altra via: già si intravede il sentiero si inerpica sul ghiaione, ossia la famosa “Via Ferrata degli Rifugio ColdaiAlleghesi” che conduce proprio in cima al Civetta (m.3220) e al Rifugio Torrani (m.2984), riservata ai più esperti ed equipaggiati, in quanto consta di passaggi impraticabili per il semplice escursionista. Per coloro che non possono cimentarsi in cotanta impresa, c’è comunque la possibilità di una passeggiata dal sapore intenso,Crocicchio di sentieri ossia la Transcivetta, che consente di raggiungere il Rifugio Vazzoler (m.1714), la Capanna Trieste (m.1135) e infine l’abitato di Listolade, quasi in vista di Agordo, passando per il Rifugio Tissi (m.2250): diverse ore attendono il turista che desideri effettuare questo lungo ma spettacolare percorso, affaticante ma di certo appagante dal punto di vista paesaggistico.

Noi invece, ci dirigiamo alla forcella Coldai (m. 2191) seguendo il Verso Forcella Coldaisentiero che si diparte proprio dietro al Rifugio; dopo aver incontrato la deviazione per la traccia che porta all’omonima Cima, in circa 15 minuti si perviene alla sella, dalla quale si ammira un superbo panorama, reso ancor più magico dalla presenza del bellissimo laghetto, che porta lo stesso nome del Rifugio: si tratta di uno specchio d’acqua dalle dimensioni ridotte, ma dall’indubbioLago Coldai effetto scenografico, con la parete del Civetta che vi si specchia dentro, creando una cartolina “viva”…da vedere! Inoltre, da qui, si riconoscono le cime dolomitiche più importanti, come il gruppo della Marmolada e, più lontano, il gruppo del Sella, senza nulla voler togliere al Monte Pradazzo che ben si fa notare.

La discesa al Lago Coldai (m.2143) richiede poco più di cinque Lago Coldaiminuti, e consigliamo caldamente di investirli per poter toccare con mano le sue limpide acque, nonchè girarci attorno per trovare l’angolazione migliore per scattare una foto; consumare la propria colazione al sacco comodamente seduti lungo le sue rive, al cospetto della parete delle pareti (così è appellato il monte Civetta) non ha veramente prezzo!

La nostra proposta di passeggiata ha termine qui, dal momento che, come anticipato poco sopra, altre vie sono un po’ piùLago Coldai impegnative per l’escursionista medio; al massimo, ci si potrebbe spingere sino al Rifugio Tissi (punto di passaggio della già citata Transcivetta), per poi concludere l’itinerario scendendo a Masarè tramite il sentiero 563, passando per il bivacco Casamatta, sopportando però oltre 1000m di dislivello (quindi da valutare attentamente).

Per arrivare ad Alleghe, è necessario seguire la SS203, strada che poi confluirà, per coloro che arrivano da Agordo e Falcade, nella SS48 del Passo Falzarego; chi giungesse dalla Val di Fassa, percorrerà invece la SS641 del Passo Fedaia in direzione Belluno.

Per maggiori informazioni: contattaci