Friedrich August Weg

 

Oggi vogliamo proporvi un percorso ad anello davvero spettacolare, alle pendici di uno dei più bei gruppi dolomitici: stiamo parlando del Friedrich August Weg (sentiero Federico Augusto), che si snoda all’ombra del Sassopiatto.

La nostra gita parte da Campitello, un comune della splendida Val di Gruppo del SellaFassa, in Trentino: lasciata la macchina nell’ampio parcheggio sterrato (gratuito) della Funivia Col Rodella, si supera proprio con questa, in pochi minuti, il dislivello che porta al Rifugio Des Alpes (m. 2400), con panorama fantastico sulle vette circostanti: ecco a destra il gruppo del Sella, di cui vediamo anche la sommità delSassopiatto passo omonimo (che si guadagna tramite un comodo sterrato in circa 40 minuti, percorribile eventualmente anche in bicicletta), mentre davanti a noi già maestoso appare il Sassopiatto (m. 2958)(facente parte del Sassolungo, più a nord), la cui visione non ci abbandonerà più per tutto il nostro percorso.

Il sentiero inizia comodo e largo in discesa sino alla forcella Rodella (m.2318), da cui si dipartono una moltitudine di strade: il nostro Sassopiattosegnavia sarà il 557 verso l’Alpe di Tires e di Siusi, denominato Friedrich August Weg, in onore del re di Sassonia Federico Augusto, finanziatore del progetto della costruzione di questa mulattiera, che doveva collegare il Rifugio col Rodella al Rifugio SeiserAlpe, entrambi posseduti da Franz Dialer, noto pioniere del turismo alpino. Inaugurata il 30 luglio 1911, tramite laFriedrich August Weg collaborazione tra il club alpino tedesco-austriaco “Seiseralpe” e la III divisione del reggimento dei “Keiserschutzen”, con il patrocinio del sovrano (amante della zona in quanto trascorreva le sue vacanze a Siusi), il percorso si snoda al cospetto di uno dei più bei panorami dolomitici, e consente di ammirare cime e valli davvero incantevoli…da provare senz’altro!

Dunque dalla forcella Rodella, in circa 5 minuti si perverrà già al Rifugio Friedrich AugustRifugio Friedrich August (m.2298), dove troneggia enorme una bufala: proprio qui infatti, si alleva questa varietà di mucca, che è anche simbolo della malga stessa, dove si possono anche gustare piatti tipici a base della pregiata carne; essendo ancora troppo presto per mangiare (siamo partiti da pochissimo!), si prosegueFriedrich August Weg lungo il 557 (già ora si potrebbe tornare a Campitello tramite il sentiero 529, da imboccare però alla Forcella Rodella, tornando quindi un po’ indietro) in pendenza minima, con continuo saliscendi, mai faticoso: il meraviglioso panorama sul SassoLevante,  verso le cime del Catinaccio e verso tutta la val di Fassa, fino alla val di Fiemme (ormai il gruppo del Sella sta per nascondersi alla nostra vista) riesce a catalizzare sempre l’attenzione, spingendo a scattare centinaia di foto!

Immersi in un paesaggio da fiaba, si giunge in circa 45 minuti dalla Rifugio Sandro Pertinipartenza al rifugio Sandro Pertini (m.2300), dedicato nel 1986 al presidente della Repubblica, che trascorreva in Val Gardena le sue vacanze, dove negli ampi prati si potrà anche consumare uno spuntino: noi proseguiamo agilmente(il segnavia 533 potrebbe nuovamente riportarci a Campitello), stavolta conFriedrich August Weg alcuni tratti un pochettino ripidi, come un passaggio in cui sono stati ricavati dei gradini con dei tronchetti per facilitare l’escursionista; sempre al cospetto delle magnifiche vette  dolomitiche, si arriva infine ad un bel punto panoramico, dove fanno capolino sia il rifugio Sassopiatto, che la malga omonima, più in basso e più vicina.

Camminando lungo la strada più alta, direttamente sotto le rocce (ma senza difficoltà alcuna), giungiamo direttamente alla nostra Rifugio Sassopiattometa, il rifugio Sassopiatto (m.2300), costruito nel 1935 da Anton Kasseroler, situato sul Fassajoch, il giogo di Fassa, dove si ha uno splendido colpo d’occhio verso la verdeggiante Alpe di Siusi, che si può comodamente raggiungere proseguendo verso il rifugio Zallinger (m.2037); altre possibili escursioni sono il vero e proprio “Giro del Sassolungo”, con arrivo al Passo Sella passando dal RifugioPanorama da Rifugio Sassopiatto Vicenza (m.2253), con eventuale deviazione alla Baita Murmeltier (passeggiata assai lunga, ma decisamente appagante dal punto di vista paesaggistico), oppure la discesa al Passo Duron (m.2168), alle porte del Parco Naturale dello Scilliar, per poi contintinuare nell’omonima verdeggiante valle, altrimenti ascendere fino al Rifugio alpe di Tires (m. 2440),

Noi oggi da qui, invece, scendiamo verso il nostro punto di Malga Sassopiattopartenza, Campitello di Fassa, attraversando la parte terminale della Val Duron: dopo una sosta al rifugio Sassopiatto per gustare qualche piatto tipico prodotto con la carne propria del maso (ottimi l’hamburger con cipolla e pomodoro e lo spezzatino con polenta), ci dirigiamo agilmente, in cinque minuti, alla Malga delVerso la Val Duron Sassopiatto (m.2243), che propone anch’essa piatti tipici da assaggiare; oltrepassatala, il sentiero 533 scende abbastanza deciso negli ampi pascoli, fino ad arrivare ad un cancelletto: da questo luogo (con vista privilegiata sulla regina delle Dolomiti, la splendida Marmolada, m. 3342), si abbandonano le radure prative per inoltrarsi nel bosco, che ci accompagnerà abbastanza fitto per un buon periodo di tempo (si troverà, ad un certo punto, una biforcazione che indica un percorso forestale: ignoratela!).

Scesi ormai nella Val Duron, il panorama che ci accoglie all’uscita Val Durondagli alberi è quasi da favola: verdi e lussureggianti prati a perdita d’occhio, con in lontananza le vette altoatesine che sembrano voler incorniciare un paesaggio talmente bello che si vede solo nei puzzle! Oltrepassato il Rifugio Micheluzzi (m.1860), che domina questa vita spettacolare, si può iniziare la lunga discesa che ci ricondurrà a Campitello, sempre molto semplice e suVal Duron uno sterrato molto largo, percorribile anche da autovetture (non private, dal momento che il traffico è inibito, tranne che al servizio taxi che collega direttamente la baita alla val di Fassa): non ci saranno più punti pianeggianti, se non in località Franes, dove sorge anche l’omonima Baita; la vista sulla Marmolada è sempre presente e accompagna l’escursionista lungo tutto il percorso, che si fa veramente erto proprio nell’ultimo tratto, denominato “Lesta”, dove sono addirittura presenti delle corde che facilitano gli escursionisti (il fondo è infatti Val Duronghiaioso e  uno scivolone potrebbe non essere una remota possibilità). Al termine della strada sterrata, siamo ormai già giunti al limitare dell’abitato di Campitello: in una decina di minuti si ritorna quindi al parcheggio della funivia Col Rodella, attraversando alcune belle vie della cittadina, magari anche fermandosi in qualche negozio ad acquistare prodotti tipici.

A Campitello di Fassa si arriva tramite la SS48 delle Dolomiti: la funivia Col Rodella, per chi arriva da Moena e la Valle di Fiemme, è situata sulla destra, mentre per chi giunge da Canazei sulla sinistra, e l’accesso avviene lungo una viettina laterale (sono presenti indicazioni). Se il parcheggio fosse pieno, un altro subito dietro può accogliere molte altre autovetture (sempre gratuitamente).

 

Links utili:

http://www.plattkofel.com/html/it/index.html sito del Rifugio Sassopiatto, per farsi una “cultura” sulla nostra meta odierna

 

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