Vienna

 

Sappiamo bene che di guide di Vienna, romantica capitale dell’Austria, ce n’è un’infinità…Non vogliamo dunque sostituirci ad esse, ma dare una nostra personale interpretazione ad un’ipotetica visita in questa splendida città, consigliando magari qualche luogo che ci ha particolarmente colpito, oppure uno scorcio che ci ha fatto battere il cuore.

Arrivando all’aeroporto internazionale di Schwechat, il mezzo a nostro parere più comodo per guadagnare il centro città (distante solo 16 km) è il bus-navetta 1187 della Vienna Airport Lines, che lo collega in solo 20/25 minuti a Morzinplatz/Schwedenplatz, la cui fermata è proprio all’uscita del terminal “arrivi”(prezzo sola andata: 7 euro, con ticket acquistabile direttamente a bordo).

E quindi, giunti a Schwedenplatz, sarete praticamente già nel cuore della capitale asburgica: alla vostra sinistra scorre il Danubio (poco Stephansdomoltre, per chi poi desiderasse anche visitare Bratislava, c’è anche l’hub della Twin City Liner, che vi ci porta via battello in soli 75 minuti: esperienza davvero graziosa!), mentre a destra le strette viettine già fanno pregustare un’atmosfera diversa e affascinante…Camminate per un paio di centinaia di metri fino ad arrivare alla Rotenturmstrasse, nella quale vi immetterete: ecco che, in pochissimi minuti, sarete già in Stephansplatz, la piazza centrale, dominata dalla fantastica e gotica cattedrale di Santo Stefano, simboloStephansdom incontrastato della città. La sua grigia mole mette in soggezione i Viennesi sin dal XII secolo, quando fu fondata dal vescovo di Passau (era però una costruzione di tipo romanico); danneggiata successivamente da un incendio nel 1258, fu ricostruita secondo forme gotiche, prima all’interno e poi all’esterno quando, nel Seicento, fu posta l’ultima pietra. Nei secoli, non subì nessun mutamento sostanziale, mentre invece fu gravemente danneggiata alla fine del secondo conflitto mondiale, quando un incendio ne devastò il tetto, Stephansdomestendendosi poi anche agli interni e eliminando per sempre alcuni oggetti di inestimabile valore: l’opera di restauro fu completata solo nel 1957, nel momento in cui venne ricollocata la campana Pummerin, la più grande dell’intera Nazione. L’interno non è sempre visitabile, a causa dei frequenti concerti che vi si tengono; è importante sapere che l’accesso, in alcuni punti, è comunque riservato a coloro che si muniscono di biglietto e audioguida, mentre per gli altri è disponibile solo la restante parte…Anche se non voleste pagare Stephansplatzper ammirare alcune bellezze della basilica, potrete di certo passeggiare per le navate e godere di molte altre, non temete! All’esterno, sarà certamente grazioso camminare tutt’intorno alla Stephansdom sia per capirne meglio la struttura, ma anche per non perdersi le tante carrozze trainate da cavalli che promettono un giro indimenticabile per le viuzze…Noi non abbiamo provato l’ebbrezza, ma siamo certi che debba essere un’esperienza quantomeno diversa dal solito!

Dal Duomo possono iniziare diversi percorsi alla scoperta di Vienna; noi consigliamo di dirigervi verso il celeberrimo Graben, posto proprio di fianco alla Haas-Haus (moderna costruzione in pietra Grabenchiara e pareti finestrate che tanto stette sullo stomaco agli abitanti!) che pare un viale, ma che in realtà è un’allungata piazza: centro nevralgico del commercio da ben cinque secoli, vanta innumerevoli negozi che attraggono migliaia di visitatori, oltre ad edifici di grande pregio; fa bella mostra di se la barocca Pestsäule, posta nel mezzo, eretta nel 1693 su progetto di  J.B. Fischer von Erlach e di L.O. Burnacini, come ringraziamento da parte dell’imperatore Leopoldo I per la fine della pestilenza nel 1679, che uccise quasi 100.000 persone.

Proseguendo, dopo aver dato un’occhiata (alla vostra destra) allaPeterskirche Peterskirche, antica chiesa che si dice addirittura fondata da Carlo Magno nel 792 (ma poi completamente rifatta in stile barocco nel Settecento) affacciata su di una piccola rientranza, e dopo aver notato le belle fontane, sarà il momento di girare a sinistra lungo la Kolhmarkt, che vi farà sbucare nella splendida Michaelerplatz, dominata dalla facciata della Hofburg, la reggia imperiale degli Asburgo: senza entrare nel merito di ciò che è possibile vedere al suo interno, che troverete senz’altro esplicato in maniera migliore e più esaustiva su Hofburgqualsiasi guida turistica, consigliamo caldamente una visita, per rendersi conto di come viveva il sovrano e la sua corte, e per capire meglio come veniva esercitato il potere plurisecolare degli Asburgo…Interessante, per i più romantici, la parte dell’esposizione dedicata all’imperatrice Elisabetta, meglio nota come principessa Sissi, della quale si cerca di evidenziare la parteHofburg storica, contrapponendola al mito che la cinematografia, negli anni Cinquanta con la celeberrima trilogia di Ernst Marischka,  ha creato. Di assoluto livello la mostra delle porcellane, argenti e decori da tavola: viene esibito anche il famoso tovagliolo in “stile imperiale”, la cui piegatura, sapientemente elaborata, è anche attualmente un segreto custodito da pochissime persone.

Da Micheaelerplatz, costeggiando la reggia, passando per Josefplatz (dove si ammira la statua equestre di Giuseppe II), si perviene all’Augustinerkirche, un tempo la parrocchia della Hofburg, Augustinerkirchedove si sposarono anche Sissi e Franz (nonchè Napoleone con l’arciduchessa Maria Luisa), che vanta un bellissimo organo e il cenotafio dell’arciduchessa Maria Cristina (figlia di Maria Teresa), opera del Canova: di grande fama è anche l’Herzerlgruft, dove sono conservati i cuori degli imperatori austriaci, mentre i corpi sono tumulati nel Kapuzinergruft, cripta voluta nel 1618 dalla sovrana Anna e che servì per ben 350 anni.

Continuando su Augustinerstrasse, ecco raggiungere l’Albertina, loAlbertina storico museo del centro di Vienna, che espone una delle maggiori collezioni di stampe, fotografie e disegni d’arte del mondo: costruita su uno sperone del bastione degli Agostiniani (sistema di fortificazioni) già nel XVII secolo, sostituendosi ad un edificio prima occupato dal Genio Civile e noto col nome di palazzo Taroucca, porta dal 1921, il nome dell’arciduca Alberto, vincitore alla battaglia di Custoza nel 1848, di cui troneggia una bella statua nella piazza antistante, realizzata nel 1899.

E qui, in Albertinaplatz, si trova anche la Staatsoper, il più celebre Staatsoperteatro della capitale; inaugurato nel 1869 col “Don Giovanni” di Mozart, la costruzione ne fu invece annunciata nel 1860 e rientrava nell’ambito dell’ambizioso progetto di ammodernamento della città, consistente nella demolizione di molte antiche case, delle mura, per far spazio alla Ringstrasse, la famosa strada ad anello che cinge tutt’intorno l’Innere Stadt: non per niente, l’opera è considerata come il primo edificio del Ring! Qui hanno diretto alcuni tra i più illustri musicisti, come per esempio Gustav Mahler, RichardStaatsoper Strauss, Karl Böhm e Herbert von Karajan: inoltre i membri della sua orchestra vengono scelti gli elementi per la Wiener Philharmoniker; trovare un biglietto per una rappresentazione non è difficile, nè troppo dispendioso: i ticket meno cari costano anche meno di 5 euro, ma sono solo per i posti in piedi e sono acquistabili solo il giorno stesso!

Proseguendo lungo Kärntner Ring, si incrocia Schwarzenberger Castelli del BelvedereStrasse, e qui sarà da voltare a destra: eccoci giungere a Schwarzenberg Platz, dove troviamo il “monumento alla liberazione”, che simboleggia la fine del nazismo, con la conquista di Vienna da parte dell’Armata Rossa; da qui ci dirigiamo verso Rennweg, una strada non particolarmente affascinante, ma che ci consente di guadagnare, con una camminata alquanto breve, una delle meraviglie, a parer nostro, di tutta la capitale: i castelli del Belvedere.

Troveremo subito alla nostra destra l’ingresso per il Belvedere Inferiore: come per la Hofburg, non elencheremo i pezzi diBelvedere Inferiore inestimabile valore qui raccolti e per i quali vale senz’altro la visita, ma ci limiteremo a raccontarvi di quanto siano belli i suoi giardini! Se avrete la fortuna di essere qui in una bella giornata, passeggiare tutt’intorno sarà un’esperienza gradevole: non è necessario pagare alcun ticket per raggiungere il Belvedere Superiore attraverso il lungo viale con magnifiche fontane, e non esiste Belvedere Superiorenessun obolo per indugiare ad ammirare le fantastiche facciate dei due palazzi…Il bel complesso fu fatto costruire nel primo ventennio del Settecento dal principe Eugenio di Savoia, generale al servizio dell’impero (molto celebrato per la sua vittoria sui turchi nel 1683),  e doveva fungere da residenza estiva: lo realizzò J.L. von Hildebrandt, che lo immaginò come una contrapposizioneBelvedere Inferiore da due costruzioni, uniti da un digradante parco, che permetteva giochi di prospettiva veramente inusuali e innovativi per l’epoca. Il castello inferiore fu pensato come vera e propria dimora per il nobile e il suo seguito (e consta infatti di linee semplici e tradizionali), mentre invece l’edificio superiore fu ideato come padiglione per le feste e questa destinazione viene tradita dalle Castelli del Belvederemonumentali e riccamente decorate facciate: passato di proprietà alla corona imperiale d’Austria, fu la residenza ufficiale dell’arciduca Ferdinando (che, con il suo assassinio a Sarajevo, nel 1914, diede il via ai combattimenti della Prima Guerra Mondiale) e, in periodo post-bellico, venne utilizzato come sede per la firma, da parte delle potenze vincitrici, del trattato di Stato (1955) che restituì all’Austria la sua completa sovranità.

Abbandonando quindi i castelli del Belvedere e tornando sui nostriStadtpark passi lungo la Rennweg, si potrà intercettare, con svolta a destra, la Lothingerstrasse, che comodamente ci condurrà allo Stadtpark, il bel giardino pubblico all’inglese, realizzato nel 1862 da R. Siebock, sempre sull’onda dell’ammodernamento della città voluto da Francesco Giuseppe: nello stesso anno fu fondato anche l’ente che si occupa Johann Strauss della manutenzione del parco stesso e degli spazi verdi che, municipalizzato, esiste ancora oggi e che conta circa 1700 dipendenti. Non è raro, all’interno di questo delizioso polmone naturale, trovare monumenti dedicati a illustri musicisti: il più famoso in assoluto è senz’altro la statua in bronzo di Johann Strauss, che sorge in mezzo a rigogliosi fiori, meta ogni anno di migliaia di visitatori che, muniti di macchina fotografica, lo immortalano da ogni prospettiva!

Se poi avrete ancora fiato, potrete raggiungere, camminandoPrater - Riesenrad abbastanza a lungo per Stuben Ring prima e, passato il Danubio, per Pratestrasse poi, il  vastissimo Prater, un altro celebre parco pubblico: antica riserva di caccia, dal 1776 vanta 1712 ettari di puro passeggio e fu, ai tempi del Congresso di Vienna, teatro di feste e mondanità. Oggi ospita, tra le altre cose, anche un luna park, il cui simbolo, la Riesenrad, è una grande ruota panoramica datata 1897, ma ammodernata dopo l’incendio del 1945, che ne risparmiò solo la struttura metallica.

E da Praternstern potrete prendere la linea metropolitana U2 (fuxia) per raggiungere il Municipio, uno dei noti esempi di architettura Rathausneogotica dell’Europa centrale: progettato da Friedrich von Schmidt e costruito tra il 1872 ed il 1883, sorge sulla Ringstraße; le sue arcate, la torre ove sorge l’orologio, fanno pensare più ad una basilica che ad una sede di un Comune…gradevole è anche il passeggio nel Rathauspark, con belle fontane, che danno refrigerio soprattutto nelle calde giornate estive.

E sempre nella Rathausplatz, di fronte al nostro Municipio, troviamo il Burgtheater: l’edificio, inaugurato nel 1888, sostituì quello in cui fu allestito il primo Hofburgtheater, voluto dall’imperatrice MariaBurgtheater Teresa nel 1741, e tutt’oggi è il Teatro Nazionale viennese, nonchè uno dei più importanti del mondo tedesco: vi furono rappresentate per la prima volta, tre opere di Mozart, tra cui la celeberrima “Le nozze di Figaro”. Molto danneggiato dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale, è stato poi ricostruito mantenendo alcuni originali decori scampati allo scempio.

E costeggiando il Burgtheater, si accarezzerà il Volksgarten, altro Minoritenkirchebel parco cittadino; camminando lungo löwelstraße, a sinistra farà capolino una facciata della Minoritenkirche: è questo assolutamente un invito alla visita! La bella chiesa, voluta dal duca Leopoldo VI nel 1219 per esser tornato salvo dalla Crociata, è, dopo la cattedrale Santo Stefano, l’edificio di culto più importante della città, tanto che vi fu celebrato il solenne Te Deum dopo la definitiva vittoria contro gli Ottomani; di proprietà dei frati Minoriti, fu espropriata da Giuseppe II per farneMinoritenkirche dono, nel 1784, alla comunità italiana). Di notevole interesse è il portale centrale, opera di Giacomo da Parigi, cui è comunque attribuito anche l’intero progetto della costruzione; all’interno una copia a mosaico dell’Ultima Cena, voluta da Napoleone, e un monumento al nostro poeta e drammaturgo Pietro Metastasio.

Da qui sarà un attimo arrivare alla vasta Am Hof, piazza utilizzata nel medioevo per tornei: troneggia la statua della Vergine, datata Am Hof1667, con alla base degli angeli che sottomettono i flagelli dell’umanità; su un lato, c’è anche la bella Kirche, desiderata dalla vedova di Ferdinando III e dedicata ai nove cori angelici, nata in stile gotico, tra il 1386 ed il 1403, ma dotata 1662 di una facciata barocca su idea di Carlo Antonio Carlone.

Attraverso il vicolo di Schulhof, è possibile raggiungere Judenplatz,Judenplatz fulcro del ghetto ebraico dal XII al XV secolo, con al centro il monumento commemorativo delle vittime austriache della Shoa, opera della scultrice Whiteread (anno 2000), mentre invece è quasi d’obbligo un sopralluogo al Museo che racconta la storia della comunità nella Vienna Medievale, oltre a mostrare le antiche fondamenta della sinagoga, tra le più grandi dell’Europa centrale e pregevoli collezioni di oggetti di culto, come Menorah per la Festa delle Luci e corone di Torah.

Trotterellando ancora, percorrendo la Hoher Markt (vasta piazza che occupa l’antica area del foro romano), si incrocerà la Chiesa Greca della TrinitàRotenturmstrasse, già incontrata all’inizio del nostro peregrinare; due passi lungo questa strada, ed eccoci giungere alla Fleischmarkt, bella via con molte botteghe d’artigiani, un tempo sede del mercato della carne: particolarmente interessante è la chiesa greca della Trinità, eretta sul finire del Settecento; da non perdere è la taverna Griechenbeisl, un pezzo di vera storia viennese: la prima registrazione del locale nel libro pubblico risale addirittura al 1350, mentre racconti la danno già in attività dal 1447; qui nacque anche il motto “ufficioso” della città, il canto “Oh du lieber Augustin”,Griechenbeisl intonato dal menestrello Agostino, vissuto XVII secolo, durante la peste che tanto flagellò la popolazione. La fama di questa osteria crebbe a tal punto nei decenni che divenne punto di ritrovo delle più illustri personalità delle varie epoche, tra cui Mozart, Beethoven, Schubert, Strauss, Wagner, Brahms, Mark Twain…tutti si incontravano qui per bere, mangiare e discutere sulle varie tematiche in voga nel periodo.

Seguite queste nostre istruzioni, avrete senz’altro visto le Castello di Schönbrunnattrazioni maggiormente interessanti e famose della città, seppur ancora molte altre ne manchino: citiamo per esempio il castello di Schönbrunn, residenza estiva dell’imperatore, cui dedicheremo un articolo a parte, oppure il bel parco dell’Augarten, purtroppo scempiato dalla torre di avvistamento antiaereo della Seconda Guerra Mondiale…Ognuno, a nostro parere,Graben by night deve scoprire da se ciò che più piace e che più ricorderà e terrà nel proprio cuore: tuttavia non sarà difficile trovare scorci indimenticabili in questa romantica città mitteleuropea, dove ancora si respira le grazia, la sfarzosità  e la magnificenza di uno Stato che fu tra i più importanti della storia e che spesso ha deciso le sorti di molti altri.

 

Links utili:

http://www.hotelaustria-wien.at/it/hotel_austria/index.html suggeriamo il pernottamento in questo delizioso albergo (dai prezzi medi) in una rientranza di Fleischmarkt, davvero curato in ogni dettaglio e con camere spaziose: il personale alla reception saprà darvi le giuste indicazioni per una visita senza problemi, oltre che a consigliarvi ottimi ristoranti per le vostre cene e pranzi

http://www.figlmueller.at/index.php?lang=en un’idea per un bel pranzo gustoso: qui si può assaporare lo Schnnitzel più grande di Vienna, talmente grosso che straborda dal piatto!

http://www.griechenbeisl.at/lang_en/page.asp/index.htm la famosa taverna esistente fin dal XIV secolo: in un ambiente accattivante e di grande impatto, si possono gustare ottimi piatti, tra cui la superba zuppa Boema, che consigliamo caldamente

Bierreither Gastwirtschaft non abbiamo trovato il sito internet di questo ristorante, ma assicuriamo che è veramente ottimo, soprattutto per il pranzo, quando si possono gustare ottime specialità locali, con patatine fritte davvero incredibili! L’indirizzo è: Schwarzbergerplatz 3 - Wien

http://www.twincityliner.com/web/index.php?lang=en  sito della compagnia di navigazione Twin City Liner, che collega Vienna e Bratislava via Danubio, in appena 75 minuti, offrendo la possibilità di effettuare una crociera unica nel suo genere

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