Skògar

 

Durante il vostro viaggio in Islanda, una sicura sosta la merita il grazioso villaggio di Skogar, lungo la Ring Road, sulla costa meridionale: qui potrete trovare ben due luoghi degni di visita, ma non vi vogliamo anticipare nulla, continuate a leggere e scoprirete di che si tratta!

Provenendo da Reykjavik, incontrerete l’abitato alla vostra sinistra Skògafossdopo circa 180km di SS1, e siamo certi che la prima cosa che vi colpirà fin dalla strada è la magnifica Skogafoss, una cascata larga 20 metri che si getta da un’altezza di 62: leggende locali narrano che Þrasi Þórólfsson, un vichingo stabilitosi nella zona, vi nascose un forziere colmo di monete d’oro…Nelle belle giornate, quando il sole la colpisce (creando, tra l’altro, splendidi giochi diSkògafoss luce e vividi arcobaleni), si dice che si riesca a scorgere lo scintillio del prezioso metallo: chi riuscirà ad aggirare il muro d’acqua, diventerà immensamente ricco! E’ raccontato anche che un ragazzo riuscì in tale arditissima impresa, ma non appena afferrò il tesoro, esso scomparve misteriosamente sotto i suoi increduli occhi, ma egli riuscì inaspettatamente a mantenere uno dei manici della cassa che lo conteneva: quell’anello è oggi una delle maniglie della chiesa locale.

E un’altra favola si tramanda riguardo Skogafoss: se ci si Skògafossimmergerà nelle sue cristalline acque, si riuscirà poi a ritrovare un oggetto molto caro, a lungo cercato…forse tale credenza vera non è, ma di certo invoglia moltissimi turisti a provare a fare un bagnetto, nonostante la temperatura non proprio mite! Piuttosto però che rischiare il congelamento, sarà senz’altro più interessante salireSkògafoss i 700 scalini sul lato destro della cascata che conducono sino alla sua sommità; ahimè non riuscirete ad avvicinarvi così tanto da vederla precipitare dall’alto nella sua interezza, ma da lì sarà possibile iniziare un’escursione lungo l’antica via pedonale che conduce a Þórsmörk, passando per il rifugio Fimmvörðuháls, Skògafossattraversando la valle tra i ghiacciai Eyjafjallajökull e Mýrdalsjökull: non pensiate che si tratti di una passeggiata! La strada è lunga complessivamente circa 22km, con un dislivello di ben 1000m, perciò adatta solo ai più esperti ed attrezzati: i turisti (non escursionisti) si dovranno accontentare solo del primo pezzettino, più facile senz’altro, ma ricco di graziose cascatelle e dal panorama spettacolare, e riuscirete senz’altro a gustare la selvaggia bellezza islandese!

La seconda attrattiva di Skogar (che in lingua locale significa “foresta”) è il suo bellissimo museo, aperto tutto l’anno: Þórður Tómasson, suo fondatore, iniziò a collezionare gli oggetti espostiMuseo di Skògar sin dal 1945, ma solo 4 anni dopo, nel 1949, fu inaugurata una prima esposizione in una stanza della scuola, per poi avere, a partire dal 1955, un edificio dedicato. All’interno, si possono ammirare molti utensili utilizzati dagli islandesi lungo i secoli per la caccia, la pesca, l’agricoltura strumenti casalinghi d’uso quotidiano, come ferri da stiro, battenti, cucchiai, mestoli, ed anche capi di vestiario (guanti, cappellini, etc).

Ma la parte del leone la fa l’esterno: si tratta di una riproduzione di un villaggio e consta di diversi tipi di costruzioni; abbiamo la prima Museo di Skògarcasa in legno dell’Islanda meridionale, abitata fino al 1974 e qui “traslata” nel 1980, e due fattorie distinte coi tetti in torba (forse ciò che di più tipico e antico che qui possiamo trovare), composta da cucina, salotto, stalla, soggiorno e camere da letto, arredata con mobilio originale, per evidenziare maggiormente lo stile di vita della popolazione autoctona. Non manca la chiesa,Museo di Skògar consacrata nel 1998, i cui muri sono nuovi, ma gli interni invece d’epoca, provenienti dalla cappella di Kàlfholt, edificata nel 1879: le campane, forgiate tra il 1600 e il 1742, fanno bella mostra di se insieme agli arredi, datati tra il XVII e il XVIII secolo; c’è anche la scuola, costruita nel 1901 ed utilizzata dagli studenti fino a quando fu spostata qui nel 2000.

Si può tranquillamente passeggiare in lungo e in largo, indugiando a Museo di Skògarlungo senza che nessuno venga a disturbare: sarà incredibile esplorare gli ambienti, così piccoli ma confortevoli e funzionali! Ci sarà senz’altro la possibilità di fermarsi a riflettere sulla diversità della vita in questi luoghi, a contatto con l’ambiente, con la natura, così lontana dal nostro frenetico modo di vivere; sarà altresì strano e farà molto riflettere provare a immaginarsi impegnati nelle faccende quotidiane in tali microscopiche stanze, spesso piene di spifferi e con magari la tormenta all’esterno…

Vi abbiamo dunque invogliati a fermarvi a Skogar? Speriamo decisamente di sì, perchè questo piccolo borgo ha molto da offrire, e non approfittarne sarebbe un vero peccato.

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