Hekla

 

La zona del vulcano Hekla, tra i più attivi e pericolosi d’Islanda, si estende per circa 40km ed è un’area molto bella e affascinante, sia dal punto di vista paesaggistico che storico: vogliamo oggi darvi qualche piccolo spunto per scegliere cosa visitare nel vostro prossimo viaggio in questo luogo.

La prima delle cose che non potrete perdere è senz’altro la Skàlholtcittadina di Skálholt: oggi vanta poco meno di 200 abitanti, ma in passato fu il centro episcopale più importante della parte meridionale dell’isola (l’altro era Holar, nel nord), nonchè meta di pellegrinaggi degli abitanti desiderosi di purificare i propri peccati; dal 1056 sino al 1785 (anno di trasferimento del vescovato a Reykjavik) esercitò un potere quasi assoluto sulla NazioneSkàlholt (pensate che la capitale, fino a quel momento, contava circa 200 anime), sia come centro nevralgico di commerci che come sede di importanti attività amministrative ed economiche. Nel 1550 fu teatro dell’assassinio dell’ultimo ecclesiastico cattolico Jón Arason per ordine del re danese, che segnò la definitiva svolta religiosa del Paese, che divenne quindi luterano.
Oggi la chiesa che vediamo non è più quella che un tempo brillò per Skàlholtbellezza e levatura, distrutta da un terremoto nel XVIII secolo, ma di certo resta impressa per le sue grandi dimensioni (abbastanza inusuali) e per la pregevole posizione, che domina l’ampia vallata circostante comprendente anche una serie di piccoli e pittoreschi laghetti: val la pena anche visitare gli scavi attigui alla basilica, che stanno riportando alla luce preziosi reperti storici autoctoni.

Poco lontano, in mezzo agli sterminati campi di lava prodotti da un’eruzione nel lontano 1134, si può intraprendere una spettacolareStöng passeggiata verso Stöng, un’antica fattoria sepolta dalle ceneri: nel 1939 (quasi otto secoli dopo), degli archeologi scandinavi scavarono in tale luogo, rinvenendone le rovine ed ottenendo così delle importantissime informazioni sulle costruzioni agricole islandesi del tempo; con passo calmo e tranquillo, potrete assaporare uno dei panorami più maestosi del sud del Paese, Stöngrendendovi anche conto di quanto fossero distruttive le ceneri e i lapilli scagliati dal vulcano in attività: non per niente l’Hekla è stato per secoli ritenuto la porta dell’Inferno e molti erano certi di aver sentito perfino le urla dei dannati provenire dagli abissi! D’altro canto, la sua vetta quasi sempre ricoperta da nubi, i continui terremoti e esplosioni provocate non gli conferivano certoHekla un alone di santità…Molte tribù provarono ad stabilirsi sulle sue pendici, attratte dai fertili campi, ma furono quasi sempre spazzate via a cicli regolari: oggi si può anche provare a guadagnarne la cima (alcuni sentieri sono stati attrezzati all’uopo), ma si tratta pur sempre di un’impresa assai pericolosa, sia per l’instabilità della zona, sia per le insidie del terreno stesso, che spesso cela aree bollenti e crepe profonde.

Dalla parte opposta della strada da cui si diparte la pista per Stöng, troverete uno sterrato che vi condurrà sino a Hjálparfoss, una deliziosa cascata che, in due diversi punti, si getta nelle limpide acque di un laghetto sottostante: se avrete la fortuna di arrivare qui in una bella giornata di sole, potrete ammirare i giochi di luce e i riflessi prodotti, dove il bianco della spuma contrasta con il nero del magma solidificato. Siamo certi che potrete scattare decine di foto senza stancarvi di godere di un panorama così tranquillo e rilassante!

Ritornando per un attimo a capofitto nella storia, sul versante meridionale dell’Hekla potrete incappare in un vecchio villaggio, molto ben tenuto e decisamente rurale: siamo a Keldur, lungo laKeldur SS264, una fattoria medievale che vanta ancora una chiesetta che, col suo tetto rosso fuoco, sembra appena uscita da una cartolina o da un racconto fiabesco…E un che di leggendario qui a Keldur c’è: è infatti uno dei luoghi menzionati nella “Saga di Njall”, la più famosa dei racconti Islandesi, ispirata alle vicende di Gunnarr Hámundarson e Njáll Þorgeirsson, i due personaggi chiave, intorno ai quali ruotano tutti gli altri comprimari, le cui vite s’intrecciano creando dolore e morte.

Ci sono altri mille posti da vedere in questa zona così lunare e inconsueta, così brulla e nera; oltre a ciò che vi abbiamo Zona dell'Heklaconsigliato, per poter assaporare appieno delle bellezze qui intorno, basterà seguire un sentiero anche a caso, che comunque andrete sul sicuro: passeggiate in mezzo ad una natura incontaminata e selvaggia vi aspettano e ricordi indelebili saranno pronti a prender forma nella vostra mente.

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