Val Pila

 

L’itinerario di oggi ricalca un antico percorso compiuto decenni addietro dai contrabbandieri di Livigno e Trepalle che, confinati nelle loro valli per il lungo inverno, non avevano altro mezzo che questo per guadagnare qualche soldo: nella nostra bella Valtellina, attraverseremo quindi la Val Pila.

Giunti lungo la SS301 del Foscagno all’altezza dell’imbocco della Vallaccia (già nostra meta) e in prossimità della galleria paravalanghe, si noterà subito, dalla parte opposta, una stradina Val Pilaasfaltata che procede verso il centro abitato: proseguendo per circa un chilometro e oltrepassato virando decisamente a destra un ponticello, si arriverà alla località “case Rodigheir” (m. 1992): qui potrete lasciare la vostra autovettura (ma attenzione, non c’è un vero e proprio parcheggio, dovrete sostare a lato della carreggiata, non intralciando la viabilità, peraltro scarsissima) ed intraprendere il vostro viaggio alla scoperta dell’antica via degli “spalloni”, così appellati perchè portavano sulle proprie spalle pesantissimi carichi di oltre 40kg di zucchero e sigarette.

Poco dopo aver iniziato a camminare, incontrerete la mulattiera proveniente da Livigno attraverso il Canal Torto: qui subitoVal Pila passerete sul lato sinistro della valle, fianco che manterrete fino praticamente allo scollinamento: la salita si presenta subito abbastanza faticosa ma con un fondo agevole e percorribile anche in bicicletta; tutt’intorno vi accompagneranno placide mucche intente a brucare, che vi allieteranno con qualche muggito e col suono dei loro campanacci!

Proseguendo senza fretta inoltre, potrete voltarvi spesso a Val Pilaguardare il bellissimo panorama che, man mano, si apre sempre più sul Monte Sponda (m. 2570) e sul Mottolino (m. 2349) dove noterete, anche ad occhio nudo, gli impianti di risalita; oltre invece, fanno capolino le alte cime che coronano la splendida piana di Livigno e della val Federia, come la muraglia della Punta Cassana (m. 3007).

Dopo un’abbondante mezz’ora di cammino, improvvisamente, da verdi prati, il paesaggio cambierà in maniera inaspettata ed improvvisa: prima attraverserete un paesaggio quasi lunare, fattoPasso di Val Trela di sfasciumi e sassi franati dal Monte Pettini (m. 2932), che ci separa dalla Valle Alpisella (ricordate? dove nasce il fiume Adda), e successivamente, con una pendenza che si fa via via sempre più dolce, si guadagnerà una sella prativa piuttosto ampia che ci preannuncia che siamo ormai in prossimità del Passo di Val Trela (m. 2294): si intravede già la seghettata vetta della cima Doscopa (m. 2794), che incornicia l’Alpe omonima, dove perverremo in circa 30 minuti.

E cominciamo dunque la nostra discesa verso l’agriturismo!
Malga TrelaIl nostro sentiero procede dapprima attraverso i prati, regalandoci scorci davvero graziosi, e poi abbarbicandosi sempre più sul fianco della montagna, lasciando scorrere il torrente più in basso, che ci fa compagnia col suo gorgogliare: ignorato il bivio per la Val Lunga, in pochissimo tempo si giungerà dunque al rifugio, dove potrete gustare anche qualche piatto tipico! Da qui, le possibilità per allungare l’itinerario odierno sono davvero molteplici, comeAlpe Trela verso le Bocche di Trela (m. 2349) o la Bocchetta Trelina (m. 2283), già da noi raggiunta in un’altra gita, oppure verso Cancano tramite una facile e deliziosa mulattiera. Noi però, dopo una sosta ristoratrice, torniamo indietro e risaliamo al Passo, non senza assaporare la bellezza dei pascoli e l’accecante verde dei prati…

L’Alpe Trela senz’altro riserva un paesaggio delizioso e altamente fotogenico: non potrete lasciarvi scappare di certo l’occasione per Passo di Val Trelascattare continuamente! Ma conservate anche solo un minuto del vostro tempo per ricordare coloro che qui hanno perso la vita per guadagnare un tozzo di pane in più: oggi questo luogo è sereno e rilassante, ma un tempo era un insidioso e temibile valico da oltrepassare il più in fretta possibile, per sfuggire al freddo pungente e alle guardie di frontiera, spesso pronte a sparare per difendere le proprie dogane.

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