Piani di Pedenolo

 

Oggi vogliamo proporvi una camminata in un luogo dal grande interesse storico, ma poco noto al turismo di massa: nella nostra bella Valtellina, ci dirigeremo ai Piani di Pedenolo.

Velicate le Torri di Fraele (Valdidentro), e arrivati al primo lago artificiale di Cancano, occorrerà attraversare il coronamento della Chiesa di Sant'Erasmodiga e raggiungere la chiesetta di Sant’Erasmo presso il ristoro Solena: si potrà parcheggiare qui (attenzione perchè lo spazio è abbastanza ridotto), oppure proseguire per circa un altro chilometro; all’inizio il fondo stradale sembrerà molto dissestato, per poi diventare meno accidentato un centinaio di metri più avanti: sorpassati i verdi prati del Grasso di Solena (m.2008) si guadagna presto un ampio piazzale dove, oltre a lasciare la vostra autovettura, potrete anche pensare di sedervi per un pic-nic.

Eccoci dunque pronti e traboccanti di forze per iniziare la nostra passeggiata!Val Forcola Un cartello ci indica subito che c’è la possibilità di scendere anche alla SS38 dello Stelvio e conseguentemente a Bormio seguendo il neonato fiume Adda lungo il bel sentiero che si snoda nella gola ombreggiata dal Monte Scale (e al quale si congiungerà una ripidissima traccia proveniente dai Piani di Pedenoletto): noi lo oltrepasseremo senza indugio, seguendo invece l’ampia e comoda mulattiera che si addentra in Val Forcola, con una modesta pendenza, abbordabile anche dai più pigri.

Camminando sempre in piano (forse anche in leggera discesa), si Val Forcolaraggiunge ben presto la località Le Fornelle (m. 2021), dove si inizia ad intravedere meglio la deliziosa morfologia della valle: poco oltre, si nota già il sentiero farsi più arduo e, in lontananza, piegare verso destra: a questo punto, saremo già giunti al bivio, ben indicato, dove s’innesta la via che ci conduce ai Piani di Pedenolo, la nostra meta odierna.

Il bellissimo sentiero che ci accingiamo a percorrere (e visibile colStrada militare verso i Piani di Pedenolo suo zig-zag già dal lago di Cancano) è una strada militare costruita dai nostri soldati durante la Grande Guerra per approvvigionare gli avamposti che controllavano la valle del Braulio: questo itinerario non fu però una loro totale invenzione, bensì ricalcava un antico collegamento tra la valle di Fraele e l’Alpe Pedenolo che, ricca di ferro, era costellata di miniere per l’estrazione del prezioso Strada militare verso i Piani di Pedenolometallo; con l’esaurirsi della vena, i Piani furono progressivamente abbandonati, sino a diventare l’attuale selvaggio e spoglio panorama che presto ammireremo.
Inizialmente, la mulattiera sale abbastanza dolcemente su di un fondo molto ben conservato, e taglia trasversalmente lo scosceso dirupo che, scrutato da fondovalle, pareva assolutamente insormontabile; dopoPanorama sulla Val Forcola aver guadagnato una discreta altezza (ed un panorama invidiabile), ecco che la nostra strada inizia a compiere dei tornanti, che ci portano rapidamente in quota: è necessario prestare grandissima attenzione dal momento che in taluni punti il terreno è franato, lasciando cumuli di macerie spesso insidiose.

Ed infine, dopo l’ennesima curva a gomito, vi troverete dinanzi ad uno spettacolo davvero inatteso e per questo ancor più Piani di Pedenolomozzafiato: il paesaggio aspro e lunare cede lo spazio a verdi pascoli, lussureggianti, ampi e di respiro; siamo giunti all’Alpe Pedenolo e l’omonima Malga (m. 2396) già ci da il benvenuto, lasciandoci immaginare che bellezza stiamo per incontrare!
Camminando fra le mucche e qualche asinello, il sentiero diventa una traccia tra l’erba, avvicinandoci sempre più alla Bocchetta di ForcolaMalga Pedenolo, comunque ancora molto distante (almeno un paio d’ore e forse più); c’è la possibilità di raggiungere anche i Piani di Pedenoletto, pur’essi ricchi di ferro e protagonisti, in passato, della vita locale votata al commercio con la Svizzera e l’Impero Austro-Ungarico: ahimè la salita non è tra le più agevoli, in quanto poco segnalata e spesso esposta…decisamente per i più esperti.
Malga PedenoloMa se proprio non riuscirete a rinunciare di vedere anche quelli, potrete raggiungerli dopo essere giunti alla Bocchetta di Pedenolo (m. 2704) con una piccola ma graziosa variante, anch’essa da non affrontare con leggerezza per il fondo di sfasciumi non sempre stabili sotto ai piedi.

Ma tornando al nostro verde pianoro, dopo averne assaporato laPiani di Pedenolo bellezza e notato i rari fenomeni carsici del territorio (e aver magari consumato uno spuntino all’ombra delle chiare montagne circostanti), si potrà senza indugio raggiungere, sempre transitando su di un sentiero costruito dai nostri soldati e ben conservato, come prima già accennato, la Bocchetta di Forcola (m. 2768) e, successivamente, la IV Cantoniera dello Stelvio, oppure la Punta di Verso la Bocchetta di PedenoloRims (m. 2946), passando per la vecchia caserma (m. 2743) già meta di un’altra nostra escursione; il ritorno potrà essere effettuato eventualmente attraversando la Val Forcola compiendo dunque un percorso ad anello per ricongiungerci nuovamente al conosciuto e noto bivio della strada militare.

Consigliamo fortemente quest’itinerario, così spettacolare, dal sapore storico e con un connubio unico tra paesaggio lunare e verdeggianti prati d’alta quota…Di certo lo annoveriamo tra i nostri preferiti: se vi capiterà di passare da queste parti e di ascoltare il nostro suggerimento, fateci sapere le vostre opinioni!

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