Reykjavìk

 

La capitale dell’Islanda conta poco più di 120 mila abitanti, e perciò non la si può certo considerare una metropoli di livello europeo; è però una città vivace, di tendenza, dall’anima culturale e con tanti localini alla moda, una vita notturna da far impallidire le ben più blasonate Londra e Barcellona…non le manca proprio nulla!
Che ne dite di trarre qualche spunto per una vostra prossima visita?

Il vostro primo approccio avverrà quasi certamente passando prima dall’aeroporto internazionale di Keflavik, a sud-ovest, nella penisola Laguna Bludi Reykjanes: già appena atterrati su questo caldo suolo (eh sì, perchè l’Islanda, come universalmente noto, è un’isola geologicamente attivissima, con una densità di vulcani incredibile, oltre ad un numero imprecisato di fumarole, sorgenti calde e pozze bollenti), potrete misurarvi con una delle sue meraviglie, ossia la fantastica Blue Lagoon (vicino Grindavik), la più famosa di tutte leLaguna Blu attrazioni di questa remota parte di mondo. Si tratta di una vera e propria spa, con una piscina quasi naturale di proporzioni enormi, nella quale ci si immerge a 38° per trovare relax e tranquillità: chi viene qui, oltre a cercare pace e silenzio, lo fa anche perchè queste acque, così salmastre, unite allo speciale sale che ci si può spalmare addosso (che si trova in bacinelle sulle sponde della Launa Bluvasca) levigano la pelle in maniera molto particolare, regalandole quasi una seconda giovinezza! Assolutamente da provare, anche perchè il nome Laguna Blu non è certo casuale: la colorazione dell’acqua è scintillante, di un azzurro deciso ed intenso, che contrasta in maniera scioccante con il nero dei campi di lava circostanti…Preparatevi però a mettere decisamente mano al portafogli: l’ingresso non è proprio a buon mercato (più di 40 euro) e spesso, in alta stagione, il rischio di sovraffollamento è piuttosto concreto.

Ma proseguiamo nella nostra visita ed arriviamo finalmente a Reykjavik!

Il suo nome, in lingua locale, significa “baia fumosa” e quest’appellativo le fu dato da Ingólfur Arnarsson, il primoReykjavìk leggendario colonizzatore della zona, sbalordito probabilmente dai fumi che si alzavano verso il cielo tutt’intorno; si narra che egli, giunto fin qui dalla Norvegia nell’anno 874, gettò in mare, dalla sua nave, i pali della precedente abitazione e aspettò pazientemente che la corrente li portasse a riva: arrivarono proprio in questo luogo nella penisola di Reykjanes e così il vichingo rispettò la tradizione e fondò qui un primissimo abitato rurale che, nonostante la mitezza del clima (grazie alla corrente del golfo), rimase molto piccino per Reykjavìkparecchi secoli (pensate che, nel 1786 contava solo 200 abitanti), fino a conoscere una significativa crescita a partire dalla metà del XIX secolo, quando iniziarono ad affluire le principali istituzioni, come la chiesa episcopale (trasferita da Skálholt, nel Golden Circle), la Corte Suprema, il Parlamento, e la tipografia. Attualmente, circa il 40% della popolazione islandese risiede in questa città.

L’arteria principale della capitale è la Laugavegur, via sulla quale si affacciano moltissimi negozi, ristoranti, hotel e fascinosi cafè: neiLaugavegur weekend estivi, complici le ben 22 ore di luce, non è raro vedere persone lungo tutto il suo corso, festeggiare e fare baldoria…in questi ultimi anni l’anima modaiola e trendy di Reykjavik si è prepotentemente svegliata, facendone un punto di riferimento per molti giovani provenienti da tutta Europa, attratti da questa terra freddissima ma dal cuore bollente!

E dalla Laugavegur si può facilmente arrivare alla Hallgrímskirkja, Hallgrìmskirkjal’imponente cattedrale dall’inconfondibile silhouette, riconoscibile già a molti chilometri di distanza, dedicata al poeta e pastore islandese Hallgrímur Pétursson (1614-1674), autore degli Inni della Passione; progettata dall’architetto Guðjón Samúelsson nel 1937 (ma ahimè completata solo nel 1974) ispirandosi alle formazioni basaltiche autoctone, fu abbastanza innovativa per l’epoca, e pertanto anche parecchio osteggiata dagli abitanti: tuttavia oggi ne vanno assai fieri, forse anche per l’eleganza essenziale degli interni, tra cui eccelle un organo a 5275Hallgrìmskirkja canne. Nella piazza antistante troneggia la statua, donata dagli Stati Uniti nel 1930 in occasione del millesimo anniversario del Parlamento Islandese, di Leifur Ericsson, il vichingo indigeno scopritore delle Americhe,  mentre sul retro si gode di una prospettiva inusuale e decisamente graziosa della basilica.

Lækjartorg è invece l’ampio spiazzo dalla forma irregolare alla fine della Laugavegur, dove si nota subito il bianco edifico dello StjórnarráðiðStjórnarráðið, un tempo prigione per i colpevoli di reati minori, davanti al quale sono state poste due belle statue di Einarr Jònsson raffiguranti re Cristiano IX di Danimarca (che per primo, nel 1874, diede una costituzione a quest’isola, improntata verso una sua semi-indipendenza) e Hannes Hafstein, il famoso politico e poeta del XX secolo, che divenne Primo Ministro nel 1904 nonchè membro del Gabinetto Danese.

Svoltando a sinistra e camminando lungo la Lækjargata, il grandissimo viale che s’incrocia perpendicolarmente alla Laugavegur, si arriva all’incantevole Tjörnin, il grazioso laghetto inTjörnin pieno centro: la sua particolarità è che anche in inverno, con le temperature più rigide, non ghiaccia mai totalmente, salvaguardando una fauna ittica abbastanza variegata, mentre d’estate è luogo di ritrovo preferito di oltre 40 specie d’uccelli diversi; tutt’intorno sono stati allestiti dei sentieri e delle stradine, ideali per passeggiate e per il jogging, anche se spesso anatre e cigni possono sbarrare la strada esigendo del cibo!

Proseguendo lungo questa grande arteria metropolitana, troviamo la graziosa Frikirkjan, una chiesa luterana dalle pareti bianchissime e Frikirkjanun bel tetto verde, costruita al fianco della Listasafn Islands, ossia la sede della Galleria Nazionale d’arte Moderna, ricavata dalla ristrutturazione di un ex-fabbrica per la produzione del ghiaccio: dispone di una mostra permanente di oltre 5000 dipinti e 200 sculture, opere quasi interamente di artisti autoctoni degli ultimi due secoli; poco oltre, si attraversa un bel giardino sul quale si affacciano alcune tra le più belle casette della capitale, dipinte con colori vividi e sgargianti.

Non lontano da qui è il Þjóðminjasafn Íslands, il Museo Nazionale, riaperto nel 2004 dopo intensi lavori di ammodernamento che l’hanno portato ad una complessiva superficie espositiva di quasi 2000mq: al suo interno possiamo trovare alcuni tra i più importanti reperti archeologici della Nazione, esposti in maniera sapiente con esaustive spiegazioni; viene ripercorsa, sui due piani dedicati, la storia di questa sperduta parte di mondo, a partire dagli albori (i primissimi insediamenti di cui si abbia conoscenza), passando dalle popolazioni vichinghe divise in tribù, Þjóðminjasafn Íslandsfino ad arrivare alle dominazioni norvegese prima e danese poi, concludendo con la nuova indipendenza conquistata non moltissimi decenni orsono. Spiccano oggetti d’arte sacra, spesso intarsiati in maniera esemplare nel legno, e utensili d’uso comune vengono messi in risalto per stupire il visitatore, lasciando spazio per immaginare una vita difficile, spesso resa quasi impossibile dal freddo glaciale e dalle frequenti eruzioni vulcaniche.

Ritornando verso il centro cittadino tranquillamente passeggiando lungo l’altra sponda del Tjörnin (Sudhurgata), guadagnerete ben presto la Dómkirkjan situato in uno dei lati della deliziosaDómkirkjan Austurvöllur, la piazza più antica della città, situata proprio nel centro del primissimo nucleo di abitazioni costruite da Ingólfur Arnarsson; la cattedrale luterana, progettata da Andreas Kirkerup, fu edificata dopo che re Cristiano VII di Danimarca (nel 1785) ebbe deciso di spostare la sede episcopale da Skàlholt: troppo piccola per ospitare tutti i fedeli della zona, fu Dómkirkjansuccessivamente rimaneggiata ed ampliata, e il definitivo layout si ebbe solo nel 1848, come ci ricorda la scritta sopra il suo ingresso. Guardandosi intorno invece si potrà ammirare, oltre alle graziose aiuole di fiori e il giardino ben curato, uno dei ritrovi prediletti dei giovani amanti della movida di Reykjavik, anche l’Alþingishúsið (Parlamento), in pietra scurissima, molto austero, che quasi intimorisce il turista con la sua cupa mole.

Attraversando poi il piacevole centro, molto animato, arriverete alla Vesturgata, via che vi accompagnerà in breve tempo al portoReykjavìk vecchio, vera e propria perla della capitale: qui potrete vedere grandissime navi da crociera accanto a piccolissimi pescherecci, motoscafi “parcheggiati” di fianco a imponenti incrociatori militari…per non parlare dei deliziosi  negozietti di souvenir, allestiti in quelli che erano i container in cui si stoccava il pesce! Da non perdere anche la cena in uno dei romantici ristorantini dove, si Reykjavìkdice, venga servita la miglior carne di balena dell’intera islanda! Da qui, se interessati, potrete anche effettuare un’escursione in mare aperto per l’avvistamento delle pulcinelle di mare, i variopinti uccelli simbolo della Nazione, o delle balene: sembra però che il luogo prediletto dai grandissimi cetacei resti Husavìk, nel nord del Paese, ma se siete qui solo per pochi giorni, potrete anche tentare l’avventura.

Di certo Reykjavik offre moltissime altre possibilità di divertimento ed opportunità di visite culturali, ma crediamo di essere riusciti aReykjavìk darvi almeno un’infarinatura generale su ciò che vale la pena di vedere: non sottovalutate questa bella città, che ammalia il turista col suo fascino discreto e silenzioso, con la sua tranquillità e coi suoi spazi verdi e gli edifici colorati: dietro all’aspetto freddo e glaciale, scoprirete un anima calda e accogliente, che saprà sicuramente stupirvi.

 

Links utili:

http://www.hotelfron.is/ una soluzione ottima dal punto di vista rapporto qualità/prezzo: camere ottime e spaziose in un hotel in posizione centrale, proprio sulla Laugavegur

http://caruso.is/ un delizioso ristorante in posizione centrale (Laugavegur), dove gustare alcune tra le più saporite specialità culinarie islandesi

http://www.bluelagoon.com/ i bagni termali più romantici e famosi del mondo meritano senz’altro una visita: a circa 50 minuti da Reykjavìk, sapranno soggiogarvi col loro magico fascino e rilassarvi oltre misura!

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