Penisola di Snæfellsnes

 

Questa lunga lingua di terra che si stacca dal corpo occidentale dell’Islanda, è spesso snobbata dai visitatori, che preferiscono “tagliarla via” e proseguire nel loro tour: nulla di più sbagliato, perchè la penisola di Snæfellsnes ha veramente moltissimo da offrire.

Arrivando dai fiordi dell’ovest, troverete la SS54 sulla destra e la dovrete prontamente imboccare; inizierete così un viaggio attraverso uno dei paesaggi più incontaminati e selvaggi dell’isola, 100 km circa di pura natura, disseminata qua e là di piccolissimi e pittoreschi centri abitati, dove potrete assaporare anche specialità gastronomiche di tutto rispetto!

incontrerete, lungo la prima parte dello sterrato, la zona costiera di Skógarströnd, disseminata di centinaia di isolette (l’arcipelago SkógarströndBrokey), che conferisce al già bellissimo fiordo di Breiðafjörður un aspetto ancor più magico e speciale; se vorrete e avrete tempo, potete anche fermarvi e fare quattro passi per i campi, godendo d’un panorama veramente superlativo, che regala scorci affascinanti, come chiesette sperdute in mezzo al nulla, fattorie con cavalli che corrono con le loro foltissime criniere accarezzate dal vento…Insomma, veramente da provare.

Poco oltre, dopo aver costeggiato il minuscolo ma superbo Álftafjörður, sarete ormai in procinto di guadagnare la graziosaStykkishòlmur Stykkishólmur, un borgo di pescatori, noto anche per il suo servizio traghetti che la collega a Flatey (un’isola nel bel mezzo del Breiðafjörður) e ai fiordi occidentali (da dove siete giunti, o dove invece, al contrario, vi dovete ancora recare); posta su un promontorio, vanta un porto di tutto rispetto, che si può ammirare in maniera privilegiata dal piccolo sperone roccioso ove è anche Stykkishòlmurposto il coloratissimo faro: lasciate la vostra autovettura nel parcheggio dell’area portuale (dopo averlo oltrepassato servendovi della passerella posta alla sua estrema destra), proprio sotto alle meravigliose colonne basaltiche (e solo queste meritano minuti di contemplazione), e incamminatevi lungo il facile sentierino in salita che, con l’ausilio di scalette in legno, vi conduce sulla sommità della collinetta. Che spettacolo! Se sarete fortunati e il sole vi aiuterà, il colpo d’occhio da qui, sia su Stykkishólmur e che sulla baia, saràStykkishòlmur decisamente mozzafiato, degno di essere immortalato con decine di fotografie. Poco distante invece, abbiamo Helgafell, il colle sacro (73 m): qui si riunì il primo parlamento islandese ma, dopo che il sito fu contaminato da alcuni suoi membri, venne spostato nel parco nazionale di Þingvellir (in zona Gullfoss e Geysir), scatenando una lunga e sanguinosa lotta; il luogo è ricordato anche per Guðrun Osvifsdóttir, eroina nazionale, che vi trascorse la sua vecchiaia dopo una vita costellata di avventure.

Proseguendo nella vista, raggiungerete Grundarfjörður (dopo aver attraversato una zona altamente spettacolare dal punto di vista Grundarfjörðurpaesaggistico), un altro villaggio di pescatori, adagiato soavemente all’interno dell’omonimo fiordo; noterete immediatamente Kirkjufell (463 m), definita la “montagna più bella d’Islanda” per la sua affascinante forma spigolosa: un privilegiato punto di vista l’avrete al “belvedere” situato poco dopo la fine dell’abitato, dove anche un cartello ci spiega che i danesi, primi a europei continentaliKirkjufell a raggiungere questo luogo, la appellarono “cappello di zucchero”. La parte inferiore del monte contiene milioni di fossili, reperto della sua genesi avvenuta all’epoca delle glaciazioni, mentre il conoide superiore è più giovane, e data poco meno di un milione di anni: molti arrampicatori si sono cimentati nella sua scalata, ma pochi ce l’hanno fatta, dal momento che è estremamente difficile Kirkjufellsfossriuscire a trovare appigli in un terreno che cambia rapidamente durezza, passando da una friabilità elevata ad impenetrabilità decisa. Poco lontano abbiamo invece Kirkjufellsfoss, una graziosa cascata dalla lucente immagine: qui il fiume si getta nel laghetto sottostante in tre diversi punti, compiendo un modesto salto di circa 5 metri; una sosta sarà senz’altro cosa gradita, dal momento che nelle belle giornate di sole offre riverberi e riflessi interessantissimi per i fotografi (non è da trascurare il panorama offerto dal lato sinistro, che offre un’interessante prospettiva con il monte Kirkjufell).

Successivamente, si incontrano i borghi di Ólafsvík, Rif ed Hellissandur (col museo Sjomannagardur) prevalentemente deditiSpiaggia di Skarðsvík alla pesca e derivati; continuando si giungerà alla bellissima spiaggia di Skarðsvík, una piccola caletta di sabbia dorata, incastonata come una perla tra le nere rocce laviche circostanti: qui, negli anni ‘60 del secolo scorso, venne scoperta l’eccezionale tomba di un vichingo, sepolto assieme ad alcuni oggetti di sua proprietà, che  fu poi traslata nel museo nazionale di Reykjavik.

Seguendo sempre la SS574, non potrete perdervi la cupissima spiaggia di Djúpalónssandur: lasciata la vostra autovettura al parcheggio, scenderete a piedi lungo lo stretto e ripido (ma corto) Spiaggia di Djúpalónssandursentierino che vi farà guadagnare il mare; alla vostra sinistra, maestosi si ergono i fotogenici faraglioni, dove si frangono le potenti onde dell’oceano, mentre non lontano si possono trovare i quattro famosi “massi”, di peso e stazza crescenti, che gli equipaggi dei pescherecci utilizzavano per “testare” se i giovanotti fossero o meno in grado di sostenere la dura vita da marinai: il minimo da sollevare era 54kg, soglia al di sotto della quale non si era ritenuti degni di salpare.

E così abbiamo girato tutt’intorno al grandioso Snæfellsjökull, il grandioso vulcano che da il nome a tutta la penisola e noto perÁlftafjörður essere stato utilizzato da Jules Verne come porta per gli esploratori di “Viaggio al centro della terra”: di certo è una montagna molto affascinante e misteriosa, spesso avvolta da fosche nubi che non fanno altro che aumentarne la magia, e forse per questo da alcuni esoteristi è considerato uno dei punti energetici del globo. Per raggiungerlo ci sono diverse vie, ma ai turisti in transito è Penisola di Snæfelsnesssconsigliato cercare di guadagnarne la vetta: come minimo vi aspetterebbero cinque ore di cammino, attrezzati per sopportare le condizioni climatiche più impervie (ricordiamo che qui il tempo cambia rapidissimamente), e dovreste anche prepararvi a passare forse una notte all’addiaccio…forse meglio ripiegare su percorsi più semplici, che comunque vi regaleranno scorci impagabili!

Quindi, dopo aver visto tutte queste meraviglie, non vi resterà che tornare verso la capitale Reykjavik, nel caso il vostro viaggio stiaEiríksstaðir volgendo al termine oppure, se siete appena partiti, sarà stata una delle prime magnifiche mete prima di esplorare il resto; a questo proposito, dal momento che sarete diretti verso nord, non perdetevi Eiríksstaðir, dopo dopo la junction tra la SS54 e la SS59, sulla SS586: si tratta della fattoria di Erik il Rosso, lo scopritore della Groenlandia (padre di quel Leifur Eirìksson che per primo mise Eiríksstaðirpiede in America), situata in posizione privilegiata sul fiume Haukadalsà; ahimè poco è visibile dell’edificio originale, ma si può vedere la maestosa ricostruzione, effettuata solo con materiale d’epoca, e in alta stagione si potrà addirittura assistere a manifestazioni di guide in abiti tradizionali che mostrano ai visitatori come fosse la vita nell’epoca vichinga.

 

Links utili:

http://www.narfeyrarstofa.is/ (solo in islandese) il ristorante migliore di Stykkishòlmur: qui potrete gustare sicuramente i migliori hamburger dell’isola e una zuppa di pesce da sogno, il tutto in un ambiente molto grazioso. Da provare assolutamente!

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