Geysir

 

Tra le attrazioni più famose d’Islanda, forse la più fotografata in assoluto, c’è questa meraviglia naturale che si trova in pochissime altre parti della terra: stiamo parlando naturalmente di Geysir, di fronte alla cui maestosità e potenza non potrete fare altro che rimanere estasiati.

Lasciata la vostra autovettura al parcheggio gratuito del Visitor GeysirCenter lungo la SS35, vi avventurerete a piedi lungo il bel sentierino che vi condurrà in poco più di 200 metri alla meta; prima però, alla vostra sinistra, incontrerete il Litli Geysir (cioè “piccolo”), così appellato perchè minuscolo, che si fa notare con un costante ribollio e con micro-spruzzi: davvero grazioso!

Ma la vostra attenzione sarà a questo punto già stata catalizzataStrokkur da Strukkur, ossia il magnifico spettacolo che poco oltre starà già dando il meglio di sè: ad intervalli irregolari (da trenta secondi a 5/6 minuti) colonne d’acqua vaporizzata si alzano fino a raggiungere la ragguardevole altezza di 40 metri, lasciando ogni volta il visitatore di stucco! Potrete avvicinarvi sino al bordo della pozza, recintata, ed attendere il momento propizio in cui il gorgoglio si trasforma in mulinello e si alza come un soffio verso il cielo: non state proprio sottovento, rischiereste di bagnarvi!

Quest’area nella valle di Haukadalur, sotto il monte Bjarnarfell (a circa 100km da Reykjavik), denominata appunto Geysir, che in islandese significa “scaturire, sgorgare, correre fuori”, ha dato il Geysirnome a tutti i fenomeni geotermici simili nel mondo, tra cui quello nel bel parco americano di Yellowstone, ed è menzionata nelle cronache locali sin dal lontano 1294: in quel tempo però, a dare spettacolo era il “Grande Geysir”, che eruttava sino a 80/90 metri con una potenza davvero incredibile, stimolato dai frequenti eventi tellurici nelle valli circostanti (ricordiamo che ci troviamo nella zona del vulcano Hekla, tra i più solertiGeysir dell’intera isola); ahimè, nei primi anni del XX secolo però ha gradualmente perso la sua impetuosità, fino a “spegnersi” nel 1935, anche a causa dei sassi buttati dai visitatori nell’intento di sollecitarlo. Era anche frequente, da parte degli operatori turistici, gettare del sapone all’interno del condotto, cosa che sembrava provocarne l’attività: tale pratica lo ha invece irrimediabilmente danneggiato, ed è stata quindi proibita, ma ormai era già troppo tardi. GeysirPareva essere tornato in vita nel 2000, quando una serie di terremoti parecchio intensi sembrava aver rimosso l’”ingorgo”: per due giorni si alzarono colonne di vapore di ben 122 metri, che gli fecero guadagnare la palma di più alte mai registrate al mondo! Purtroppo però lo stato di grazia durò assai poco e nuovamente il “Grande Geyser” tornò a dormire, per ridestarsi ogni tanto qualche giorno a settimana, ma non raggiungendo assolutamente più tali vertiginosi livelli.

Dopo essere stati al cospetto di Strokkur (non abbiate fretta! indugiate, sarà bellissimo assistere a più eruzioni), potete dirigerviBlesi verso Blesi, ossia due pozze d’acqua gemelle poco sopra: non scordatevi di camminare sulle passerelle, qui il terreno è caldissimo! I due specchi d’acqua, di forma simile, hanno colori diversi e splendono di sfumature di turchese e blu, ma guai ad immergervi le dita! Di certo il fumo che emanano non invoglia, ma se anche vi venisse la tentazione, non fatelo: sono bollenti; avrebbero potuto pure Blesiessere geysir, ma probabilmente il diametro del loro condotto non era sufficientemente stretto o profondo: la formazione infatti di questi spettacoli naturali è estremamente rara, devono ricorrere particolarissime condizioni ambientali, tra cui un’abbondante rifornimento di liquidi, una struttura idraulica ad hoc e una camera magmatica che riscaldi il tutto nella maniera corretta…se anche uno di questi elementi non è presente nella misura giusta, si avranno semplici fumarole o sorgenti calde.

Poco oltre, vedrete il diametro impressionante del “Grande Geysir” e, se sarete particolarmente fortunati, avrete anche la possibilità di assistere ad una delle sue rarissime manifestazioni; se salireteGeysir invece verso l’alto, godrete di un punto di vista privilegiato su Strokkur e potrete fotografare, con un bel teleobiettivo, la sua attività da lontano, cogliendo così, in contrasto con le piccole figure delle persone assiepate, la reale portata della sua potenza. Vi aspettano quindi innumerevoli passeggiate alla scoperta di tutti i fenomeni geotermici della zona: sentieri di qualsiasi tipo di difficoltà vi conducono ovunque; state però attenti a dove mettete i piedi, dal momento che questa è una zona “viva”, e il terreno può essere particolarmente insidioso.

Se avrete la possibilità di recarvi in Islanda, ancorchè stiate Strokkurpochissimi giorni, ritagliatevi il tempo per venire qui, nel cosiddetto Circolo d’Oro (Golden Circle): con meno di due ore di viaggio, poco lontano dalla capitale, scoprirete un luogo che non ha eguali nel globo e che vi affascinerà in maniera estrema, lasciandovi annichiliti di fronte alla varietà di scenari che la natura è in grado di produrre.

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