Abbaye de Jumieges

 

Nei dintorni di Rouen, grande ed importante città della Normandia, c’è una particolare strada lungo il corso della Senna, denominata “delle abbazie” in quanto, seguendola, è possibile incontrarne diverse: oggi vogliamo condurvi all’Abbaye de Jumieges.

Di origini veramente antiche (si parla del 654 per mano di San Filiberto), conobbe alterne fortune, spesso coincidenti con le invasioni vichinghe; fu però nel 1037 che si ebbe una definitiva ri-Abbaye de Jumiegesfondazione, sostenuta dai duchi di Normandia, ad opera di Robert Champart, un famoso ecclesiastico del tempo, che divenne in seguito addirittura arcivescovo di Canterbury; consacrata solennemente nel 1067 dal beato Maurille (cardinale di Rouen), ed adottata la regola benedettina, fu istituita una scuola alla quale vennero iscritti alcuni tra i membri delle famiglie nobili più in vista dell’epoca e la sua influenza si estese anche oltre i confini del ducato, nel resto della Francia.

Nel 1562 fu saccheggiata e devastata dai protestanti e, col passare dei secoli, progressivamente abbandonata, fino alla suaAbbaye de Jumieges definitiva soppressione nel 1789 con l’avvento della Rivoluzione; nessuno si curò più di lei e pian piano il degrado prese il sopravvento: addirittura alcune delle sue pietre furono prelevate dagli abitanti della zona per costruire le proprie case!
Per fortuna, nel 1946, dopo la Seconda Guerra Mondiale, lo Stato decise di acquistarla per tutelarne i resti: sempre sotto controllo per evitare crolli, oggi si presenta al turista nella sua maestosa grandezza, arricchita anche di un bel parco che rende la visita ancor più gradevole.

Ma allora iniziamolo finalmente questo tour all’abbaye de Jumieges!
Una deviazione di 3 km dalla cittadina di Yainville, vi condurrà in Abbaye de Jumiegesbrevissimo tempo all’ingresso delle rovine (potrete lasciare la vostra autovettura nel grosso parcheggio antistante gratuito), alle quali accederete transitando attraverso la “portineria” trecentesca, inglobata da una costruzione del 1860 (dove potrete acquistare anche il vostro ticket): sarete poi subito al cospetto di una che fu tra i più grandi edifici religiosi normanni!

E tale magnificenza si avverte immediatamente: la prima cosa che vi attrarrà sarà, sulla sinistra, la chiesa di Notre Dame, la cui facciata romanica, estremamente semplice, è arricchita da dueAbbaye de Jumieges altissime torri quadrangolari, schema architettonico di derivazione carolingia; addentrandovi, noterete l’ariosa navata, il cui soffitto è sparito, lasciando al suo posto il blu del cielo (se sarete fortunati, perchè qui il cattivo tempo è tristemente una routine). Nel transetto invece osserverete la sovrapposizione di due stili differenti: il già citato romanico e il gotico, che ritroviamo anche nel coro (datato 1278), in cui sopravvive solo una delle sette cappellette radiali originarie (in una di queste era stato sepolto il cuore di Agnes Sorel, favorita di re Carlo VII).

Abbiamo poi i resti della chiesa di Saint Pierre, che era all’interno Abbaye de Jumiegesdella clausura, ossia lo spazio strettamente riservato ai monaci, e dove attualmente ammiriamo ciò che resta di più antico dell’abbazia; molto sbiadito, c’è anche un ritratto di una figura maschile a mezzobusto, rarissimo esempio di pittura carolingia: è tutto ciò che rimane della primitiva costruzione del VII secolo.
Da qui si accede al chiostro e al refettorio (in realtà si deve lavorare molto di immaginazione poichè parecchio è andato perduto); l’antica foresteria (la parte contenente le celle dei monaci e leAbbaye de Jumieges stanze per gli ospiti illustri), trasformata in dispensa, presentava nel Seicento un piano adibito a biblioteca, mentre oggi ahimè è impossibile, per il turista, individuarne la destinazione.
Completano il complesso la Sala Capitolare e la Sacrestia delle Reliquie (senza dimenticare la “residenza dell’abate”), per la cui ubicazione sarà senz’altro più agevole consultare la pianta posta all’ingresso (riportata comunque nella brochure esplicativa fornita insieme al biglietto).

Vale senz’altro la pena recarsi all’Abbaye de Jumieges, definita nel XIX secolo “il più bel rudere di Francia”: qui si respira un’aria davvero arcaica e solenne, dettata da una storia lunga quasi 1500 anni che non vi potrà lasciare indifferenti, ma che invece produrrà senz’altro un indelebile ricordo.

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