Chateau d’Angers

 

L’aspetto dello Chateau d’Angers è molto diverso da quello degli altri castelli della Loira, così finemente e gentilmente decorati ed arredati: così solenne e austero, colpisce immediatamente con le sue spesse torri cilindriche che ci fanno immediatamente capire che ci troviamo di fronte ad una vera e propria fortezza.

Esisteva una costruzione nel IX secolo voluta dal feroce conteChateau d'Angers d’Angiò Folques Nerra (che già abbiamo incontrato altrove) per contrastare le invasione normanne, che però fu eliminata per ordine della reggente (del figlio minorenne, il principe Luigi IX il Santo) Bianca di Castiglia che, tra il 1228 e il 1240, fece erigere il fortilizio che attualmente vediamo; fu successivamente ampliato da Renato I d’Angiò re di Napoli, che aggiunse alcuni elementi architettonici di grande pregio, commissionando anche alcune opere che rimangono tutt’oggi qui conservate.

Amato da Caterina De Medici, fu invece inviso a re Enrico III che ne Chateau d'Angersordinò la demolizione: morì a lavori già iniziati, e il suo successore Enrico IV interruppe tale scempio, favorendone la riabilitazione con la cerimonia del fidanzamento ufficiale di Cesare di Vendome, suo quarto figlio illegittimo, con la ricchissima ereditiera Francesca di Lorena.

La vita del maniero continuò nei secoli senza grossi sconvolgimenti: l’unico problema fu durante la Seconda Guerra Mondiale, quandoChateau d'Angers scoppiarono, al suo interno, alcune munizioni ivi stoccate dall’esercito nazista; successivamente sistemato, ospita oggi una delle più importanti ed illustri collezioni di arazzi medievali del mondo, tra cui la magnifica “Apocalypse Tapestry”, originariamente composta da 98 scene (ne rimangono 75), opera di Nicolas Bataille su commissione di Luigi I (1373) e basata sui dipinti Chateau d'Angersdel pittore Hennequin de Bruges, raffiguranti immagini del Libro dell’Apocalisse di San Giovanni Apostolo: scomparsa nel 1782, la preziosissima tela fu rinvenuta nel 1848 dal canonico Joubert che ne curò il restauro. Purtroppo, a causa delle pessime condizioni in cui era stata conservata, si dovettero ahimè eliminare le didascalie esplicative.

Lasciata la vostra autovettura in uno dei parcheggi a pagamentoChateau d'Angers poco distanti dal castello (ci sono delle aree abbastanza grandi proprio ai suoi piedi), dirigetevi in salita (senza alcuna fatica, non temete!) verso il suo ingresso, dove noterete immediatamente il bel ponte levatoio: circondato da un enorme fossato asciutto, nel quale sono state sistemate delle graziose e coloratissime aiuole geometriche, sarete senz’altro subito colpiti dalle possenti mura, dalle sue affascinanti  17 torri e dai suoi imperiosi bastioni!

Non lasciatevi intimorire ed entrate prontamente all’interno; dopo aver Chateau d'Angersacquistato il ticket, vi troverete subito nella corte ad ammirare il ben curato giardino all’italiana, e potrete decidere autonomamente dove recarvi e che rotta seguire; è stato pensato però un giro ideale, numerato in maniera progressiva, in modo tale da aiutare il turista alla scoperta di un così grande spazio: viene gratuitamente fornita una brochurecon spiegazioni nella lingua preferita, mentre per l’audioguida dovrete pagare un sovrapprezzo.

Dal cortile proseguite verso il complesso signorile attraversando loChatelet Chatelet, splendida costruzione del XV secolo voluta da Renato I: con le sue slanciate torrette angolari, costituisce il portico d’ingresso alla volta della residenza reale, completata verso la metà del Quattrocento, che è però attualmente in restauro a causa di un brutto incendio avvenuto nel 2009; da qui si può visitare anche la cappella, fatta edificare verso il 1410 da Iolanda d’Aragona e composta da un’unica navata, con deliziose volte in stile angioino e ariose proporzioni.

Continuando il giro, si sale in cima alla Torre del Mulino, alta ben 40 Panorama sul fiume Mainemetri, e dalla quale si gode di un belvedere sulla città e sul fiume Maine: da qui si prosegue lungo le mura perimetrali dello Chateau passeggiando lungo il panoramico camminamento di ronda (lungo più di 1 km!), risistemato nel XVI secolo dopo il suo livellamento voluto da Enrico III (di cui abbiamo accennato poco sopra, in cui vennero eliminati i tetti conici) ci si imbatte nelle “piantagioni”, in cui sono coltivate vigne, piante medicinali ed erbe aromatiche.

Proseguendo, si arriva sino alla “Porta dei Campi”, che era originariamente l’ingresso della fortezza: vanta due importanti torriPorta dei Campi e un elaborato sistema di saracinesche e caditoie, utilissime in caso di assedio per impedire il passaggio al nemico; all’interno della costruzione, sono allestite delle mostre che raccontano l’evoluzione dell’area nei secoli. Camminando ancora, si giunge all’edificio (datato 1954) nato per ospitare gli Arazzi dell’Apocalisse, che si possono visitare senz’alcun sovrapprezzo: da qui è poi possibile vedere anche le vestigia archeologiche, che svelano un’abitazione umana sin dal periodo Neolitico.

Siamo certi che la visita allo Chateau d’Angers non vi deluderà Chateau d'Angersaffatto e anzi, una volta terminata, uscirete soddisfatti! Da qui poi sarà d’obbligo anche fare due passi nella bella cittadina, entrare magari nella sua bella Cathedrale de St. Maurice, passeggiare nelle stradine in cui si amalgamano il moderno e l’antico, con le belle case a graticcio che si alternano a nuovi edifici in vetro (per gli amanti, Angers ospita anche il museo del Cointreau, il famoso liquore al profumo d’arancia, che proprio qui viene prodotto).

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