Quimper

 

La deliziosa cittadina di Quimper, classificata come “città storica”, ha molto da offrire al turista che si accinge a visitarla, sebbene il suo nome non sia tra quelli che attirano folle numerose: ci accorgeremo ora di come sia sbagliato non prevedere d’inserirla nel proprio piano di viaggio!

Fondata dai Galli alla confluenza (kemper, come il suo nome Quimperbretone) dei due fiumi Steir e Odet in tempi antichi e, nel I secolo a.C., conquistata dai Romani che la ribattezzarono Aquilonia, servì da porto mercantile sino alla caduta dell’Impero (giungevano infatti fin qui barche e barconi).
Ben più poetica e turbolenta è però la tradizione, che vuole Quimper edificata da Re Gradlon, sfuggito alla distruzione della magnifica città di Ys, sommersa dall’oceano per colpa di sua figlia (che, secondo la leggenda, gettata in fondo agli abissi, si trasformò in sirena e risiede ancoraQuimper oggi nel tumultuoso tratto di mare vicino a Pointe du Raz, insidiando i naviganti col suo melodioso canto); una volta arrivato, invitò l’eremita Corentin, religioso di grandissima fama e rispetto, a fondare qui una chiesa, che ancora oggi porta il suo nome (in realtà le versioni di questi “fatti” sono molteplici, ci siamo limitati a raccontarne solo una).

Divenuta la capitale della Cornovaglia (una delle più tipiche e Quimpertradizionali regioni della Bretagna), fu annessa al Ducato nel XIII secolo e ne seguì le sorti, divenendo poi parte del Regno di Francia; con l’avvento della Repubblica e della successiva urbanizzazione, subì molti cambiamenti, principalmente dovuti al collegamento ferroviario, che spostò l’asse commerciale del villaggio da Locmaria (il quartiere che per primo vide la luce) e dal centro storico, ai dintorni della stazione, ormai divenuta il fulcro della vita di Quimper.

La cosa più bella che si può fare nell’antica Kemper è recarsi nella centralissima Place Laennec (restaurata nel 1998, data in cui èCathedrale St. Corentin stato rivenuto, al di sotto, un cimitero del XII secolo molto ben conservato) e partire alla scoperta di quanto questa quasi sconosciuta realtà ci possa offrire: immediatamente, saremo soggiogati dalla bellezza della cattedrale gotica di St. Corentin, iniziata nel 1239 e definitivamente terminata durante il regno di Napoleone III; due alte torri squadrate (cui sono state aggiunte le guglie solo nel 1856) incorniciano la facciata riccamente decorata e intarsiata in stile inglese; all’interno invece ci accorgiamo immediatamente che l’abside è spostato verso Cathedrale St. Corentinsinistra: questa particolarità è dovuta al fatto che, nella costruzione del coro, si è voluta includere un’antica cappelletta romanica contenente la tomba di Alain Canhiart (che respinse i normanni nel 913), mentre la navata è stata edificata perfettamente sopra ad una vecchia chiesa del XI secolo.
Accanto, nel palazzo vescovile (che vanta un notevole chiostro), ha sede il Musee Departemental Breton, dedicato all’antropologia culturale con un’importante collezione di arte popolare e documenta 3000 anni di storia autoctona.

E dalla basilica possiamo imboccare rue Kereon (strada dei calzolai), dove troviamo alcune tra le più pittoresche case a graticcio eQuimper anche particolari dimore dai piani sporgenti: è interessante notare come alcuni dei nomi delle vie rappresentino gli antichi mestieri che vi venivano ivi svolti (per esempio rue des Boucheriers - via dei macellai -); continuando su questa arteria principale, arriviamo a Place Medard e, tramite rue de la Herse (attraversando il graziosissimo ponte sul fiume Steir, una volta confine con le terre del Duca di Bretagna), a Place Terre au Ducs dove un tempo veniva esercitato il potere da parte del signore: vedremo degli scorci davvero magici e impossibili da Quimpernon fotografare.
Da qui, possiamo spingerci in rue Astor e guadagnare il bel mercato coperto (Les Halles), sempre aperto tranne la domenica, che esercita un ruolo di primo piano per gli abitanti, in quanto vengono venduti carne, pesce e frutta tra i migliori forse di tutta la regione; infine, dopo un bel giretto, torneremo in Place St. Corentin, dove ci attende il Musee des Beaux Artes.

E quindi…se vi sembrava un perdita di tempo fermarsi mezza giornata a Quimper, speriamo di avervi fatto cambiare idea! Qui potrete assaporare la vera essenza di un’autentica e antichissima città bretone.

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