Chateau de Josselin

 

Se siete in viaggio attraverso la Bretagna, splendida regione nel nord-ovest della Francia, una tappa obbligata sarà senz’altro la cittadina di Josselin che, con le sue bellissime casette a graticcio e le viuzze strette, v’invoglierà alla visita: scoprirete allora la vera meraviglia di questo borgo, il suo splendido castello medievale.

Adagiato su di uno sperone roccioso a picco sul fiume Oust, vistoChateau de Josselin dalle sue rive pare una roccaforte maestosa, austera e rigida: le aguzze torrette sembrano ammonirci, facendo tornare la nostra mente ad un passato fatto di intrighi e misteri…se poi capiterete qui in una grigia giornata (non così rare), la sua solennità parrà quasi sopraffarvi! Ma non indugiate: l’antico maniero non vede l’ora di mostrarvi i suoi oscuri segreti.

Parcheggiare a Josselin non è facilissimo, soprattutto nei mesi estivi Josselinpiù affollati (in agosto non troverete un buco), mentre agevolmente si potrà sostare negli altri periodi, anche sotto le mura dello chateau, a ridosso degli argini; se proprio non scovaste nulla, sappiate che potrete lasciare la vostra auto negli spazi gratuiti molto ben segnalati all’ingresso del borgo: non sono vicinissimi al centro, è vero (anche se stiamo parlando un un villaggio assai piccino), ma passeggiare lungo le belle strade, ripagherà senz’altro del “sacrificio” compiuto!

Dopo aver camminato per assaporare l’atmosfera incredibilmente medievale del luogo ed ammirato le graziose dimore, dopo aver fatto anche magari una capatina alla splendida Basilique NotreJosselin Dame du Roncier (che la leggenda vuole essere stata costruita su dei rovi, come indicato dalla Madonna stessa, lì apparsa sotto forma di statua miracolosa) arriverete all’ingresso del castello; dopo aver acquistato il ticket (che può, facoltativamente, oltre alla visita guidata, comprendere anche il “museo delle bambole” allestito nelle scuderie), potrete accedere al Chateau de Josselinbel cortile, dove la fortezza esibisce un lato sconosciuto finora: al posto delle scoscese e lisce mura, vedrete finestre e abbaini in stile gotico fiammeggiante, con ricche decorazioni e ricorrenti statuette d’ermellino (l’emblema di Anna di Bretagna, che divenne regina di Francia sposando Carlo VIII prima, e Luigi XII poi); un tradizionale pozzo fa bella mostra di se in mezzo al giardino.
E’ possibile esplorare in lungo e in largo tutto lo spazio disponibile, spingendosi anche alle estremità del terrazzamento per assaporare il maniero da ogni punto di vista: da qui il panorama sul paesaggio circostante è davvero splendida.

Ad orari prestabiliti (segnalati al box office) poi, inizierà il tour guidato negli ambienti interniChateau de Josselin (ahimè solo del piano terreno); la lingua utilizzata è, logicamente, il francese ma un paio di volte al giorno, in alta stagione, vi è anche una spiegazione in inglese: l’assemblamento di persone nei pressi del portone più a destra significherà che stiamo per entrare! (attenzione però che, in bassa stagione, la roccaforte è aperta soltanto un paio di giorni la settimana, e non ad orario continuato: consultate sempre il sito per evitare brutte sorprese)

La storia dello chateau de Josselin ha origini veramente antiche: nel 1008 Guthenoc, visconte di Porhet, Rohan e Guemenè, decise di Chateau de Josselinedificare qui la propria dimora, per controllare il vasto territorio, ma già nel 1168 Enrico II il Plantageneto, re d’Inghilterra, lo rase al suolo, come vendetta contro i bretoni, che avevano osato opporsi alla sua conquista della regione: fu poi ricostruito da Eudon de Porhet qualche anno dopo.
Passato nel 1370 nelle mani di Olivier de Clisson, quello che fino a tale momento era stato un castellino abbastanza semplice, divenne un vero e proprio fortilizio, con tre grosse torri cilindriche, camminamenti e caditoie, preparate per difendersi da ogni tipo di possibile assalto; fu iniziata anche la residenza del duca, proseguita poi negli anni con Alain IX de Rohan, utilizzando loChateau de Josselin stile gotico fiammeggiante (di cui abbiamo accennato poco sopra) tanto in voga all’epoca, ed ultimata da Jean II con l’aiuto economico pervenutogli da re Carlo VIII (come ringraziamento per il suo aiuto nella lotta per ottenere la mano della duchessa Anna di Bretagna).
Già però nel XVI secolo nessun duca abitò più stabilmente qui e, dopo l’appoggio dato da Henri de Rohan agli ugonotti, il cardinale Rechelieu (appartenente alla vincitrice fazione opposta), nel 1629 Chateau de Josselinne ordinò il saccheggio, con intenzione di punire tutta la famiglia con uno sfregio ad una delle proprietà a loro più care: negli anni successivi fu abbandonato totalmente al suo destino.
Per fortuna, nel 1860, Jules de la Morandiere, uno studente di Viollet-le Duc (un notissimo architetto francese, famoso per i suoi accurati restauri ad edifici medievali), s’innamorò dello stile gotico-fiammeggiante del maniero e decise d’intraprendere dei lavori di sistemazione, regalando nuova linfa a questa dimora ormai fatiscente; ciò permise ai Rohan di tornare e di risiedervi stabilmente: gli ultimi discendenti infatti abitano qui.

Dicevamo poc’anzi che la visita degli interni è effettuata solo nelle stanze del piano terreno; appena entrati, ci troveremo nella “salaChateau de Josselin da pranzo”, uno stanzone di 16×9 metri davvero magnifico, decorato e rimodellato nel 1880: notiamo una splendida statua equestre di Olivier de Clisson, datata 1892 e scolpita da Emmanuelle Fremiet e interessanti ceramiche italiane del XV secolo.
Proseguendo la visita, vedremo l’”anticamera”, la cui peculiarità sono gli innumerevoli ritratti di famiglia (il più importante è quello di Chateau de JosselinHenri de Rohan, alla sinistra della finestra, uno dei capi della fazione calvinista, cui si deve la distruzione dello chateau ad opera di Rechelieu); abbiamo poi il “salotto”, dove fa bella mostra di se un superbo camino settecentesco e dove si fa anche notare un bellissimo orologio (dono di re Luigi XV alla famiglia) che segna l’ora, il giorno, il mese, la temperatura, i segni zodiacali e le fasi del ciclo lunare!
Si finisce con la “libreria”, contenente oltre 3000 volumi, datati tra il XVII e il XX secolo; un altro bel camino ci accoglie, molto simile a quello dell’ambiente precedente: prima di uscire nuovamenteChateau de Josselin all’aperto, attraverseremo un’ulteriore “anticamera”, con due bellissimi ritratti ottocenteschi di Marguerite de Rohan e di suo marito Herni Chabot (essendo una dimora privata, le fotografie non sono consentite).
Il tour dura circa 45 minuti e le spiegazioni sono molto ben dettagliate: il personale, gentile e preparato, saprà soddisfare ogni vostra possibile domanda o curiosità; se avrete acquistato il ticket, non vi resterà ora che  dirigervi verso il “Museo delle bambole”, per completare degnamente ciò che avete iniziato!

Noi vi consigliamo di indugiare un po’ tutt’intorno anche nel bel villaggio di Josselin: nella piazza principale ci sono molti esercizi con Chateau de Josselintavolini all’aperto che consentono di sorseggiare un the o una birra in un contesto davvero straordinario. Non perdetevi assolutamente la vista della roccaforte dal fiume Oust; una volta arrivati sulla strada che ne costeggia i bastioni (Rue de Canal), voltate a destra e camminate per un pochino e poi voltatevi: il panorama che si gode sul solenne castello sarà davvero incomparabile.

 

Links utili:

http://www.chateaujosselin.fr/ il sito ufficiale dello chateau de Josselin, dove reperire tutte le informazioni sugli orari e i giorni d’apertura per un’attenta pianificazione della vostra visita

http://www.gites-de-france56.com/ un suggerimento per il vostro pernottamento nei pressi di Josselin (ci troviamo a La Croix-Hellean, 3 km): siamo al b&b Les Hortensias, dove la proprietaria vi accoglierà in maniera simpatica e cordiale

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