Vitrè

 

Non c’è nulla di meglio che camminare per le viuzze di Vitrè per assaporare come doveva essere un bel villaggio medievale…ci troviamo oggi in Bretagna, in una delle cittadelle poste al confine delle Marche (molto vicina ai Pays de la Loire), ricolma di storia da raccontare e di bellezze da mostrare.

Lasciata la vostra autovettura in uno dei molti parcheggi (anche Vitrègratuiti, leggete bene i cartelli!) in prossimità della piazza principale (tra l’Ufficio del Turismo e l’Auberge du Chateau), sarete pronti per avventurarvi tra le strette stradine che compongono il bel centro storico del borgo, tra i meglio conservati della regione; noterete splendide case a graticcio con tetti in ardesia, che testimoniamo la ricchezza delle famiglie che qui vivevano: dal XV al XVII secolo infatti, Vitrè fu tra i maggiori produttori di tele di lino, esportate perfino in India e America Latina, con grande soddisfazione dellaVitrè popolazione, che era tra la più benestante forse di tutta la Francia.
A quest’ottica di grande espansione e opulenza, non si sottrae nemmeno l’Eglise Notre Dame (Rue Montafilant), costruita in più fasi tra il 1420 e metà ‘500 in stile gotico fiammeggiante (dove è obbligatorio effettuare un sopralluogo): si conserva una splendida vetrata rinascimentale ed una targa intitolata a Gilles de Rais, compagno d’armi di Giovanna d’Arco (poi condannato a morte per infanticidio).

Camminando col naso all’insù alla ricerca di particolari insegne o Chateau de Vitrèscorci indimenticabili, arriverete quasi senza accorgervene al fiore all’occhiello di questa cittadina: il castello medievale, arroccato su di uno sperone roccioso a guardia dei dintorni; l’imponente fortezza, dal perimetro triangolare, vi lascerà senza fiato, trovandovela dinanzi in maniera inaspettata, appena svoltato l’angolo di una delle quasi buie viettine del centro: le due torri che sovrastano il portone, si stagliano maestose contro il cielo con una leggerezza quasi innaturale, e tutt’intorno possenti torrioni circondano quello cheChateau de Vitrè una volta doveva essere un temibile fossato (oggi asciutto).
Varcata la soglia d’ingresso, ecco che guadagneremo subito il grandissimo cortile (accesso gratuito), dove notiamo immediatamente alla nostra destra il Palazzo del Municipio (1913) che, pur essendo contemporaneo, non stride affatto con la splendida linea gotica; datato XI secolo, lo chateau fu assediato nel corso del 1100 e parzialmente danneggiato: fu successivamente ricostruito ed ampliato in più periodi, acquisendo così sempre maggior importanza, Chateau de Vitrèfino ad ospitare nel XVI secolo (seppur in maniera temporanea, a causa di epidemie di peste nella capitale Rennes) il Parlamento Bretone. Da qui però iniziò la parabola discendente: i baroni (proprietari del maniero) preferirono la più elegante e frivola corte di Versailles alle solenni e severe mura di Vitrè, e pertanto di fatto quasi l’abbandonarono, relegandola a residenza estremamente saltuaria.
Si può esplorare tutto lo spazio a nostra disposizione, soddisfacendo ogni curiosità; è anche possibile una visita all’internoChateau de Vitrè (a pagamento), dove si ammirano preziosi arazzi delle Fiandre e d’Aubusson e alcuni frammenti architettonici provenienti da ricchi palazzi cittadini. Da non perdere, se aperto, è il camminamento di ronda, che consente una bella panoramica sulle campagne circostanti e, nella Tour de l’Oratoire, il trittico composto da 32 smalti di Limoges.

Vitrè non è tra le mete più gettonate dal turista che da qui transita Vitrèalla volta della Bretagna e della Normandia, ma a torto: infatti una passeggiata in questa cittadina secondo noi è d’obbligo e consente d’ammirare un vero gioiellino medievale, dall’aspetto vero e sincero (non palesemente forzato come in altre realtà) in cui il tempo sembra essersi fermato a 500 anni fa.

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