Chateau de Chenonceau

 

Appena letto il titolo di quest’articolo, magari starete già per passare oltre, visto che il più celebre dei castelli della Loira forse non ha bisogno di ulteriori parole per essere celebrato: se però ancora non lo conoscete e state pianificando un viaggio da queste parti, non potete assolutamente esimervi dal prevedere qui una visita.

Dicevamo che lo Chateau de Chenonceau è quasi sicuramente il Chateau de Chenonceaumaggiormente spettacolare tra quelli presenti in quest’area: la sua fama non è affatto casuale, e ve ne accorgerete subito, fin dal primo sguardo; tuttavia tanta notorietà, oltre che alla bellezza, è legata anche alla sua storia e agli intrighi che qui si svolsero, nonchè alle molteplici dame che vi abitarono.

Al posto dell’attuale costruzione, ne esisteva una di tipo medievale che fu presto abbattuta per volere di Catherine Briconnet, moglie diTorre dei Marques Thomas Bohier, intendente alle finanze, che lo acquistò all’inizio del XVI secolo (del vecchio fortilizio rimane solo la Torre dei Marques, posta in maniera isolata poco davanti all’entrata): dopo la morte della coppia, l’ormai fastoso palazzo rinascimentale fu ereditato dal figlio, ma gli fu sottratto da re Francesco I, che lo inserì tra i possedimenti della corona a titolo di risarcimento per alcune presunte frodi perpetrate dal defunto funzionario; successivamente, alla morte del sovrano, la proprietà passò al delfino Enrico II che lo donò alla sua favorita, Diana di Poitiers.

Diana, ottenuta dal re anche una cospicua rendita monetaria, Giardini di Diana di Poitiersintraprese qui dei lavori di ammodernamento e abbellimento: a lei si devono gli splendidi giardini alla francese (alla sinistra dell’ingresso) e un ponte sulla Cher, il fiume che lambisce il castello.
Scomparso improvvisamente Enrico II però, la sua vedova Caterina de Medici, per anni adombrata dall’affascinante ed intrigante duchessa del Valentinois, pretese ed ottenne la restituzione del maniero, inChateau de Chenonceau cambio del meno spettacolare (ma comunque maestoso) Chateau de Chaumont sur Loire: sotto la sua supervisione, vennero creati l’altro meraviglioso parco che possiamo ammirare (a destra, invece) e la galleria che coprì il ponte già esistente, donando al palazzo la meravigliosa unicità che lo contraddistingue.

Seguirono anni di grande fermento: feste, balli, ricevimenti Chateau de Chenonceaugrandiosi…non mancò proprio nulla: Chenonceau fu praticamente il fulcro della vita mondana dell’epoca, dal momento che Caterina lo scelse come suo “quartier generale”: chiunque faceva a gara pur di essere qui ricevuto od ospitato. Le sorti del palazzo però, dopo questo periodo di grandi fasti, furono avverse, fino a cadere quasi in stato d’abbandono, per essere poi successivamente risollevate da Claude Dupin, un ricco industriale: sua moglie Louise, dotta signora, amante delle arti, accolse qui i più illustri nomi della cultura delChateau de Chenonceau XVIII secolo, tra cui Voltaire e Montesquieu, e addirittura Rousseau fu il precettore di sua figlia; per merito suo e dell’ enorme rispetto verso gli abitanti delle zone limitrofe, lo chateau attraversò gli anni della Rivoluzione senza subire alcun danno. L’edificio, alla morte dei Dupin, cambiò diversi proprietari fino ad arrivare ad Henri Menier, i cui eredi lo conservano tuttora.

Ma iniziamo la nostra visita!
Potete lasciare la vostra autovettura al grandissimo parcheggio Chateau de Chenonceaugratuito qui previsto; dirigetevi verso la graziosa casetta dove è stato allestito il ticket center e da qui, oltrepassata una passerella, vi troverete subito catapultati in un bellissimo viale alberato, che vi condurrà alla meta: prima di entrare però, è assolutamente necessario passeggiare per i giardini, di cui vi abbiamo accennato poc’anzi, sia per ammirare la variopinta gaiezza dei fiori e dei frutti sapientemente accostati per esaltarne forme e colori, sia per poter cogliere, con un primo colpo d’occhio, il capolavoro che ci stiamo accingendo a visitare.

Varcata la soglia d’ingresso (che vanta un portone a dir pocoChateau de Chenonceau maestoso), ci troviamo subito in un corridoio; svoltando a sinistra ecco la Sala delle Guardie, dove un desk d’accoglienza ci potrà fornire, su nostra richiesta (con un supplemento), un’audioguida: da qui, il tour del castello è libero, ma il senso è consigliato sia da alcune frecce direzionali, sia dall’opuscolo rilasciatoci alla reception.

Noteremo quindi le stanze del piano terra, con dapprincipio la Camera di Diana di Poitierscappella e le sue vetrate, per proseguire poi verso la sontuosa camera di Diana di Poitiers, col favoloso letto a baldacchino ornato da preziosi velluti e drappeggi azzurri, degli arazzi fiamminghi di pregevole fattura e un soffitto a cassettoni; arriveremo quindi alla galleria, con un bel pavimento a losanghe bianche e nere, che ci conduce alla riva opposta della Cher: è possibile uscire nuovamente, per poter scoprire il palazzo da un’altra prospettiva.

Al piano superiore, al quale si ascende tramite un’eccezionale scalaCamera delle Cinque Regine “rampa su rampa” (su modello italiano), abbiamo la camera detta “delle Cinque Regine”, in onore delle due figlie (Margot di Francia e Elisabetta, moglie di Filippo II di Spagna) e delle tre nuore (Mary Stuart regina di Scozia, Elisabetta d’Asburgo regina di Francia e Luisa di Lorena, sempre regina di Francia) di Caterina de Medici, con un camino rinascimentale e arazzi del XVI secolo; notevoli sono anche la stanza di Cesare di Vendome e lo studiolo delle stampe, con una ricca collezione datata a partire dal 1560.

All’ultimo piano, troviamo il vestibolo e la camera di Luisa di Lorena, triste vedova di Enrico Chateau de ChenonceauIII, alla cui morte prese un lutto strettissimo, tanto da definirla la “regina bianca” (era infatti tradizione che i membri della famiglia reale adottassero tale colore).
Da non tralasciare le splendide cucine, intelligentemente alloggiate nei basamenti dei primi due piloni che sostengono il ponte: troviamo anche la sala da pranzo della servitù ed una macelleria, con diversi utensili originali che si possono esaminare da molto vicino.

Visitare lo Chateau de Chenonceau è una delle cose che non potete assolutamente tralasciare di fare qui nella Valle della Loira:Chateau de Chenonceau è un “must have” nella propria collezione personale di castelli! Di certo uno con un tale fascino, sospeso leggiadro su di un fiume, non lo troverete facilmente: se poi avrete il tempo di assistere allo spettacolo serale di Son et Lumiere (le originali illuminazioni tipiche di questa regione), sarà proprio la ciliegina sulla torta.

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