Chateau de Blois

 

Nel vostro tour della valle della Loira non potrete assolutamente non visitare il castello in cui gli avvenimenti storici furono tra i più rilevanti, nonchè quello che vanta il maggior numero di stili architettonici attualmente conviventi tra loro: stiamo parlando dello chateau de Blois.

In questa privilegiata posizione (su un promontorio dominante i territori circostanti), nel X secolo esisteva già un fortilizio, diChateau de Blois proprietà dei conti di Tours e Chartres; la costruzione però fu acquisita, nel corso del 1300, dal principe Luigi d’Orleans; suo figlio Carlo (detto il poeta per la sua grande produzione d’opere, per la maggior parte scritte durante il periodo di prigionia in Inghilterra) abitò qui sino alla sua morte e Luigi XII, il nipote, nacque proprio qui e, legato da grande affetto a questa dimora, una volta divenuto re, decise di farne la residenza primaria della corte.

Egli decise di iniziare dei lavori di ristrutturazione e abbellimento del palazzo, spazzando via quasi tutto ciò che già esisteva (rimase solo la Sala degli Stati Generali): fece edificare ciò che attualmente Ala di Luigi XIIchiamiamo “ala di Luigi XII”, in stile gotico fiammeggiante, dove possiamo notare ancora la presenza di torri (tipiche dell’epoca e di derivazione medievale, ma rilette in chiave molto più moderna), unite però  ad ampie finestre e gallerie, atte a permettere l’ingresso di un maggior quantitativo di luce; venne eretta anche una chiesetta, cappella personale del sovrano e della moglie, Anna di Bretagna: ricorre qui molto spesso il suo simbolo (l’ermellino), scolpito nella pietra, accostato all’emblema dei gigli di Francia, elemento architettonico  di largo utilizzo.

Alla sua morte, nel 1515, gli successe il genero Francesco I, marito della figliaAla di Francesco I Claudia: durante le sue campagne militari nel nostro paese (svoltesi con alterne fortune) fu fortemente influenzato dall’arte rinascimentale italiana e, sedotto dalla sua indubbia bellezza, decise d’importarne lo stile, dando di fatto il via alla realizzazione di quasi tutti i castelli della Loira, pensati dai vari proprietari per dimostrargli quanto fossero d’accordo con lui riguardo allo stile da adottare: il primo a vedere la luce fu proprio Blois che venne risistemato secondo i nuovi canoni.

Troviamo dunque l’”ala di Francesco I”, che fonde l’idea italiana di Son&Lumieremaestosità con elementi tipicamente francesi (e ancora un po’ goticheggianti): capolavoro è il magnifico scalone, che parrebbe sia stato ispirato dal maestro Leonardo Da Vinci, nascosto da una costruzione a torre poligonale che s’affaccia sul cortile, che richiama ogni anno migliaia di visitatori e punto di maggior impatto visivo per lo spettacolo serale di Son&Lumiere (sapiente e suggestiva illuminazione notturna dello chateau).

Questa dimora fu utilizzata anche dai successori di Francesco I, nonchè dalla nuora, la famosa Caterina de Medici, che la amòChateau de Blois particolarmente: qui infatti esalò il suo ultimo respiro, nel 1589. Blois fu anche il teatro di uno degli avvenimenti più tristi ed efferati della storia di Francia, l’assassinio del duca di Guisa per volere di re Enrico III, che sperava così di soffocare le ambizioni della casata cattolica più importante del regno, ma che diede in realtà inizio ad una serie di eventi che lo portarono alla morte (e che fecero salire al trono Enrico di Navarra).

L’ultima ala, la più severa e classicheggiante, di fronte a quella gotico fiammeggiante, è quella di Gastone d’Orleans, che fu qui Ala di Gastone d'Orleansconfinato dal fratello, re Luigi XIII, per i suoi costanti ed incessanti intrighi verso di lui (coadiuvati dalla madre Maria de Medici): i lavori durarono dal 1635 al 1638 e prevedevano lo smantellamento di tutti gli altri edifici per crarne uno unico attorno allo spiazzo centrale, che mantenesse lo stesso stile; per l’eccessivo costo, il progetto fu abbandonato, ma si può averne traccia constatando l’avvenuta eliminazione di gran parte della cappella eretta da Luigi XII, di cui resta oggi solo il coro.

Il tour interno prende il via dalle scale situate nella torre destra, appena entrati nel cortile; si visita dapprima, al piano terra, laChateau de Blois medievale “Sala degli Stati Generali” (di cui abbiamo accennato poco sopra), costruita dal conte Teobaldo VI, composta da due navate ricoperte con un rivestimento in legno e separate da sei colonne a capitelli e, successivamente, il museo lapidario (allestito dove originariamente si trovavano le cucine), che conserva le sculture originali rinvenute all’interno del palazzo.

Al primo piano troviamo gli appartamenti di Francesco I e Caterina Chateau de BloisDe’ Medici: abbiamo la “Sala del Re”, con un baldacchino ornato da gigli, la “Sala delle Guardie”, la “Galleria” e la “Camera della Regina”, con decorazioni liberamente create da Felix Duban nel diciannovesimo secolo: troviamo anche il monogramma con la H (di Henri) e le due C (della moglie Caterina) incrociate; seguono l’”oratorio” e lo “studiolo”.

Al livello superiore ecco gli altri appartamenti reali (sotto il regno di Enrico III): il “gabinetto nuovo”, la “Galleria”, la “Sala dei Guisa” e la “Sala del Consiglio”; la “Camera da letto” invece, dove si ammira uno splendido baldacchino su pavimentazione in ceramica, fu teatro dell’omicidio del duca di Guisa avvenuto, come precedentemente affermato, per ordine del sovrano e materialmente eseguito da otto spadaccini: quest’avvenimento ebbe grande risonanza all’epoca e minò il consenso del popolo.

Finito il tour all’ala di Francesco I, ecco che si accede immediatamente alle otto Chateau de Bloisstanze di quella di Luigi XII, dove ci accoglie il “museo delle belle arti”, in cui sono raccolte pitture e sculture di svariati ed importanti autori autoctoni datate dal XVI al XIX secolo (no dimenticate la cappella!); invece l’ala di Gastone d’Orlans, è riservata a congressi, mostre ed allestimenti temporanei.

Ecco dunque terminata la visita ad uno dei più importanti castelli della zona della Loira (e quasi certamente della Francia intera): inBlois queste sale si è consumata la storia (proprio quella che leggiamo sui libri di testo) e solo per questo motivo, un sopralluogo qui dovrebbe essere ricompreso nel vostro viaggio! Altri elementi a suo vantaggio, come abbiamo ampiamente evidenziato, sono la ricchezza di stili architettonici, che ci aiutano a meglio comprendere come si evolsero i gusti artistici francesi nei secoli; non dimentichiamo di fare anche un giretto nella cittadina di Blois, molto carina, con viuzze strette e scalinate: dietro ogni angolo potrebbe esserci uno scorcio indimenticabile da fotografare.

 

Links utili:

www.aubouchonlyonnais.com un bellissimo ristorantino proprio sotto al castello, dove si potranno gustare piatti tipici in un’atmosfera decisamente speciale

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