Chateau de Valencay

 

Alle porte della Valle della Loira, arrivando da Bourges, uno dei primi castelli che è possibile visitare è lo Chateau de Valencay, a torto poco considerato dalle guide turistiche, splendidamente posto a strapiombo sulla cima di una collina.

I primi insediamenti furono addirittura del II secolo, mentre nel XIII Chateau de Valencayfu eretta qui una costruzione di tipo feudale; fu abbattuta poi verso la metà del ‘500, per desiderio della ricchissima famiglia D’Etampes che, acquistata la proprietà, volle un sontuoso palazzo che potesse rivaleggiare in bellezza con gli altri che stavano sorgendo nell’area, per poter così mostrare autorità e prestigio.

Nel tardo XVIII secolo però, i D’Etampes, a causa di complicateChateau de Valencay vicissitudini dinastiche, furono costretti a cedere il maniero che, nel corso di circa 30 anni, cambiò svariati padroni (tra cui Charles Legendre de Villemorien, che l’abbellisce) fino ad arrivare, nel 1802, nelle mani di Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord, conosciuto semplicemente come Talleyrand, in quel tempo ministro degli affari esteri di Napoleone, che lo fece diventare un importante punto d’incontro dell’alta borghesia dell’epoca e ospitando anche i reali di Spagna, a partire dal 1808, durante il loro esilio.

Potete lasciare la vostra autovettura nel parcheggio gratuito poco distante dal castello; l’accesso avviene tramite una viale sterrato alberato che vi consente di ammirare sempre più da vicino il Chateau de Valencaymaestoso edificio, fino a giungere di fronte alla cancellata: di qui, una svolta a sinistra vi farà entrare nel ticket office e quindi nel cortile. La bellezza di Valencay è davvero unica ed elegante, con la torre centrale quadrata e quella laterale tonda che donano una piacevole varietà e vivacità di forme, con anche il giardino alla francese che regala quel pizzico di stile in più, senza eccedere in un fasto troppo ostentato.

Ma varchiamo pure il portone d’ingresso! Attraversando un ponte in legno (che scavalca un fossato) giungiamo in uno spiazzo, verso ilChateau de Valencay quale sono rivolte le facciate interne: ammiriamo la bella fontana centrale e la balconata di fronte a noi, da dove si gode di una buona vista sulla valle e sui boschi circostanti (ricordiamo che questa fu una delle più grandi proprietà feudali di Francia: oltre 19.000 ettari di terreni, comprendenti pure un centinaio di fattorie, prati e vigne a perdita d’occhio); a destra possiamo Chateau de Valencayaccedere alle stanze, la cui visita è favorita da un’audioguida gratuita, che spiega dettagliatamente, ma senza annoiare, tutte le particolarità dei decori e degli arredi, senza tralasciare anche gli eventi storici che qui furono particolarmente rilevanti e raccontando molti dei punti salienti della vita della cruciale figura del principe Talleyrand.

Ultimato il tour ai due piani del palazzo (veramente entusiasmantiChateau de Valencay sono le camere reali, create per i sovrani spagnoli, e quelle da letto “normali”, che stupiscono per la loro luminosità e per le fini colorazioni adottate), è possibile anche vedere i sotterranei, con le cucine e le cantine: non tralasciateli! Sono davvero molto belli, tenuti bene e tra i miglior conservati di tutta la Loira (notevole l’enoteca).

Ma non è finita qui, perchè c’è anche da vedere lo sterminato parco, comprendente perfino un labirinto: è possibile addirittura Chateau de Valencaynoleggiare una macchinina (simile a quella utilizzata nei campi da golf) per spostarsi al suo interno, e questo già fa comprendere la sua vastità; nel periodo dell’esilio dei reali spagnoli, al suo interno furono creati degli ambienti  fantastici (tempio egizio, casa del cosacco), volti ad allietare la permanenza dei sovrani, che però oggi sono scomparsi: esistono però ancora alcune grotte, che furono realizzate per dare un po’ di vivacità ai vialetti, conferendo così ai giardini quell’impronta inglese, tanto di moda all’epoca.

La visita è dunque conclusa: la mente e la vostra immaginazione saranno ora pronte ad “affrontare” gli altri chateau della Valle della Loira, e avrete già senz’altro fatto vostro il concetto che qui la magnificenza era noblesse oblige.

Per maggiori informazioni: contattaci