Chateau de Fougeres

 

La Bretagna è una regione piena di bellissimi castelli, purtroppo non molto “sponsorizzati” dalle guide e spesso il turista, proveniente dalla ben più famosa Valle della Loira, ormai sazio ne tralascia la visita; lo Chateau de Fougeres però è uno di quelli che vale anche una lunga deviazione: basti pensare che si fregia del titolo di più grande fortezza d’Europa.

Forse proprio la maggiore non sarà (altre vantano questo primato), Chateau de Fougeresma comunque di certo non manca d’imponenza: abitata fin da tempi antichi, ha sempre rappresentato un punto nevralgico per i territori circostanti; a partire dal X secolo infatti, con l’aumentare del prestigio del Ducato di Bretagna, divenne quasi fondamentale per difendere la Marca e i suoi confini dagli attacchi nemici, sempre più frequenti e insidiosi.

Originariamente la costruzione era quasi totalmente di legno: fuChateau de Fougeres dunque molto facile nel 1166, per Enrico II il Plantageneto re d’Inghilterra (ma anche duca di Normandia, ricordiamolo) incendiarla dopo un’incursione nel territorio volta a sottomettere le popolazioni bretoni e il sovrano Conan IV; dopo una lunga serie di vicissitudini, il barone Raoul II però diede inizio ad un nuovo complesso, stavolta in pietra, ma soprattutto concepito come una cittadella fortificata, autonoma ed autosufficiente, pronta a resistere anche ad un eventuale lungo assedio.

La storia di Fougeres trascorre tra periodi di relativa tranquillità e Chateau de Fougeresmomenti di tensione: di volta in volta, subirà modifiche e cambiamenti, sempre atti a migliorarne la struttura difensiva con nuove mura e torrioni; rimane anche quasi in disparte durante la sanguinosa Guerra dei Cent’anni, fino però al 1449, anno in cui Francois de Surienne, avventuriero (e noto feroce mascalzone) al soldo degli inglesi, la espugna e la da alle fiamme. Possiamo definire questo che accadde un avvenimento cruciale: Carlo VII, fino ad allora abbastanza incerto sull’avvenire, decise di aiutare il duca Francois di Bretagna,Chateau de Fougeres defraudato di uno dei suoi possedimenti, riaprendo di fatto le ostilità; qualche anno dopo, nel 1453, al cessare definitivo delle battaglie e con la vittoria francese, si pose dunque prepotentemente la questione delle terre bretoni: cosa farne? Il re le reclamava per se, ma le popolazioni non erano assolutamente dell’idea di farsi annettere al regno d’Oltralpe, riaccendendo di fatto il conflitto, Chateau de Fougeresquesta volta però quasi intestino. La resistenza cessò però tragicamente e definitivamente nel 1488, con la debacle di Saint-Aubin-du-Cormier, in cui il duca Francesco II, mente della coalizione feudale contro la reggente Anna di Beaujeu, venne sconfitto e ucciso: la figlia Anna, erede al trono dovrà dunque accettare il matrimonio col sovrano Carlo VIII, pur di regalare alla patria ancora una sorta di indipendenza, e non una completa sottomissione (sarà Francesco I, nel 1532, a ratificare la definitiva unione).

Ma allora vediamo questo capolavoro di architettura militare!
Lasciate pure la vostra autovettura al parcheggio gratuito poco lontano dalle torri del castello e guadagnate l’entrata con unaChateau de Fougeres breve ma suggestiva passeggiata ai piedi delle mura; dopo essere transitati dal ticket office, perverrete all’ingresso dove, oltrepassando la quadrata Tour de La Haye de St. Hilaire, entrerete nel cortile: subito a destra c’è il desk al quale si può ritirare gratuitamente (previa verifica di un documento d’identità) l’audioguida nella propria lingua, assolutamente preziosissima ed indispensabile per questo tour.

Siete ora nella prima cinta muraria, denominata “avanzata” che serviva a controllare l’accesso alla fortezza; in caso di invasione, Chateau de Fougeresera possibile chiudere gli assedianti in questo spazio e inondarli di frecce attraverso le strettissime feritoie sui torrioni tutt’intorno: de Guemadeuc, de Coigny, de Hallay e de Coetlogon. Il corridoio sottostante quest’ultimo mette in comunicazione con il secondo livello di protezione, detto “bassa corte”, luogo in cui era solitamente organizzata la vita della cittadella e dove, in caso di guerra, era rifugiata la popolazione: qui troviamo anche le rovineChateau de Fougeres del palazzo signorile, purtroppo andato quasi del tutto perduto. E’ una zona molto ampia, che si presta ad un’esplorazione approfondita, anche libera: si può sostare sulle panche ed ascoltare le spiegazioni dell’audioguida e subito dopo andare a “toccare con mano” le pietre utilizzate per l’edificazione; molto originali sono anche i “punti d’osservazione”, ossia elmi con i quali è possibile immaginare la vita a quel tempo: abbassando la visiera infatti, comparirà una ricostruzione di come doveva apparire quello scorcio all’epoca del massimo splendore della fortezza stessa.

Continuando il nostro percorso, giungeremo al cospetto della terza Chateau de Fougeresed ultima cinta, il “fortino”, cuore di Fougeres: da qui si controllava ogni parte del castello ed era anche l’estremo baluardo in caso d’attacco; salendo sulla Tour de Gobelins, arroccata nel punto più alto, godrete d’un paesaggio eccezionale tutt’intorno da qui sarà suggestivo percorrere il camminamento sulla sommità delle mura che, attraverso la Tour de Guibè, conduce verso l’ingresso. Assoltamente non dimenticatelo!
La visita continua attraverso l’altra importante torre che chiude leChateau de Fougeres fortificazioni, Melusine, dalla quale si accede al corridoio scoperto estremamente panoramico che porta alla Tour Surienne e successivamente alla Tour Raoul: all’interno di entrambe sono allestite delle sale con delle proiezioni di filmati su specifici momenti salienti della vita del maniero.
Da qui, raggiunta la Tour de Cadran, si scende verso le colonne che un tempo sostenevano il primo piano del palazzo signorile, da dove ci si avvierà di nuovo alla Tour de Coetlogon e quindi verso l’uscita.

Una volta terminato il tour interno però non tornate subito verso la Chateau de Fougeresmacchina! Infatti, un’altra delle indiscutibili bellezze del sito è la possibilità di circumnavigare tutta la fortezza, per coglierne appieno la maestosità e l’imponenza: con alle vostre spalle l’arcata d’ingresso, camminate leggermente in salita per una trentina di metri e vedrete subito una stradina che si stacca verso destra; qualche passo ancora e transiterete sotto alle Tour de Plesguen e de la Tremoille, per poi passeggiare tranquillamente in piano, ai piedi delleChateau de Fougeres magnificamente conservate mura.
Sempre costeggiando lo chateau, ammirerete da un altro punto di vista i torrioni sopra i quali eravate poc’anzi, rendendovi conto della loro robustezza e inespugnabilità, evidenziata anche dal fossato; se vorrete potrete anche fare un piccolo sopralluogo a Bourg Vieil, l’antico villaggio, situato poco più in là, altrimenti dopo una decina di minuti sarete già arrivati alla deviazione che vi ricondurrà al parcheggio. Certo, avrete impiegato qualche minuto in più, ma siamo certi non ve ne pentirete!

 

Informazioni utili:

Per mangiare, consigliamo l’ottimo ristorante Le Buffet (53bis, rue Nationale), dove si possono gustare ottimi menù ad un interessantissimo prezzo fisso (il locale non dispone di un proprio sito internet)

 

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