Chateau de Villandry

 

I castelli della Loira sono universalmente noti per la loro bellezza, per l’armonia delle forme, per la magnificenza degli interni, per lo sfarzo dei decori; oggi vi vogliamo proporre però una visita ad uno di essi che vi farà scoprire un altro loro peculiare aspetto: i giardini fiabeschi, che allo Chateau de Villandry trovano una delle loro massime espressioni.

Lasciate la vostra autovettura nell’ampio parcheggio gratuito di Chateau de Villandryfronte all’ingresso, poi attraversate la strada ed entrate; accederete subito al ticket office, dove è possibile acquistare il biglietto per una visita globale, o solo per l’esterno: noi abbiamo effettuato solo il tour del parco, ma siamo certi che anche le sale interne meritino un “sopralluogo”.

Eccoci dunque subito al cospetto del maniero: iniziato nel 1536 da Jean le Breton, ministro di Francesco I, fu edificato radendo al suolo la precedente costruzione di epoca medievale (di cui restaChateau de Villandry soltanto il mastio sul lato destro), che poco si sposava con il gusto rinascimentale in voga a quel tempo: abbiamo infatti un’elegante forma ad U, con ali laterali che si raccolgono attorno al bel cortile, al quale si giunge attraversando prima un ponte su un piccolo fossato, e poi una scalinata dal gusto classicheggiante; ai lati, delle belle gallerie aperte danno maggiore slancio e sensazione d’armonia e simmetria.

La visita inizia seguendo un percorso consigliato che consente di non tralasciare proprio nulla e di cogliere appieno ogni tema e Chateau de Villandrysfaccettatura creata appositamente dai professionisti qui ingaggiati e impiegati a tempo pieno: pensate che questi splendidi giardini, pensati come un tutt’uno col castello e quindi parte integrante di esso, furono eliminati nel XIX secolo per creare un parco all’inglese! Per fortuna, nel 1906 la proprietà fu acquisita da Joachin Carvallo che, abbandonando una promettente carriera medica, decise di dedicarsi completamente al restauro di Villandry, ponendosi come obiettivo il ripristino di quello originario alla francese.

Attraverso una scala all’interno dell’edificio, si sale di un piano e siChateau de Villandry esce su una specie di piccolo terrazzamento, dal quale si ascende ancora per guadagnare un altro po’ di quota: da qui, pochi passi e saremo già arrivati al “belvedere”, ossia un punto panoramico su tutti i giardini. Si resta davvero senza parole! Una distesa enorme di piante, piantine, alberi, fiori e frutti sapientemente collocati per sfruttarne appieno le caratteristiche al fine di realizzare un disegno perfetto, un sogno coloratissimo che non può non stupire.

Appena sotto di voi poi avrete i famosi “giardini dell’amore”, ossia quattro riquadri che simboleggiano le diverse facce di questo Chateau de Villandrygrande sentimento: l’”amore tenero”, l”amore passionale”, l’”amore instabile” e l’”amore tragico”, tutti rappresentati con un sapiente taglio di siepi e una grande maestria nell’alternanza di fiori rossi, rosa e bianchi, atti a realizzare delle composizioni evocative (per esempio, lame di spade per l’”amore tradito”, ventagli per quello instabile, cuori per il “tenero”).

La passeggiata è davvero rilassante e riesce a sbalordire il visitatore in ogni sua parte; si oltrepassa il bosco per raggiungereChateau de Villandy un piccolo laghetto (a forma di specchio Luigi XV), dove ci si potrà sedere su una panchina per riposarsi, oppure si proseguirà verso il “giardino del sole”, ultima creazione, per poi conquistare il labirinto: divertitevi ad affrontarlo! Non è per nulla difficile: al centro vi è una piccola costruzione in legno sulla quale è possibile salire per gustarsi un bel colpo d’occhio sulle piccole stradine che avete percorso per arrivarci.

Perverrete infine all’orto, d’ispirazione monastica: infatti, nel XVI secolo i religiosi amavano coltivare frutti e ortaggi venuti dal Nuovo Chateau de VillandryMondo dando loro svariate forme geometriche (la preferita era la croce), ma anche rispettandone i colori e le tipologie; ora qui abbiamo quest’elemento, arricchito però da alcuni caratteri d’importazione italiana, come i pergolati e le fontane, che aggiungono quella classe che qui in Francia tanto era ammirata in quell’epoca.

La visita poi ha termine nel medesimo punto dal quale siete partiti:Chateau de Villandry nulla vi vieta però di tornare indietro a rivedere qualcosa che vi è particolarmente piaciuto: siamo certi che, se avrete anche la fortuna di capitare qui in una bella giornata di sole, non vi dimenticherete presto di questi giardini così spettacolari, di quest’amalgama di piante e fiori, collocati sapientemente nel punto a loro più congeniale…andateci! Ne vale proprio la pena.

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