Lago Nero

 

Dopo la lettura del titolo di questo articolo, molti si sarannoLago Nero domandati: ma quale Lago Nero? Infatti, nell’area delle nostre Alpi, la quantitià di specchi d’acqua montani denominati così supera forse almeno il centinaio d’unità: noi però vi vogliamo parlare di quello nei pressi del passo e della cima Foscagno (m. 2927), incastonato tra il Monte Rocca (m. 2810) e il Dossa Resaccio (m. 2719).

Potete lasciare la vostra autovettura nell’ampio spiazzo sterrato poco prima, salendo da Bormio, della dogana del già citato Passo Sentiero 130del Foscagno (SS 301): attraverserete dunque a piedi la zona di controllo merci e vi porterete subito verso destra, in fondo ad un parcheggio asfaltato riservato alla polizia: il nostro sentiero n. 130 parte, da dietro una casa,  subito a mezza costa, lasciandoci ammirare la valle di Trepalle (il comune più alto d’Italia) e il Monte della Neve (m. 2785).

La traccia avanza abbastanza pendente per una decina di minutiValle del Foscagno circa, per poi darci respiro in un bel pianoro, crocicchio di altre mulattiere: noi ci manteniamo sempre attaccati al fianco della montagna, ignorando altre strade che, più invitanti, scendono verso il basso; man mano che si avanza, vediamo sempre più nette e  chiare anche le cime che circondano l’abitato di Livigno, oltre il passo d’Eira.

Si prosegue così per un pò, costantemente in media salita; dopo esserci congiunti con un’altro sentiero, ecco che il nostro percorso Sentiero 130 verso Lago Nerocambia decisamente aspetto, diventando molto più ripido e faticoso: camminiamo tra massi e ghiaia, senza alcuna concessione di tregua, rinvigoriti però dal paesaggio che man mano diventa sempre più da cartolina. L’ascesa non è molto semplice: la strada è comunque ben segnalata e senza pericoli, ma decisamente erta e aspra; dopo quasi un’oretta di tirata però lo scollinamento ci appare finalmente quasi all’improvviso: siamo in cima al valico, da qui abbiamo una vista davvero pazzesca su tutto ciò che ci circonda, ripagandoci della sfacchinata appena conclusa!

Potremmo raggiungere la Punta Lago Nero (m. 2676), ma non siLago Nero capisce molto bene dove ci si debba dirigere (purtroppo qui mancano i cartelli), per cui la decisione di andare subito verso la meta appare logica; paseggiamo senza più fatica in un falsopiano (anzi, discesa ormai) seguendo la traccia bianca e rossa dipinta sui sassi. Ancora una decina di minuti e il Lago Nero (m. 2550) ci appare in tutta la sua bellezza, sfavillante col suo colore blu notte Panorama da Lago Neroin mezzo ai verdi prati circostanti, una gemma scurissima tra l’erba sgargiante. E va benissimo fare un bel pic-nic, le rive placide ci consentono di sederci e riprendere fiato senza metterci fretta: possiamo anzi esplorarle, cercando di guardare questa alpina meraviglia da tutti i punti di vista, cogliendone i profili migliori; da qui, si può raggiungere l’Alpe Trela attraverso la Bocchetta di Trelina (m. 2283) oppure anche i piani di Vezzola; il panorama che si gode verso anche la piana di Bormio è impareggiabile.

Da qui, se non abbiamo in programma di proseguire verso altri luoghi (che comporterebbero una gestione logistica diversa delle macchine), non possiamo fare altro che tornare sui nostri passiPanorama da Passo del Lago Nero verso il parcheggio del mattino: la discesa sarà comunque tutt’altro che facile e ci si renderà molto bene conto dell’impegno che ci è voluto per arrivare sin qui…vale però sempre il discorso che, se mossi dall’entusiasmo e dall’amore per la montagna, nulla costa poi così tanto o almeno, non c’è fatica che non si possa ripagare con un panorama mozzafiato come quello che si ammira qui.

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