Bocchetta di Forcola

 

Se volete percorrere un itinerario abbastanza facile, ma che vi possa condurre in alta quota, regalandovi magari anche qualche digressione storica, abbiamo quello che fa per voi: l’ascesa alla Bocchetta di Forcola.

Il tracciato che vi proponiamo ha inizio alla IV Cantoniera dello Sentiero LifeStelvio, a quota m. 2488: potete lasciare la vostra autovettura sia al piccolo parcheggio panoramico nei pressi del posto di blocco italiano (ormai in disuso), sia invece oltrepassato il confine con la Svizzera (ci troviamo infatti al passo Umbrail, che conduce in Val Monastero - Mustair), di fronte alla dogana elvetica: da qui, in entrambi i casi (in salita o in discesa, a seconda della soluzione scelta), guadagnerete in pochi minuti il “Sentiero Life” che vi accompagnerà sino alla meta.

La mulattiera procede per un breve tratto abbastanza ripido, fino a portarsi a mezza costa, per poi successivamente seguire,Sentiero Life praticamente in piano, il profilo della montagna (la dolomitica Piz Umbrail, che domina dall’alto dei suoi m. 3033): solo in questa parte di tragitto, bisognerà però prestare un po’ più d’attenzione, dal momento che in alcuni brevissimi punti il sentiero si riduce di dimensioni, costringendoci a passaggi veloci su terreno di sfasciumi. Ma niente paura! Questi transiti un po’ particolari sono solo 3 o 4, e nell’ordine di un metro circa ciascuno: pertanto l’itinerario può comunque definirsi adatto a tutti.

Camminiamo senza fare molta fatica per quasi 40 minuti, in compagnia di un bellissimo panorama sulla verdeggiante valle del Sentiero LifeBraulio, proprio sotto di noi; oltrepassiamo i ruderi di un’edificio (Baitello del Cogno, m. 2589) incontrando una traccia che sale dalla Malga di Bormio; proseguendo, si arriverà ad un pianoro erboso che segna il nostro avvicinarci alla meta: ci addentriamo quindi nel vallone che separa il monte Braulio (m. 2980 alla nostra sinistra) e il già citato Umbrail (a destra).

Qui il sentiero inizia a farsi decisamente più pendente, sino ad arrivare ai ripidi tornantiSentiero Life finali: tra gli ultimi sforzi, iniziamo a intravedere le costruzioni militari che ci fanno capire che siamo ormai giunti alla Bocchetta di Forcola (m. 2760), da dove si gode di una vista spettacolare sia sulla valle omonima che ci si para innanzi, sia su quella che ci siamo appena lasciati alle spalle.

Questo valico era conosciuto sin dai tempi più antichi; l’alternativa Bocchetta di Forcolaai transiti per fini commerciali alla Val Mora (che congiunge Cancano con la val Monastero) era proprio questa: si oltrepassava la “Bocca d’Adda” in località Boscopiano sino all’imbocco della Val Forcola e, risalitala tutta, si perveniva al nostro Passo; si camminava poi lungo la via da noi appena percorsa sino al luogo ove ora sorge la dogana svizzera e quindi verso Santa Maria in Munstertal. Ma si sa,Bocchetta di Forcola ove esistono traffici mercantili, ecco dunque facili strade di comunicazione: durante la Grande Guerra, questo fu un punto cruciale; correva infatti la linea di confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico e i nostri soldati vi si accamparono per presidiarlo ed evitare un attacco che ci sarebbe potuto esser fatale. Guardandoci intorno possiamo vedere i resti della vita che i militari conducevano quassù, esposti alle intemperie e al gelo, che d’inverno certo non risparmiava nessuno: su entrambi i lati resti di trincee, anche in cemento armato; a Ricovero Forcolasinistra, pochi passi ed abbiamo stanze addirittura scavate nella roccia, mentre la cosa che più vi colpirà è, qualche decina di metri poco distante da voi, il grande ricovero (m. 2743), una specie di caserma ancora in buono stato, sebbene i segni del tempo siano ormai evidenti. Susciterà senz’altro delle sensazioni contrastanti entrare (il sentiero che infatti arriva alla Bocchetta,Ricovero Forcola prosegue proprio brevemente in tale direzione) in questo rifugio, luogo di fatti storici, dove le nostre truppe attesero il nemico con paura ma anche con grande coraggio…non riuscirete a non pensare a come dovevano essere qui le condizioni di vita, tra i gelidi venti d’alta quota e il timore sempre presente di un attacco. La visita interna deve essere effettuata con molta cautela, in alcune stanze il pavimento non esiste più: è possibile anche salire al primo piano, ma non è prudente esplorarlo, dal momento che i tavolati paiono molto precari e un passo falso potrebbe costare caro.

La struttura è esternamente quasi intatta e, girandoci intorno, se Bocchetta di Pedenolettone può cogliere ogni particolare; da qui, la vista verso la Bocchetta di Pedenoletto (m. 2790) è privilegiata e si distingue molto bene il sentiero che la raggiunge, appena al di sotto delle pendici del Monte Braulio: raggiungerla sarebbe un ottimo prosieguo della gita, stando però attenti alla caduta di sassi che qualche volta la funesta; da lì, si potrebbe tornare indietro tramiteBocchetta di Forcola la comoda strada un po’ più a valle, che riporterà comunque qui e che, tra l’altro, si scorge già dalla caserma (è infatti un percorso ad anello). Un’altra variante potrebbe essere, per i più esperti, raggiungere la Punta di Rims (m. 2946), dalla quale si gode di un panorama superbo verso il Passo dello Stelvio, l’Ortles e le svizzere Val Vau e Val Dal Lai.

Ma noi possiamo ritenerci soddisfatti e ripiegare dunque verso il Passo Umbrail: se saremo fortunati potremo incontrare anche qualche marmotta, animale che pare aver trovato su questi prati verdi un habitat ideale e che spesso “saluta” l’escursionista col suo inconfondibile fischio.

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