Monastero di Rila

 

Il Monastero di Rila sorge a circa 1150 m d’altezza, 120 km a sud di Sofia, ed arrivarci non è proprio agevolissimo, viste le strette e sconnesse stradine di montagna, ma non recarvisi sarebbe un peccato gravissimo, vista l’importanza e la bellezza di questo luogo che hanno fatto sì che venisse iscritto, fin dal 1982, nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Dalla capitale bulgara partono ogni giorno pullmann per tour guidatiMonastero di Rila e il tempo di percorrenza è di circa tre orette; dall’ampio parcheggio sul piazzale antistante, si guadagna rapidamente la porta d’ingresso (Occidentale) di questo luogo di culto, la cui fondazione si fa risalire a Ivan Rilski (San Giovanni di Rila), un eremita che visse qui (pare in una grotta), durante il regno di re Petar, intorno all’anno 900: in realtà la costruzione avvenne in seguito e fu curata da alcuni discepoli, dopo la sua morte (avvenuta nel 946), accorsi per seguirne i precetti e gli insegnamenti.

Da subito il monastero godette di privilegi e del favore degli zar Monastero di Rilabulgari e fu sostenuto con cospicue donazioni; dopo l’invasione da parte degli ottomani, inizialmente riuscì a mantenere il suo stato di centro religioso e culturale, ma purtroppo nella prima metà del ‘400  venne infine saccheggiato e devastato, costringendo gli ecclesiastici alla fuga. Per fortuna, a partire dagliMonastero di Rila ultimi anni del XV secolo, il complesso monastico ritornò in auge e si ebbe una rinascita sia artistica che spirituale, culminata con il trasporto delle reliquie del santo Ivan Rilski da Veliko Tarnovo (qui spostate nel periodo precedente per sicurezza); vennero intensificati anche i rapporti con i centri religiosi di altri stati confinanti, come la Serbia e la Romania, ma soprattutto con quelli del monte Athos, in Grecia. Sebbene ancora soggetto alla dominazione turca, il fiorire dei dipinti e dell’iconografia venne favorevolmente accettato e anche incoraggiato; diverse Monastero di Rilapersonalità di spicco nel campo della pittura vennero qui ad affrescare le pareti degli edifici, e ciò regalò ancora maggior eco a questo piccolo luogo di culto in mezzo ai monti.
Ma entriamo allora a vedere con i nostri occhi tutta questa magnificenza!

La prima cosa che catturerà lo sguardo sarà senz’altro la chiesa, posta in posizione centrale; già da lontano si notano i colori sgargianti delle scene tratte dal vangelo disegnate sulle muraMonastero di Rila esterne; tutt’intorno invece si affacciano sul cortile, dalla forma di un quadrilatero irregolare, le balconate, unite tra loro da scale di legno intarsiato, dalle quali si accede alle stanze dei monaci (che purtroppo non sono visitabili). Questa parte “residenziale” del complesso è datata XIX secolo, più precisamente 1816, anno in cui iniziarono i lavori; può ospitare più di 300 ecclesiastici, ed è arredata in maniera tutt’altro che spartana: in particolare, quella più sfarzosa pare fosse riservata ai pellegrini provenienti dalle città più generose nelle donazioni (Koprivstica e Teteven).

La costruzione più antica presente è però la torre Hreljo, datata Torre Hreljo1333, leggermente nascosta dall’attuale punto d’osservazione; a pianta quadrata, alta ben 23 metri e con mura spesse fino 1.80, si tratta d’una struttura difensiva voluta dal feudatario locale Dragovol; al suo interno si trova anche una cappella, a cui si accede tramite scale scavate nella pietra, mentre al piano terra è aperto un piccolo negozio dove è possibile acquistare icone fatte a mano e numerosi libri e guide che raccontano la storia (praticamente in tutte le lingue) del monumento che state visitando.

Camminando intorno, noterete l’armonia generale, nonostante leMonastero di Rila diverse epoche di costruzione: tutto sembra fuso assieme in un perfetto mix; dal nostro punto di vista ciò che maggiormente colpisce il visitatore sono i colori accesi che danno un tocco di maggior stile al complesso, rendendolo ancor più particolare e consentendogli di sbalordire anche nelle grigie giornate di pioggia (qui molto frequenti).

Ma avviciniamoci alla chiesa, che sorge al centro del cortile e che Monastero di Rilatanti pellegrini attira da tutto il mondo. La sua fama di luogo spirituale e mistico gli è stata tributata non certo a torto: si viene subito sorpresi dalla solennità degli affreschi (oltre 1200) che decorano le gallerie esterne, celebrando momenti importanti della cristianità: si ritrovano quasi tutti gli stili del RinascimentoMonastero di Rila Bulgaro, ma purtroppo tranne Zaharj Zograf, l’unico a firmare le sue opere (1844), gli artisti sono rimasti tutti anonimi (anche se in realtà i loro nomi sono immortalati nel diario del convento: tra i principali, i maestri della scuola di Somokov). Non potrete esimervi dal soffermarvi per parecchio tempo ad ammirarli, rapiti dalla maestria delle pennellate e dall’immediatezza del messaggio che intendono trasmettere: sembrano brillare, come se qualche luce li illuminasse dal retro, per conferirne una lucidità quasi abbagliante.

L’edificio di culto, invece, sorge al posto di uno più piccolo, demolito nel 1834 per far spazio all’attuale, più imponente e Monastero di Rilamaestoso, progettato dal maestro Pavel Ivanovic di Krimin; all’interno, si trovano tre navate, cinque cupole e due cappelle laterali, mentre l’iconostasi lignea fu realizzata nell’arco di 5 anni a partire dal 1839 e vi parteciparono almeno sei intagliatori provenienti dalle scuole di maggior prestigio dei balcani; qui, oltre alle reliquie di San Giovanni di Rila, è custodito anche il cuore dello zar Boris III (morto del 1943), che ricordiamo essere stato il marito della nostra principessa Giovanna di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele III.

Per completare il vostro tour, girate attorno all’edificio più volte eMonastero di Rila scoprirete sempre qualcosa di nuovo, che non avevate precedentemente notato: un particolare, un intarsio o magari un decoro; potete anche provare ad uscire dalla porta posteriore, ed osservare da quest’insolita angolazione il complesso: non vi sfuggirà il vicino fragore dei piccoli fiumi Rila e Drushliaviza, i cui letti sono poco distanti dalle mura; poco oltre ci sono altre bancarelle dove è possibile acquistare artigianato locale.

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