Sofia

 

Quello che vi colpirà subito di Sofia, se avrete la fortuna diMonumento ai Liberatori atterrare in una bella giornata di sole, saranno le sue montagne, che la cingono in maniera perfetta, facendola sembrare una città quasi irreale, adagiata ad arte tra cime imbiancate ad incorniciarne la solennità; la capitale della Bulgaria è una grande metropoli, moderna e occidentale più di quanto si possa pensare; moltissimi particolari però tradiscono la sua origine millenaria e la sua posizione di crocevia nei balcani: qui diverse culture e mondi molto differenti tra loro si sono incontrati e spesso scontrati, lasciando tracce che noi oggi possiamo ammirare e conoscere.

Si può visitare tranquillamente a piedi, a patto d’aver voglia di camminare senza lamentarsi; le distanze non sono infinite come Parlamentoquelle londinesi, però non sono nemmeno quelle d’una piccola città (come può essere per esempio Tallinn): perciò gambe in spalla! Un piacevole viaggio alla scoperta di qualcosa di nuovo vi aspetta (ma state attenti! La pavimentazione dei marciapiedi e delle strade è molto irregolare e sconnessa, con piastrelle che si muovono al vostro passaggio, perciò rischierete spesso d’inciampare e cadere).

Nezavisimost (largo Indipendenza) è la piazza principale, dalla quale si dipartono le arterie più importanti: proprio qui però già abbiamo qualche cosa da vedere, iniziando dalla chiesa di Sveta Nedeljia,Sveta Nedeljia tristemente famosa per l’attentato consumatisi nel 1925 contro lo zar Boris III ad opera dei comunisti, che costò ben 150 vittime (perlopiù esponenti militari e politici) e quasi 500 feriti. La cupola saltò in aria e le macerie seppellirono molti tra i fedeli accorsi in occasione di un funerale di stato; questa tragedia irrigidì il clima tra il governo d’allora e il PCB (partito comunista bulgaro) creando successivamente ulteriori gravi problemi per via di processi ed esecuzioni sommarie.

Da qui, si può proseguire verso l’Angelo, posto nel 2000 proprio al Santa Sofiacentro del crocicchio di vie, progettato da un’artista bulgaro e raffigurante santa Sofia (che rappresenta la saggezza), in sostituzione della statua di Lenin, ormai simbolo obsoleto; scendendo le scale verso la metropolitana, grazie ad un sottopassaggio si raggiunge Sveta Petka, una bellissima e minuscola chiesa del XIV secolo: sorge ad un livello inferiore rispetto al manto stradale (sarà veramente strano sentire il rumore delle automobili che corrono proprio sopra di voi!) e contiene importantissimi affreschi che meritano senz’altro una visita; inoltre, pare che proprio sotto laSveta Petka sua pianta, esistano le rovine di un antico edificio romano, cosa che la rende ancor più accattivante. Inoltre (consigli per gli acquisti!) si trovano forse gli unici negozi di souvenir di tutta la città, perciò se siete dei fan dello shopping-regalo approfittatene (infatti solo qui abbiamo visto i classici stemmi, tazze, boccali, magliette, etc).

Risalite dunque: sarete di fronte ai magazzini Zum, un centro commerciale molto alla moda (che ricorda, per qualità dei negozi, la Banja BasiRinascente di Milano) e quindi anche parecchio costoso; da lì, pochi passi e giungerete all’ottomana moschea di Banya Bashi, datata 1576: potrete notare l’alto minareto che si staglia nel cielo, dove sono anche montati degli altoparlanti dai quali si diffonde la voce dell’imam che, negli orari dedicati, chiama i fedeli alla preghiera.

Attraversando la strada (il famoso Bulevard Maria Luiza) arriverete alla Central Market Hall, un edificio iniziato nel 1911 e terminatoSinagoga due anni dopo, su progetto di Naum Torbov, che oggi ospita una serie di piccoli negozietti che vendono proprio di tutto; qui dietro invece c’è l’importante sinagoga, costruita nei primi anni del XX secolo, a cui si può accedere tramite il pagamento d’un ticket d’ingresso. Molto grande, può ospitare più di mille persone; all’interno è allestito un museo che racconta il destino degli ebrei bulgari durante il secondo conflitto mondiale.

Tornando sui vostri passi, e più precisamente verso Nezavisimost, Sveti Georgiportatevi vicino allo Sheraton Hotel e costeggiatelo; appena iniziato il cammino in Bulevard Car Osvoboditel, vi accorgerete di un ingresso che vi invita verso una piccola chiesa: siete appena giunti a Sveti Georgi, di forma circolare, situata in un’area che ospita anche le rovine di alcune residenze dell’antica Serdica (i primi insediamenti di Sofia). Di certoSveti Georgi questo piccolo angolo è uno dei più inaspettati e incredibili di tutta la città, così isolato in un giardino seperato…Corre quasi il rischio di non essere notato, e sarebbe un enorme peccato perchè, a parer nostro, rappresenta uno degli aspetti più significativi e caratteristici di questa capitale dalle molte sorprese.

L’uscita è sul lato posteriore e immette nuovamente in Bulevard Car Museo Archeologico NazionaleOsvoboditel; superato il museo Archeologico Nazionale (ospitato all’interno di un’ ex-moschea) e un casermone in stile sovietico, ci si trova al Giardino Municipale: attraversatelo tutto, sino al fondo e vi imbatterete nel teatro intitolato ad Ivan Vazov (1850 - 1921), poeta bulgaro per eccellenza, iniziato nel 1904 su progetto degli architetti HermannTeatro Ivan Vazov Helmer e Ferdinand Fellner, secondo lo stile neoclassico, ed aperto nel 1907. Danneggiato da un incendio negli anni ‘20 del XX secolo e successivamente dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, rappresenta oggi uno dei simboli di Sofia, oltre ad essere uno dei teatri meglio equipaggiati di tutti i balcani.

Riprendendo il viale, noterete l’edificio giallo proprio di fronte al Sveti Nikolajparco: si tratta dell’ex palazzo reale zarista, in cui sono allestiti il museo etnografico e la Galleria Nazionale d’Arte; continuate e, dopo il museo di scienze naturali, troverete la bellissima chiesa di Sveti Nikolaj che, con la sua facciata bianca, il tetto verde e le cupole d’oro, sebbene novecentesca, rappresenta bene lo stile degli edifici sacri russi del XVI e XVII secolo. Voluta dall’ambasciatore zarista e costruita con generose donazioni da parte della corte stessa, espone notevoli icone che è possibile ammirare.

Da qui, attraversiamo il piccolo parchetto retrostante per raggiungere l’ampia piazza ove sorge il monumento più famoso diCattedrale Aleksandr Nevskij Sofia: la cattedrale Aleksandr Nevskij, al cui cospetto il visitatore si troverà estasiato e ammaliato. Costruito in stile neobizantino a cavallo tra l’ottocento e il novecento, secondo il progetto dell’architetto bulgaro Pomerancev, si tratta di uno dei più notevoli edifici sacri di tutta l’Europa dell’Est e contiene affreschi di inestimabile valore; inizialmente, fu dedicato ai santi Cirillo e Metodio (che Cattedrale Aleksandr Nevskijevangelizzarono gli stati slavi), ma poi, nel 1924, gli fu conferito il nome dell’eroico condottiero medievale forse per meglio commemorare i soldati russi morti nel 1878 nella guerra per la liberazione della Bulgaria dagli Ottomani; è possibile visitare anche la cripta, che espone importanti icone provenienti da tutto il paese (e non solo).

E proprio icone fatte a mano è possibile comprare al mercartino delle pulci a pochi passi: per pochi lev (la moneta locale) siIcone acquista qualcosa di veramente speciale, da portare a casa e conservare gelosamente; questa sorta di bazaar è situato a lato del Santo Sinodo (sede del patriarca della capitale), di fronte alla chiesa di Sveta Sofia, dalla quale la città prende il nome: si hanno sue tracce a partire dal IV secolo, quando le fondamenta furono gettate sull’antico cimitero di Serdica; nei secoli successivi, durante la dominazione turca divenne addirittura una moschea, per poi recuperare in seguito la sua funzione iniziale.

Se invece volete dedicarvi alla visita delle vie commerciali, non Bulevard Vitoshapotrete certo perdere l’arteria pulsante della città: da Nezavisimost si diparte infatti Bulevard Vitosha (che prende il nome dai monti più vicini), una strada il cui accesso è consentito, oltre che ai pedoni, solo ai tram e che è bello percorrere lasciando spaziare il proprio sguardo; noterete senz’altro l’anima occidentale che pervade questo quartiere, mostrando insegne dei più noti negozi internazionali. Ma non pensate di risparmiare! I prezzi sono tutt’altro che favorevoli.

Alla fine di questo bel viale, arriverete a un parchetto pubblico,Sofia dove magari potrete riprender fiato dopo tutto il vostro scarpinare. Ma tenete duro! L’ultimo “monumento” da vedere già da lontano fa capolino: si tratta del Palazzo Nazionale della Cultura (detto anche NDK), ultimato nel 1981 e sede di testate giornalistiche nonchè ricco di bar e caffè (all’ultimo piano un ristorante da cui è possibile godere d’un bel panorama su tutta la città), senza dimenticare le sale per concerti. Insomma, un edificio davvero imponente che, se non per l’architettura, vale la pena conoscere per la sua indiscutibile importanza.

Un ultimo consiglio: se volete però andare a fondo sulla realtà Mercati Generalibulgara senza fermarvi alla magnificenza del centro storico, fate un salto ai mercati generali, poco distante dalla sinagoga; entrerete in un mondo che stride parecchio con ciò che avrete appena finito di vedere, ma forse si tratta di un altro aspetto peculiare di questa città, che non sarebbe giusto tralasciare.

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