Abbazia di Chiaravalle

 

A pochi km dalla grande città di Milano, sorge uno splendido complesso monastico che merita senz’altro una visita: l’abbazia di Chiaravalle.

Sorta nel 1135 per volere del monaco cistercense francese Bernardo di Clairvaux (da qui l’italianizzazione in Chiaravalle), giunto Abbazia di Chiaravallein Lombardia per sostenere papa Innocenzo II contro l’antipapa Anacleto II, conobbe una grande fase d’espansione, arrivando rapidamente ad inglobare i vicini villaggi sotto la sua egida; il declino cominciò con la sua soppressione dopo la conquista del nord-Italia da parte di Napoleone e la messa all’asta dei suoi possedimenti (acquistati dal conte Belgioioso, che apportòAbbazia di Chiaravalle numerose demolizioni). Anche una parte proprio dell’antico edificio sarà distrutta successivamente per lasciare spazio alla costruzione della linea ferroviaria Milano-Genova, ancora oggi in funzione. Per fortuna, nel 1952, i monaci riescono a tornare qui e l’interesse per quest’antico luogo torna a crescere (soprattutto grazie al cardinale Schuster, che prese a cuore il suo destino): vengono stanziati finanziamenti per la ristrutturazione della struttura, mentre è notizia di pochi giorni fa (marzo 2010) il termine dei lavori di restauro dei bellissimi affreschi cinquecenteschi.

Ma procediamo con ordine!
Potrete lasciare la vostra autovettura nel parcheggio incustodito poco distante: una breve passeggiata vi farà guadagnare l’entrata Abbazia di Chiaravalledel cortile antistante la chiesa (notate la griglia in ferro battuto del XVII secolo); immediatamente vi colpirà il contrasto tra il materiale rossiccio utilizzato per la struttura portante e il bianco del portico: è infatti seicentesco, quindi parecchio posteriore alla facciata stessa, sebbene gli studiosi concordino che quest’ultima non sia quella originale bensì una ricostruzione del duecento. Varcato il portone d’ingresso (sul quale sono intagliate le figure di quattro santi), vi troverete all’interno della chiesa; girandovi, subito alle vostre spalle potrete ammirare uno splendido affresco, opera dei fratelli DellaAbbazia di Chiaravalle Rovere, detti i Fiamminghini: raffigura Bernardo che riceve l’abbazia stessa, che deporrà poco lontano da Milano (la città è riconoscibile in alto a destra, si distinguono Porta Romana e alcune storiche costruzioni), mentre la Chiesa, una donna vestita di una candida veste bianca, benedice il momento, a cui seguirà l’edificazione vera e propria ad opera da parte lavoratori (sulla sinistra).

Camminando lungo il corridoio centrale arriverete al coro del XVII secolo, magnifica opera dello semi-sconosciuto Carlo Garavaglia, completamente realizzato in noce, composto da piccoli putti ognuno diverso dall’altro: purtroppo non è possibile avvicinarsi, ma senz’altro noterete la cura degli intarsi e l’amore per il dettaglio.

Svoltando a sinistra, attraversando dunque la navata laterale, giungerete al transetto e vi troverete proprio sotto la cupola: qui Abbazia di Chiaravalleavrete di che meravigliarvi perchè tutte le pareti sono riccamente affrescate; c’è da precisare che la regola benedettina del monastero non prevedeva tale sfarzo, perchè contraria ad ogni orpello, che poteva distrarre il religioso dall’esercizio della preghiera; tuttavia, divenendo il complesso sempre più importante e ricco, non tardò a divenire una vetrina per giovani artisti, desiderosi di mostrare la loro bravura.
Dicevamo: tutt’intorno è riccamente dipinto, praticamente meraviglioso; sono stati restituiti al visitatore quegli affreschi del maestro Stefano Fiorentino, della scuola di Giotto, che realizzòAbbazia di Chiaravalle (sulla parete Est) nei primi anni del XIV secolo, ispirandosi alla vita della Vergine Maria (figura chiave per i cistercensi); gli altri sono di alcuni suoi allievi, che terminarono il lavoro secondo lo stile da lui intrapreso. In questa parte, sono anche presenti delle nicchie, o meglio, delle piccole cappellette, dedicate ai Santi, che è possibile solo guardare attraverso delle grate, senza avvicinarsi agli altari.Importante è anche la “Madonna della Buonanotte”, pittura giovanile di Bernardino Luini, che si trova alla fine della scalinata che, sul lato destro, conduce verso i dormitori.

Da qui, tramite una piccola porta, si accede al chiostro, il cuore del Abbazia di Chiaravallemonastero: di originale purtroppo ci resta solo la parte settentrionale, mentre le altre sono state completamente rifatte; degna di nota è la lapide con la cicogna che tiene nel becco il pastorale (posta in occasione della consacrazione della chiesa): si dice che questi uccelli abbiano aiutato i monaci nelle bonifiche della palude circostante e che fossero una presenza talmente abituale nella vita dei religiosi che la assunsero a simbolo stesso dell’abbazia.
Passeggiando lungo i corridoi verso l’uscita, potrete dare un colpo d’occhio alla bellissima torre, la famosa Ciribiciaccola (chiamata cosìAbbazia di Chiaravalle per via dei piccoli delle poco fa citate cicogne, i “ciribiciaccolin”, che stridevano dal loro nidi posti proprio su questo campanile) : datata XIV secolo, è forse opera del Pecorari (gli è stata attribuita per via della somiglianza con altre sue opere, ma per la disputa tra gli studiosi è ancora aperta), e raggiunge quasi i 57m d’altezza; oggetto di una famosa filastrocca milanese, è ornata da bifore, trifore e quadrifore e non vi sfuggirà il bellissimo effetto visivo d’insieme che la rende riconoscibile da qualunque lato venga osservata.

Finita la visita al complesso, è possibile proseguire, con alle spalle Ciribiciaccolala chiesa, sul lato sinistro e, attraversato un giardino (dove c’è perfino un campetto da calcio), arrivare al mulino: ristrutturato nel corso degli anni scorsi è, dal 2009, agibile e addirittura funzionante (si organizzano anche laboratori didattici, da prenotare in anticipo)! E’ possibile visionare il canale d’acqua da entrambi i lati e spingersi accanto alla ruota per constatarne meglio la struttura; completa il tour l’ampio cortile retrostante, dal quale si gode di una bella vista sulla torre.

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