Valle dei Forni

 

Da Santa Caterina Valfurva, se un giorno vi verrà voglia di fare due passi non impegnativi ma contemporaneamente desidererete rifarvi gli occhi, abbiamo ciò che fa per voi: la Valle dei Forni.

Arrivando da Bormio lungo la SS 300 del Passo di Gavia, primaValle dei Forni dell’inizio dell’abitato vero e proprio, fate attenzione ad una stradina che si stacca sulla sinistra, e che porta indicazione “ghiacciaio dei forni”: seguitela senza indugio, ma fate attenzione perchè è molto stretta! Oltrepassati prati, campeggi e boschi, dopo circa 5 km di ardita salita arriverete ai grandissimi spiazzi dove sono posti gli ampi parcheggi per le autovetture: non potete sbagliarvi anche perchè la carrozzabile asfaltata qui finisce ed iniziano i mille sentierini che vi condurranno quasi ovunque vogliate.

Ma noi desideriamo andare al rifugio Branca!
Pertanto, seguiamo i cartelli che ci indicano che via seguire, ma Valle dei Forniattenzione: dal momento che da qui si dipartono due mulattiere con rispettiva segnaletica e medesima meta, non attraversate il fiume sulla destra, ma proseguite tranquilli sulla sinistra. La strada è comoda e larga, all’inizio molto facile da percorrere, adatta ad ogni tipo di gamba; dopo poco, troverete il bivio per il rifugio Pizzini (attraverso la bellissima Val Cedec), ma oggi non ci interessa:Rifugio Branca sempre dritti, senza esitazione alcuna! Di qui in poi, il tracciato diventa un po’ più faticoso (ma delle graziose panchine in legno vi verranno in soccorso), sino all’ultimo strappo finale, davvero audace; non temete però: basterà rallentare il passo, un po’ di buona volontà, qualche riposino in più e riuscirete a superare anche quest’ostacolo. E ne vale la pena: il rifugio Branca (m. Ghiacciaio dei Forni2487), che guadagnerete appena aldilà delle rocce sporgenti, è letteralmente affacciato sul fantastico e famosissimo Ghiacciaio dei Forni, le cui cime imponenti, P.ta Taviela (m. 3612), P.ta Cadini (m.3524), P.ta San Matteo (m. 3678) sembrano quasi messe lì a monito per l’escursionista, a ricordare che la montagna va sempre e comunque rispettata. Diciamo questoGhiacciaio dei Forni perchè questo bellissimo spettacolo di neve perenne, ha subito, negli ultimi 50 anni, una drastica riduzione, con un ritiro di ben 2,5 km dovuto al surriscaldamento globale. Ricordiamo che stiamo parlando del più grande ghiacciaio vallivo d’Italia (13 kmq), fonte d’acqua e di vita per tutto il bacino circostante, oltre che punto d’interesse sia paesaggistico che naturalistico dell’intera area alpina.

Dopo una sosta al rifugio Branca, bisogna ripartire: abbiamo la possibilità di ritornare verso il nostro punto di partenza seguendo Lago di Rosoleun altro itinerario; dunque sorpassiamo la baita e cominciamo a scendere lungo il costone, fino ad giungere al lago di Rosole, un piccolo specchio d’acqua incastonato tra le rocce: pensate che qualche decennio fa, il ghiacciaio arrivava addirittura a lambire quest’area (vi è una morena laterale che ce lo fa intuire) e nell’ottocento invece ricopriva gran parte della valle sottostante.Sentiero Glaciologico Basso Da qui, iniziamo la discesa transitando lungo il “Sentiero Glaciologico Basso”, che ci consente di spingerci un po’ più vicino all’immenso ammasso di neve perenne (vi era anche un accesso diretto ai ghiacci, ma a causa dello scioglimento, è attualmente molto insidioso e pertanto sconsigliato), senza però mai andare a sfiorarlo; ci capiterà anche di attraversare il torrente Frodolfo, che impetuoso scende sino a Santa Caterina.

Camminando camminando, senza difficoltà alcuna, vi ritroverete al Valle dei Forniparcheggio in poco più di un’ora, ma non perdete occasione di effettuare delle soste per guardarvi attorno e capire quanto sia meraviglioso poter passeggiare in questi splendidi luoghi, spendendo magari anche una riflessione su quanto sia doloroso vedere come l’inquinamento e il surriscaldamento globale li stiano però inesorabilmente rovinando.

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