Val Verva

 

La vicina Valtellina ci riserva sempre un sacco di sorprese: scorci splendidi, panorami magici, montagne mozzafiato, e chi più ne ha più ne metta! Quest’oggi vogliamo dedicarci ad una di queste meraviglie nostrane: la Val Verva.

Arrivando sia da Bormio che da Livigno indifferentemente, lungo la SS301 del Passo del Foscagno, in località Arnoga, nei pressi di un tornante, vedrete una stradina che si stacca dalla principale per addentrarsi in mezzo al bosco: dovrete imboccarla e, appena sulla sinistra, troverete un parcheggio gratuito dove poter lasciare la vostra autovettura. E ora gambe in spalla! Sta per iniziare la vostra passeggiata.

Troverete immediatamente un sentiero che si fa largo tra laVal Verva vegetazione boschiva, e che si lascia percorrere in tutta tranquillità, dal momento che è praticamente pianeggiante; questa parte, se vogliamo un po’ monotona, continuerà per circa 50 minuti, lasciandovi però modo di guardarvi attorno e scorgere bellissimi fiori che proprio qui crescono indisturbati (attenzione a non coglierli! Alcune sono varietà protette).

Arriverete quindi, al termine del sentiero, ad un bivio: continuando dritto, la via vi condurrebbe lungo la Val Viola sino all’omonimo Val Vervarifugio (sempre che non vogliate invece dedicarvi all’alpe Dosdè), ma noi invece svoltiamo a sinistra e seguiamo la discesa sino al ponticello che ci agevola il passaggio all’altra riva, dove ripidamente saliamo verso un gruppo di casette. Una curiosità: vi chiederete senz’altro il perchè della strada praticamente cementificata che, con tornanti successivi, consente di guadagnare quota, invece di un sentiero normale. Ebbene, laVal Verva motivazione sta nel fatto che la terribile frana della Val Pola nel 1987 interruppe i collegamenti tra alta e bassa Valtellina, e questa via, anticamente usata per scopi commerciali e militari, ritornò in auge consentendo un seppur limitato transito dal livignasco alla Val Grosina: in questo particolare punto, molto scosceso, si rese necessario agire eliminando il fondo sassoso della carreggiata per semplificare il passaggio alle autovetture.

Ma torniamo a noi! Giunti alle costruzioni all’imbocco della valle, Val Vervapian piano vi accorgerete che il bosco che vi ha sino ad ora accompagnato, si dirada, lasciando sempre più spazio ad un paesaggio di alta montagna, quasi lunare: tra pascoli ed alpeggi, arriverete sino alla Cascina di Verva (m. 2123), una solitaria costruzione in mezzo al falsopiano. Ma se vorrete mangiare qualcosa qui, rimarrete delusi: infatti non si tratta di un rifugio, ma di un’abitazione privata. Quindi, pranzo al sacco!

La mulattiera infatti non tocca la casa, ma prosegue ad una certa distanza;  da questo punto, l’ascesa sarà costante ma non troppoVal Verva faticosa sino ad arrivare al Passo di Verva (m. 2301), antico valico di confine: da qui, potrete decidere di scendere verso l’abitato di Eita (m. 1703) transitando per il rifugio Falck (m. 2005), oppure tornare indietro, accontentandovi del tratto di tutto rispetto effettuato. Durante la vostra discesa, farete la conoscenza di moltissime mucche al pascolo che Val Vervaa volte vi sbarreranno simpaticamente la strada, e incontrerete di certo moltissimi mountain-bikers: questa strada è infatti, per via del suo fondo non troppo dissestato, molto amata dai ciclisti che vengono qui per allenarsi e compiere escursioni, unendo l’utile al dilettevole, potendo riprender fiato ammirando lo splendido panorama.

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