Val Cantone di Dosdè

 

Oggi vogliamo proporvi un itinerario casalingo, nella vicina Valtellina, che vi consentirà di assaporare la bellezza, la maestosità e la potenza delle montagne nostrane, verificando di persona quanto sia gratificante passeggiare attraverso verdi prati, incontrando mucche e marmotte!

Il nostro itinerario prende il via poco prima della baita Altumeira, neiAlpe Dosdè pressi della quale troverete un buon parcheggio: lasciate la vostra autovettura e iniziate il cammino lungo il Sentiero Italia 2, che conduce verso il passo Viola; inizierete il percorso attraverso il bosco, tra pini e larici, ma non durerà! Dopo un centinaio di metri, la vegetazione si dirada per lasciar spazio agli ampi prati e pascoli; arriverete ad una biforcazione: continuando dritto, proseguite verso il Rifugio Viola (di cui ci siamo occupati in un precedente articolo), mentre Alpe Dosdèsvoltando a sinistra, vedrete una dolce discesa, che vi porterà agevolmente al Rifugio Federico in Dosdè (m. 2133), che possiamo considerare il vero punto di partenza per l’ascesa all’Alpe. Potete effettuare una piccola sosta per riprendere fiato oppure per gustare qualche pietanza tipica, ma poi riprendete la marcia! La strada è infatti ancora lunga.

La mulattiera sale in maniera costante ma non troppo ripidamente dandovi modo di avvicinarvi gradualmente al Lago Spalmo (m. 3262), che sembra quasi fissarvi dall’alto delle sue cime; giunti adAlpe Dosdè un certo punto, il sentiero guada in piccolo torrentello e lì avrete da compiere la prima scelta: potete infatti non oltrepassarlo e salire ripidamente seguendo una traccia numerata, oppure decidere di non abbandonare la larga via maestra. Le strade si equivalgono, dal momento che raggiungono entrambe lo stesso punto, ma la prima è più una scorciatoia, mentre la seconda permette di non  aumentare troppo la fatica, a discapito ovviamente di un tempo maggiore.

Ma i due sentieri si ricongiungono nel punto (molto pittoresco! ve ne accorgerete) di partenza di una variante del nostro percorso, anzi, per essere più precisi, di un’altra possibile meta: il bivacco Alpe DosdèCaldarini (m. 2508), raggiungibile tramite il segnavia “ufficioso” BIV CAL. Attenzione! Si tratta di poco più d’una traccia che è da considerarsi solo per i più esperti ed attrezzati, in quanto si inerpica lungo la costa della montagna in un punto pieno di ciottoli, dove è molto facile scivolare. Tra l’altro, l’innesto si trova alla sinistra del ponte, ma non è assolutamente facile scorgerlo, proprio a causa dei sassi che frequentemente scivolano lungo il costone, coprendo i segnali; tenete presente che impiegherete un po’ meno di un’ora per giungere al bivacco che, posto in posizione estremamente panoramica, domina tutta la valle da voi appena percorsa.

Il nostro itinerario odierno però non prevede quest’alternativa, perciò noi proseguiamo e attraversiamo lo splendido ponticello inVal Cantone di Dosdè legno, che sembra dipinto dalla mano di un pittore romantico, così solitario ed isolato in mezzo ai pascoli verdeggianti, e pare messo a guardia di un mondo fatato! Questa descrizione non è casuale, ma è dettata dal fatto che, giunti a questo punto, vi lascerete alle spalle la valle lungo la quale avete passeggiato sinora, per entrare in un’altra, che era fino a questo momento nascosta: siete ora a tu per tu con la Val Cantone.

Da questo punto, dove potete anche visitare i resti della Baita del Pastore (m 2368), un vecchio ricovero ormai quasi distrutto, camminate indisturbati lungo il sentiero che attraversa ampi prati Val Cantone di Dosdèverdi intervallati qua da torrentelli molto piccoli che dovrete guadare; imponente alla vostra destra è il Corno Dosdè (m. 3232), mentre dinanzi a voi, al quale vi state progressivamente avvicinando, avrete in gruppo del Saoseo (m. 3264). Più in alto andrete, più la via si farà sempre più incerta e diventerà poco più d’una traccia: fate attenzione a non perdere di vista, in mezzo al ghiaione, la segnaletica; l’ascesa diventa sempre più ripida e faticosa, e adatta solo ai più esperti e attrezzati: infatti, ci saranno dei tratti in cui bisognerà attraversare addirittura un nevaio, quindi la perizia da prestare sarà massima.

Dopo molte energie spese però, guadagnerete la tanto sospirata meta, la Capanna Cima Dosdè (m. 2824) da dove godrete di unVal Cantone di Dosdè panorama davvero superlativo; da lì, ci sono diverse possibilità: o proseguire per le cime delle montagne circostanti (il Corno Dosdè, il gruppo dei Saoseo, che prima vedevamo da lontano), oppure camminare verso valle, in direzione Eita (Val Grosina, m.1703), oltrepassando il Lago Negro (m. 2560) e i laghi di Tres (m. 2186). Tenete presente che arrivare sino a fondovalle porterà via Val Cantone di Dosdèparecchio tempo e ancor di più ne servirà per poi ritornare verso il luogo da cui siete venuti; quindi, a meno che non siate partiti davvero presto e non abbiate una gamba da escursionista allenato, accontentatevi di essere giunti al valico: potrete visitare Eita magari la prossima volta, in arrivo dalla Val Verva, percorso decisamente più corto e agevole.

Per raggiungere il luogo dal quale iniziare l’itinerario da noi oggi proposto, occorre seguire la SS301 del passo del Foscagno sia che arriviate da Livigno o da Bormio; nei pressi di Arnoga, a ridosso di un tornante, parte una stradina laterale che vi condurrà al nostroAlpe Dosdè punto di partenza: attenzione che d’estate, a causa del grande flusso turistico, percorrerla in macchina è a pagamento (i pedaggi sono diversi a seconda del parcheggio che si intende guadagnare: a noi interessa il secondo, il più lontano); consigliamo comunque questa soluzione anche perchè, seppur bellissima, la via è comunque asfaltata perciò non consente di godere appieno dello spirito della passeggiata montana e, tra l’altro, vi consentirà di portarvi già “in quota”, risparmiando energie per l’ascesa successiva.

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