Castello di Bran

 

Il Castello di Bran è universalmente noto per via del Conte Dracula, che la leggenda vuole che proprio qui dimorasse. In realtà, sappiamo che mai nessun principe vampiro visse qui, ma indubbiamente tale fama ha portato fortuna al maniero che tutt’oggi resta una delle principali attrattive della Transilvania e della Romania intera.

Una prima roccaforte in questo punto, fu voluta dai Cavalieri Teutonici, ma fu poi distrutta durante una battaglia; Castelul Bransuccessivamente, l’allora re di Ungheria (che esercitava anche la potestà su questi territori) ordinò la costruzione di un castello in muratura, da affidare agli abitanti della vicina città di Brasov: posto in posizione strategica per controllare i traffici tra la Valacchia e la Transilvania attraverso il valico di Bran, fu abitato da guarnigioni e milizie che controllavano la dogana posta nelle vicinanze (chiunque passasse, doveva corrispondere una tassa del 3% calcolata sul valore della merce trasportata).

Non fu mai una residenza ( se eccettuiamo il periodo tra le due guerre in cui fu una delle dimore estive della famiglia reale rumena), nè vi abito mai il celeberrimo conte Dracula: tuttavia, il principe valacco Vlad Tepes, che ispirò a Bram Stoker il personaggio del principe vampiro, probabilmente soggiornò qui per qualche settimana, durante una delle sue campagne militari. 

Com’è nata allora la leggenda che ha reso famoso in tutto il mondo questo piccolo paese della Transilvania?Storicamente, il principe Vlad Tepes fu, secondo fonti storiche, unCastelul Bran principe giusto, che però soleva punire i traditori e i nemici in maniera esemplare, cioè impalandoli (va ricordato però che tutti i sovrani europei, allora utilizzavano la pena capitale per gli oppositori): questa effettiva crudeltà venne tramandata dai suoi nemici, i Sassoni di origine tedesca, a tutta l’Europa tramite dei racconti, che dipingevano il condottiero come una figura grottesca, assetata di sangue e di vendetta. Viceversa, gli alleati e i sudditi di Vlad, scrivevano su di lui ogni Castelul Branbene, evidenziando le sue doti di principe giusto e saggio, che aveva reso i suoi domini posti sicuri e vivibili al riparo da ogni razzia (si diceva infatti che ai suoi tempi, si poteva lasciare una borsa piena d’oro ad un incrocio stradale per giorni ed essere certi di ritrovarla): dal momento però che la lingua tedesca in Europa era nota e parlata, mentre la lingua rumena era semi-sconosciuta, si diffusero solo gli scritti negativi, che probabilmente ispirarono lo scrittore irlandese e che ne fecero consacrare il personaggio.

Abbiamo detto che il Castello di Bran sorge su di uno sperone roccioso: per arrivarci è necessario seguire una ripida ma breve stradina che conduce alla porta d’ingresso, posta al termine di un’altrettando ripida scalinata; dopo qualche minuto di fatica, ci si troverà all’interno del maniero ad ammirarne il cortile: da qui puòCastelul Bran partire la visita alle sale. Gli ambienti non sono molto grandi, ma sono tuttavia accoglienti; nelle camere c’è ancora parte degli arredi originali del periodo in cui la famiglia reale di Romania soggiornava d’estate (il pezzo più pregiato è senz’altro un letto a baldacchino riccamente intarsiato), ma altri sono stati purtroppo asportati e portati altrove. La durata della vostra permanenza all’interno del maniero potrà variare a seconda di ciò che vorrete soffermarvi a guardare: se vi recherete in periodi dell’anno in cui vi è scarsa affluenza, potrete fare con calma, altrimenti ricordate che questo è uno dei luoghi di maggior richiamo turistico, perciò potreste anche trovarvi nella situazione di dovervi velocizzare per non creare troppa coda.

Proprio perchè è questo uno dei siti più noti della Romania, ai piedi della roccaforte potrete trovare ogni sorta di gadget e di souvenir, in una sorta di mercatino posto nella piazza antistante alla cancellata: una tazza con l’effigie del Conte o una maglietta con l’immagine del castello potranno testimoniare la vostra presenza.

Se avete desiderio di recavi in questa nazione, non potrete di certo esimervi dal fare una visita a questo castello: forse non incontrerete il vampiro, ma la storia qui non manca; resterete affascinati dalla scenografica imponenza del maniero, così solitario sullo sperone roccioso: il panorama intorno di certo vi aiuterà a rendervi conto delle bellezze di questa terra, ancora quasi del tutto sconosciuta al turismo italiano. 

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