Valdidentro

 

La Valdidentro è uno stretto lembo di terra che collega Bormio e la Valtellina con l’Engadina e con Livigno: composta da quattro paesi (Semogo, Isolaccia, Premadio e Pedenosso), è circondata da montagne d’indubbio fascino, la cui principale è Cima Piazzi (3439 m).

Conosciuta e abitata sin dall’epoca romana, sono davvero tante le testimonianze della gente che è di qui passata: regione di Valdidentroconfine (punto nevralgico fra Ducato di Milano, Regno Lombardo-Veneto e Impero Germanico), ha nelle Torri di Fraele il suo più maestoso esempio: poste a guardia della valle, munite di trincee e fortificazioni sino alle passate guerre, sono poste a significare che questo era un luogo strategico per molte popolazioni, che desideravano poter mettere le mani su uno dei valichi alpini più importanti per le comunicazioni tra il sud e il nord delle Alpi.

Un’altra testimonianza di storia passata sono le terme: i “Bagni Vecchi” (anche se conosciuti universalmente come “Bagni di Bormio”), le cui sorgenti sgorgano a temperature tra i 37 e i 43 gradi, sono noti fin già dai tempi dei romani; successivamente hanno soggiornato qui, presso l’albergo annesso, molti personaggi illustri, come Leonardo Da Vinci eBagni Vecchi Lodovico il Moro, per ritemprarsi con le salutari acque; tra il XVIII e il XIX secolo, furono poi sempre meno presi in considerazione dal turismo internazionale fino a che non fu progettata e costruita la strada carrozzabile del Passo dello Stelvio (sempre esistita, ma solo come semplice sentiero). A questo punto, aperta la via veloce di comunicazione fra Italia e Austria, la gente in viaggio, non poteva che farsi sedurre dalla possibilità di relax e cure che qui si poteva trovare: venne aperto così anche il centro “Bagni Nuovi” per far fronte alla crescente domanda ma, a causa del collegamento diretto con la cittadina principale, la Valdidentro fu come “tagliata fuori” e le terme, pur in suo territorio, furono da tutti chiamate “di Bormio”.

Ma se la Valdidentro non può essere famosa per le sue fonti termali, lo può essere per mille altri motivi: le passeggiate che da qui si possono fare sono infinite, ma tra le migliori possiamo Val Vervasegnalare la Val Viola (sulla strada per giungere a Livigno, all’altezza di Arnoga), i laghi artificiali di Cancano (che sono formati, tra gli altri, dal fiume Adda che, nascendo dal Monteferro in Val Apisella, si getta nel fiume Po, dopo aver attraversato l’intera Valtellina e il Lago di Como), la Val Verva, la Valle di Foscagno…Innumerevoli! Tra l’altro, oltre che a piedi, molti fra questi itinerari è possibile anche affrontarli in mountain-bike.

Ma a proposito dei laghi di Cancano, di cui abbiamo poc’anzi accennato: forse è stata sottovalutata la loro importanza, dal momento che i due bacini artificiali supportano il fabbisogno energetico della città di Milano! Le dighe che li formano, furonoCentrale elettrica Fraele costruite in due momenti diversi: la prima, San Giacomo, è del 1940, mentre la seconda, Cancano, fu ultimata nel 1956: raccoglie le acque del torrente Viola (fin qui deviate da canali e tubature) e le convoglia alla grande nuova centrale AEM (ora A2A) di Premadio, dove vengono trasformate in energia. In origine, venivano invece turbinate presso il complesso Fraele (o Rasin) ad Isolaccia: è possibile visitarlo, ammirando i macchinari ora vetusti, beneficiando delle spiegazioni di una guida, che dissiperà dubbi e perplessità, o esaudirà il desiderio di conoscere dei turisti.

Senz’altro però vale la pena di frequentare la Valdidentro anche in inverno: gli impianti di San Colombano partono direttamente dal paese di Isolaccia per arrivare alla località Pian de la Mota (a circa 2000 m), da dove è possibile ridiscendere oppure lanciarsi verso San Colombano altre piste sino a cercare il collegamento con Oga, accedendo in totale a circa 23 km di piste, innevate anche artificialmente. Da non perdere è, per gli amanti dello sci di fondo, l’appuntamento con i 25 km si sviluppano lungo tutto il territorio: uno scenario irripetibile, con anelli di diversa difficoltà che sapranno soddisfare le esigenze sia dei più bravi che dei principianti.

La vostra vacanza non potrà però essere completa senza assaggiare le specialità tipiche del luogo: i pizzoccheri, gli sciatt e i malfatti vi aspettano in vari ristoranti e baite, dislocati un po’ dappertutto; spingetevi magari sino a Pedenosso (il paesino più pittoresco della valle) e lì potrete gustare, all’agriturismo locale, i piatti valtellinesi assieme ad una paesaggio splendido; oppure, gustatevi la polenta in uno dei rifugi che raggiungerete a piedi, dopo un’escursione: sarà tutto ottimamente preparato e la fatica fatta aggiungerà un po’ di fame in più.

Per ogni maggiore informazione sulle visite guidate, sulle passeggiate proposte, o magari anche solo sul tempo, fateStrada per il Passo dello Stelvio riferimento alla Pro Loco che è situata nella piazza principale di Isolaccia: troverete infatti molti depliant che vi potranno servire per la scelta di escursioni (anche con accompagnatori) perfino nelle vicine valli (siamo a due passi, non dimentichiamolo, da Bormio, Santa Caterina Valfurva e il Passo dello Stelvio), carte dei sentieri o libretti turistici che si riveleranno certo molto utili.

 

Links utili:

http://www.bagnidibormio.it/ il sito degli stabilimenti termali “Bagni Vecchi” e “Bagni Nuovi”
http://www.agriturismoraethia.it/ un’idea per gustare tutti i piatti tipici valtellinesi
http://www.valdidentro.net/it/home.htm maggiori informazioni per una vacanza indimenticabile

 

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