Val Viola

 

Se vi trovate in Valtellina, nei pressi di Bormio, e avete voglia di fare una bella passeggiata panoramica, ma non impegnativa, abbiamo quello che fa per voi: la Val Viola.

Raggiungete la località Arnoga con la vostra autovettura percorrendo la SS 301 del Passo del Foscagno (verso Livigno) e, arrivati ad un tornante, svoltate a sinistra: rimanete sulla stradina alta (a destra) e continuate per un centinaio di metri; nei mesi di Valdidentroluglio e agosto, potrete parcheggiare qui, ma se invece volete andare avanti comodamente seduti in macchina sino alla baita Altumera (circa 5 km), dovrete pagare un ticket d’ingresso (ve lo consigliamo, dal momento che questo tratto viene comunque percorso in macchina da quasi tutti, perciò almeno in questa specifica parte, la poesia della camminata in montagna viene posticipata); giunti allo slargo, a questo punto, sentitevi pronti ad iniziare: oramai siete solo voi e il vostro sentiero!

La mulattiera è ampia, pulita e spaziosa; addentratevi in mezzo a pini e abeti, guardatevi attorno e vedrete tantissimi rododendri, margherite, gigli, fiori di ogni genere e tipo, che sembrano proprio cresciuti lì per farsi ammirare…tra un passo e l’altro, spingete il vostro occhio oltre i rami e inizierete a scorgere le cime che, altissime, fanno bella mostra di sé; poco dopo giungerete alla Baita Altumera (2116 m) e ad un gruppo di casette, dove potrete anche ristorarvi alla fontanella.

Appena il bosco inizia a diradarsi, sulla vostra sinistra si apre ampia Alpe Dosdèl’Alpe Dosdè, dominata dal Corno omonimo (3232 m) e dalla Cima Viola (3374 m) un po’ più nascosta, fra i quali prati si vede abbagliante, il tetto del rifugio (2129 m); potrebbe essere senz’altro una passeggiata da compiersi, ma magari la prossima volta (vi è proprio la biforcazione del sentiero, per cui, se desidererete visitarla, il percorso sarà lo stesso fino a questo punto)!

La nostra carrareccia invece prosegue decisa in salita ormai tra pascoli e campi (non è raro incontrare qualche mucca intenta a brucare che potrebbe anche sbarravi la via), non dandovi un nemmeno unVal Viola momento di tregua, tutta sotto il sole; abbandonerete pian piano la vista sull’Alpe Dosdè per dedicarvi all’ascesa, ma non temete! Non sarà ancora molto lunga: in circa tre quarti d’ora, avrete già guadagnato la sella, e potrete tirare un bel sospiro di sollievo. Ristoratevi dunque, e prendete fiato: approfittatene per contemplare la magnificenza di questi luoghi: dietro di voi tutta la Valdidentro si mostra, e le cime più alte, ancora innevate, vi salutano; dalla parte opposta, ormai scorgete far capolino il Rifugio Viola, a poco meno di un’ora di viaggio.

E che viaggio! Ormai il sentiero è praticamente pianeggiante, ma Lago Violasulla vostra sinistra ecco apparire, inaspettato, il Lago Viola, poco più in basso della zona che state calpestando: volendo, si potrebbe anche raggiungere per “pucciare” i piedi, ma è sconsigliato in quanto recintato dal sottile filo elettrificato usato per contenere le mucche, ma soprattutto si tratta di terreno parecchio acquitrinoso, perciò si rischierebbe di rimanere impantanati. Ci si può accontentare di ammirarlo da “lontano”: lo spettacolo di certo non perde magia; lo costeggerete tutto, sino ad arrivare al bivio che pone di fronte alla scelta se recarsi solo alla malga, oRifugio Viola proseguire per valicare il Passo: noi optiamo per fermarci a breve, quindi manteniamo la sinistra e, dopo aver attraversato un bellissimo ponticello e visto un rombante fiumiciattolo, sopraggiungiamo al Rifugio Viola (2314 m), dove è possibile anche mangiare e gustare ottimi piatti tipici valtellinesi, comodamente seduti su panche in legno.

Ma per calarsi meglio nel ruolo di escursionisti amanti della natura, consigliamo di portarsi la colazione al sacco e posizionarsi  sulle Lago Violasponde di uno dei tre laghetti presenti nelle vicinanze: addentare un buon panino seduti su un sasso, dopo una faticosa ascesa, non potrà non appagarvi; tra l’altro, se osserverete attenti la superficie, noterete una miriade di pesciolini prendere “boccate d’aria”! Le acque sono poi talmente limpide da permettere di vederli perfino sul fondo, nei pressi delle rive.

Se però, dopo un sano pranzo, vi sentirete pronti per continuare a passeggiare, per raggiungere il Passo Viola (2528 m), e conseguentemente la Val Campo (o Val Viola Poschiavina, già in territorio elvetico) non occorrerò tornare indietro: basterà proseguire lungo una delle vie, tracciate dalla malga; altrimenti potrete anche cimentarvi nell’ascesa di una delle ghiaiose pareti del Val ViolaCorno Dosdè (anche solo un piccolo pezzetto) per riuscire magari ad avvistare qualche marmotta.
Qualora invece vi accontentaste dell’escursione appena terminata, potrete tornare indietro ad Arnoga: il percorso a ritroso vi permetterà di gustarvi senz’altro meglio il panorama offerto verso Bormio e i massicci che la circondano; non dimenticate allora di dare un’occhiata all’imponente Cima Piazzi (3439 m) che, all’andata, era rimasta un po’ nascosta, nei pressi della biforcazione per arrivare nella Val Verva, che potrà essere un’altra delle mete per tour non faticosi ma di certo assolutamente indimenticabili.

Evidenziamo che è possibile effettuare questo percorso sia in mountain bike, certo accettando di faticare un pochettino di più, Val Violasia a piedi, ma nei mesi invernali: oltre a non pagare né strada, nè parcheggio, sarà interessante notare le differenze tra il paesaggio nei mesi estivi e quello innevato, con riflessi azzurri e lilla che solo la montagna invernale sa offrire; la strada non diventa né pericolosa né particolarmente più scivolosa, per cui, a parer nostro, vale la pena provarla.

 

Links utili:

http://www.valviola.it/ sito del Rifugio Viola

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