Falcade

 

Forse qualcuno di voi non avrà mai sentito parlare di questa località in provincia di Belluno, al confine con il Trentino e la Val di Fassa, ma basterebbe soffermarsi qualche minuto a leggere queste poche righe per rendersi conto che varrebbe senz’altro la pena di farci una capatina…

Falcade è un ridente paesino sito nella parte alta della Valle del Biois, valle che prende il nome dall’omonimo torrente che nasce dal monte Focobon, che si erge maestoso proprio alle sue spalle. E’Monte Pelmo circondato da montagne di estrema bellezza, come l’appena citato Focobon, e il monte Mulaz, entrambi facenti parte del gruppo delle Pale di S.Martino, come le tre Cime d’Auta, che separano la nostra valle dalla Marmolada, vetta più alta delle Dolomiti, senza dimenticare l’incantevole monte Civetta, meta d’obbligo di tutti gli alpinisti, che si staglia sull’orizzonte a sud.

Falcade è il centro principale di tutta la valle del Biois, ma non è certo l’unico paese: innumerevoli frazioni di rara bellezza e fascino la circondano, frazioni che hanno conservato rustici inabitati ormai Lanterna a Sappadedall’ultimo dopoguerra, quando la valle si è progressivamente andata spopolando; infatti, sanguinose battaglie si sono consumate sulle pendici di queste montagne, e non è raro incontrare per le strade, soprattutto nei bar (intenti a giocare a carte e a bere un’ “ombra de vin”) vecchiettini che la guerra l’hanno vissuta sulle proprie spalle, e che spesso si lasciano trasportare dai ricordi e raccontano di come hanno combattuto per proteggere le loro case e i loro amati boschi.

Ma ormai nulla, se non le lapidi presso le tantissime chiesette, reca traccia dell’ultima sanguinosa guerra; dopo l’emigrazione conosciuta negli ultimi decenni, la tendenza sembra essersi invertita: sempreSappade più giovani scelgono di fermarsi tra le montagne, senza scappare più a valle verso Belluno, o verso Venezia e Padova, in cerca di lavoro e fortuna, forse perché hanno capito che la fortuna era proprio lì sotto il loro naso, ed era rappresentata dagli stupendi e mozzafiato panorami che potevano vedere anche solo aprendo le finestre della loro casa!

Difatti, Falcade è cresciuta molto, turisticamente parlando, nell’ultimo decennio; soltanto una quindicina d’anni orsono era assai raro trovare una struttura alberghiera Dalia a Falcadeadatta alle crescenti esigenze di famiglie in vacanza, e quasi tutte le case non abitate dagli indigeni, apparivano come erano negli anni quaranta, quando erano state abbandonate: certo, erano decisamente affascinanti da vedere, sembrava di essere tornati indietro nel tempo, ma si evinceva come si facesse fatica ad accettare come una zona da sempre legata all’agricoltura e all’allevamento, potesse convertirsi al turismo e ai benefici che esso poteva portare.

Ed infatti ora strizza decisamente l’occhio al turismo, essendosi dotata di numerosissimi e incantevoli alberghetti, tutti costruiti secondo lo stile montano; la maggior parte sono decisamente piccoli e a conduzione familiare, il che assicura una calda accoglienza e un’ancor più attento desiderio di soddisfazione dei propri ospiti: la cucina è infatti ovunque molto curata, ed offreMonte Cime Pape specialità tipiche preparate con molta solerzia e grande fantasia, e qui non si può non citare lo “schizz”, cioè un tipico formaggio locale fritto nel burro e servito bollente con la polenta, oppure il “risotto con le ortiche”, preparato proprio con la famosa erba, ma dal sapore tutt’altro che “urticante”. Essendo zona di caccia, non è possibile non voler assaggiare il capriolo, preparato secondo succulente ricette, esibito come “piatto forte” nei numerosi ristoranti , e per finire in bellezza parliamo dei funghi, spesso raccolti proprio di persona dai cuochi, cucinati in tantissime maniere (con la panna, col prosciutto, con la polenta…) e con grande maestria e ricercatezza.

Situata in un luogo di rara bellezza, Falcade vanta la possibilità di effettuare innumerevoli passeggiate, alcune decisamente rilassanti, altre un pochino più impegnative; da segnalare senz’altro c’è l’Alta via dei Pastori, con partenza a Molino, una frazione appena fuori il centro del Tre Cime d'Autapaese principale, che va a toccare tutti i punti più panoramici e i rifugi meglio attrezzati e più accoglienti dell’intera vallata, spingendosi perfino a m 2.490, in cima al monte Forca Rossa, dal quale si gode una vista magnifica di un’ampia fetta di Dolomiti, ma soprattutto della Marmolada, che pare essere proprio a due passi…Ma, partendo comunque da una quota di m.1.190 (quota alla quale si trova Molino), questa è un sentiero forse più adatto agliPian de la Schita esperti o a chi sa che si troverà davanti una lunga e faticosa camminata; non per niente è consigliabile non cercare di concludere la camminata in un giorno soltanto, ma frazionarla in due, pernottando in uno delle numerose malghe lungo il percorso; si potrà quindi godere meglio del contatto con la natura e riservarsi un tempo maggiore per lasciarsi conquistare dai panorami o dalla vista di animali selvatici, presenti in grandi quantità.

Per chi invece desiderasse qualcosa di più tranquillo, ecco venire incontro altre passeggiate dai dislivelli meno “paurosi”, come la visita a piedi delle numerose frazioni, alcune abbarbicate sulle pendici delle circostanti montagne, oppure la deliziosa camminata Falcade - Caviola, lungo gli argini del torrente Biois, da cui si Passo Vallesgodono viste superlative verso i monti Pelmo e Civetta; non possiamo comunque non consigliare una visita al lago artificiale di Cavia, situato in alta quota e dal quale si gode di un panorama quasi fiabesco, al quale si può arrivare sia tramite la vecchia strada romana che parte dal Passo S.Pellegrino (che congiunge Falcade con la vicina Val di Fassa), oppure dalla strada per il Passo Valles (che mette in comunicazione Falcade con Predazzo, in val di Fiemme). Sempre dal Passo Valles, ma più a monte, parte un altro sentiero da noi consigliato, assolutamente alla portata di ogni gamba, per il rifugio Laresei, che accoglie turisti sia in estate che in inverno, essendo situato esattamente all’arrivo degli impianti sciistici e dal quale si diparte una pista dal tracciato dolce e panoramico.

E, visto che siamo entrati in argomento, se finora abbiamo parlato di Falcade in ambito “estivo”, altrettanto lungamente dovremmo farlo per la stagione invernale, che riserva la maggiori soddisfazioni sia agli albergatori che ai turisti: fino ad un decennio fa, i km diLocalità Le Buse piste messi a disposizione non erano moltissimi e gli stessi impianti non erano numerosi; in buona sostanza, forse anche a causa di sovvenzioni non adeguate, il centro non riusciva a sfruttare le grandissime potenzialità di cui disponeva. Ma, forse rendendosi conto di ciò che si rischiava di perdere se non si metteva al passo con le strutture offerte delle valli vicine, molto più all’avanguardia e sviluppate, si sono stanziati dei contributi che hanno permesso di sviluppare e potenziare tutte Nuvole su Mulaz e Focobonle infrastrutture e, consorziandosi con le vicine valli, si sono riusciti ad ottenere gli attuali 120 km di piste sciabili e a farsi inserire nel comprensorio Dolomiti Superski: chi sale ai 1190 metri di Molino (la frazione dove sono siti gli impianti di risalita) sulla nuovissima seggiovia a cinque posti, si troverà dopo appena sette minuti catapultato ai 1800 metri e passa delle “Buse”, il punto d’arrivo e già si potrà guardare intorno e scoprirsi senza fiato per il panorama che stupendo che gli apparirà dinanzi…
Ma sarà solo l’inizio!

Infatti, un altro impianto a fune congiunge quel punto al Plateau, ancora più sopra, da cui si dipartono numerose piste di diversa difficoltà, che portano lo sciatore in qualunque posto egli desideri recarsi, verso il Passo Valles e il Pian della Sussitenza, oppure verso il Passo San Pellegrino (con la sue celebre pista nera di discesa dal Col Margherita) e Cima Uomo, o ancora verso l’Alpe Lusia eNeve a Falcade Bellamonte, a cui però si giunge con il pullmino skibus, messo gratuitamente a disposizione di ogni turista desideroso di spostarsi su più versanti.
Il fiore all’occhiello di Falcade, resta però la pubblicizzatissima “Pista degli innamorati”, e sicuramente non a torto: il tracciato parte dalla cima del Col Margherita e si snoda per ben 12 km, fino ad arrivare a Molino, passando per la cima del Passo Valles (ove si trova un incantevole capanna-rifugio, dalla cucina deliziosa e senz’altro da provare), sia a cielo aperto che attraverso i boschi, lasciando ogni sciatore entusiasta e desideroso di ripetere la discesa appena conclusa; non bisogna scordare la pista nera “Rossignol” che Neve su Focobon e Mulazsi diparte dalla località “Le Buse”, fino a Molino, con curve “paurose” da affrontare a tutta velocità e muri da togliere il respiro: senza ombra di dubbio per i più esperti. A metà di questo tracciato, si trova il rifugio Dolomiti Caverson, con bar aperto proprio sulla pista, dove ci si può fermare a degustare un’ottima grappetta, di produzione artigianale, o anche solo per godersi il panorama verso il monte Mulaz, prima di affrontare l’ultimo duro pezzo di discesa. Esiste qui anche una rinomata scuola di sci, con maestri tra i più bravi dell’intero arco alpino e dove si sono formati campioni e giovani promesse di questo sport: a disposizione di chi vuole imparare, ci sono tre piste ottimamente curate, oltre ad un’altra solo per i più piccoli, dal tracciato morbidissimo.

E dopo aver sciato una giornata intera, ci si può rilassare bevendo un bicchierino di vino al Dollaro, un locale in stile american bar, sempre in località Molino, oppure alla “Stua”, sulla strada principale, dove è particolarmente curato l’Apres Ski, e dove spesso si Panorama della Val Bioisesibiscono dal vivo giovani gruppi di musicisti.
Se volete una cosa in stile montano, allora non dovrete certo mancare di fare un bell’aperitivo all’hotel Belvedere, a Falcade chiesa, dove pare di trovarsi proprio all’interno di una piccola e calda baita; se invece volete bere una cioccolata calda e senza paragoni altrove, dovrete recarvi alla pasticceria dell’Hotel Stella Alpina, di fronte al municipio, dove inoltre c’è la partenza della pista per lo sci di fondo, altro fiore all’occhiello di questa splendida località, che si snoda lungo tutto il parco, a fianco del torrente Biois (che ricalca, per un tratto, la passeggiata prima citata), attraversando i boschi circostanti.

A Falcade si arriva dalla Val di Fassa e dalla valle di Fiemme attraverso i passi San Pellegrino e Valles, seguendo la SS 48 delle Dolomiti, in uscita dall’autostrada del Brennero a Egna-Ora, oppure con la SS 203 agordina fino a Cencenighe e poi la SS 346 del Passo San Pellegrino fino alla nostra località: vale senz’altro la pena di farci quantomeno un salto; ma secondo noi Falcade si merita almeno una settimana di soggiorno, sia in inverno per la varietà di piste, ma soprattutto in estate, quando la montagna riesce, a nostro parere, a esprimere tutta la sua sconfinata bellezza.

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