Val Venegia e Baita Segantini

 

A chi desiderasse fare una passeggiata non impegnativa, ma godere di un panorama superlativo, possiamo proporre un itinerario che lascerà senz’altro soddisfatti: la Val Venegia.

La Val Venegia, la cui imboccatura è quasi nascosta, si trova Val Venegiaall’interno del Parco naturale di Paneveggio e delle Pale di San Martino; bisognerà armarsi di almeno un paio d’ore di tempo (anche qualcosa di più, in effetti, perché non ci si potrà non fermare ad ammirare gli stupendi paesaggi che ci appariranno dinanzi) per percorrere i 7 km che congiungono Pian de’ Casoni (m. 1693) alla Baita Segantini (m. 2170), meta d’arrivo del nostro piccolo tour. La valle non è carrozzabile, per cui si è costretti a lasciare la propria automobile al parcheggio situato proprio all’inizio della mulattiera (tariffeVal Venegia 2013: 4 euro l’intera giornata, oppure 2 euro per sole 4 ore); consigliamo comunque di arrivare presto la mattina, perché, non essendo particolarmente capiente, si riempie abbastanza in fretta e si rischia di non trovare posto e di essere quindi obbligati ad abbandonare l’idea di visitare questa splendida località.

Non appena si inizia la camminata, ci si troverà catapultati in un Torrente Travignolomondo che pare essere fiabesco; il sentiero, che niente non è se non una strada sterrata, è costeggiato a sinistra da una vegetazione lussureggiante e a destra da un torrente, il Travignolo, che nasce a Punta Rolle (m 2267); lungo il tragitto, ci sono numerose aree pic-nic particolarmente attrezzate con tavoli e sedie, naturalmente in legno, dove ci si potrà fermare per unVal Venegia piccolo break o proprio per un pranzo in grande stile; chi amasse invece stendere la propria tovaglietta per terra, nella migliore tradizione al sacco, non resterebbe deluso: i prati sono molto curati, falciati e non è da escludere di trovarsi faccia a faccia con una mucca, che esigerà magari anche qualche boccone!

Proseguendo lungo il sentiero per circa 1 km, si arriverà all’agriturismo Malga Venegia (m. 1778) di fronte alla quale c’è un Val Venegiaaltro parcheggio a pagamento, il cui costo è di 6 euro, dedicato a chi proprio non riuscisse a fare a meno di risparmiare un pezzettino di strada in macchina; noi non lo consigliamo, perché chi lasciasse in quel punto l’automobile, si priverebbe di un bel pezzo di percorso che merita senz’altro di esser fatto a piedi, anche se ultimamente, vista l’introduzione del ticket anche aMalga Venegia quello precedente, ormai tutti si spingono sin qui, provocando anche un bel polverone a tratti molto denso ed  irrespirabile, soprattutto per i più piccoli. Arrivati a piedi o meno, a questa casera , oltre ad allevarsi mucche, pecore e maiali, si producono formaggi e salami di notevole qualità, ed è possibile assaggiarli per poi eventualmente acquistarli.

Ma proprio quando il sentiero giunge alla Malga Venegia, si apre davanti ai nostri occhi un panorama da mozzare il fiato: infatti compare maestoso il monte Mulaz (m. 2906) e, a fianco, le tre Pale Pale di San Martinodi S.Martino, che sono meta irrinunciabile dei turisti più scatenati e attrezzati; nei pressi della Malga Venegia, poi, parte il sentiero che, attraversando la cosiddetta Busa di San Giovanni, porta alla Malga Juribello (m. 1868), dalla quale poi si potrà sia proseguire per il Passo Rolle (m. 1984), transitando per il bosco di Costoncella, oppure tornare a Pian de’Casoni, seguendo però un sentiero diverso da quello d’arrivo, ossia una variante, che si snoda a fianco del monte Castellaz (m. 2333).

Ma torniamo alla nostra gita!
Partendo quindi dalla Malga Venegia, per un altro kilometro circa, l’anfiteatro di splendide montagne ci terrà una compagnia moltoMalga Venegiota piacevole, regalandoci anche un tratto di strada assolutamente piano, con il torrente Travignolo che gorgheggia alla nostra destra; quando la mulattiera s’innalzerà leggermente, significherà che siamo arrivati nei pressi della Malga Venegiota (m. 1824), dalla quale si gode davvero di un panorama unico…perchè non ristorarsi qui un attimo, magari gustando uno jogurt, al cospetto di tanta bellezza naturale?

Da qui la nostra via diventa leggermente più pendente e dopo poco curva verso destra, per portarsi quasi a ridosso delle imponenti Crocicchio di sentierimontagne che prima avevamo dinanzi; ecco poi alla nostra sinistra la biforcazione per la cima Caladora (m. 2313), per il passo di Venegiota (m. 2401) e per il passo dei Fochet di Focobon (m. 2291), varianti decisamente poco consigliabili a chi desidera solo farsi una passeggiata, essendo molto spettacolari, ma anche assolutamente impegnative. Un altro itinerario, solo per i più esperti, è l’ascesa alPale di San Martino Rifugio Volpi al Mulaz (m 2571) che esigerà dallo scalatore almeno 3 ore di fatica tra ghiaioni e valloni, ma che saprà ripagare con un panorama che non potrà mai essere dimenticato… Attenzione però, perché il sentiero prevede anche delle vie ferrate, per cui bisogna partire molto ben attrezzati e non arrischiarsi se il tempo tende ad essere parecchio variabile.

Poco oltre questo crocicchio, il nostro tratturo ci condurrà in un luogo davvero eccezionale: stiamo infatti parlando del Campigol della Vezzana (m. 1918), una spianata splendida adagiata Campigol della Vezzanaall’ombra delle Pale, la cui vista siamo certi vi lascerà senza fiato: le mucche qui pascolano tranquille e molti sono coloro che decidono di fermarsi qui per un pic-nic. E come biasimarli! Le imponenti pareti dolomitiche regalano un altro scorcio indimenticabile, che siamo certi porterete scolpito nel vostro cuore (inoltre ecco una curiosità per i cinefili: qui Gerard Depardieu ha girato il film Mirka, con Vanessa Redgrave e Barbara Bobulova).

Dopo questo spettacolo, noi che abbiamo mantenuto l’idea di arrivare alla Baita Segantini, ci troveremo di fronte all’ultimo pezzoCimone de la Pala della nostra gita, il più impegnativo: oltrepassato un altro bivio che conduce al Rifugio Mulaz (m. 2571), la strada infatti diventa più ripida, ma non c’è motivo di lasciarsi scoraggiare! La nostra fatica durerà infatti soltanto un’oretta a passo lento e, con di fianco il maestoso Cimon de la Pala che catalizzerà la nostra attenzione, non ci si accorgerà nemmeno di camminare.

Tornate dopo tornante, finalmente la Baita Segantini (m. 2170) Baita Segantinisarà raggiunta e finalmente si potrà riposare, perchè no gustando qualche piatto tipico, seduti sull’ampio terrazzo, godendo di un incantevole paesaggio oppure accomodandosi su uno dei bellissimi e verdeggianti prati limitrofi, prendendo magari anche il sole sdraiati in riva al pittoresco laghetto, situato proprio di fronte alla malga.

Ma si potrebbe anche decidere di non fermarsi, continuando quindi (stavolta in discesa) verso il Rifugio Capanna Cervino (m. 2082) e ilCrocicchio di sentieri Passo Rolle (m. 1984, a cui la Baita Segantini è collegata da un servizio navetta, operativo ogni mezz’ora, il cui costo è 3,50 euro a tratta - prezzi 2013), o magari optare per il trekking del Cristo Pensante, per una passeggiata mistica immersi nel silenzio (anche se, dopo questa gita, sarete abbastanza stanchi e forse è il caso di dedicare a questo sentiero un’escursione a se stante) oppure infine tornare indietro, ripercorrendo questa splendida valle.

In Val Venegia si arriva da Falcade tramite la SP 25 del Passo Valles, che si trasforma nella SP 81 una volta in cima al valico, quando dal Veneto si passa in Trentino, oppure da Predazzo seguendo la SS 50 fino alla diramazione per la SP 81, dopo Bellamonte e Paneveggio; per chi arrivasse da San Martino di Castrozza, e Fiera di Primiero, la strada è sempre la SS 50, dopo aver percorso il passo Rolle, fino all’innesto della SP81 per Falcade.

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