Val di Gares

 

La Val di Gares è una valle chiusa, praticamente sconosciuta ai più, che trova la sua imboccatura dall’abitato di Canale d’Agordo (BL), paese noto per aver dato i natali a papa Luciani, Giovanni Paolo I, e che prende il nome dall’omonimo villaggio che si trova proprio al ternime di essa, quando imponenti montagne sbarrano qualunque via carrozzabile, lasciando il posto a sentieri naturalistici di indubbia bellezza e fascino.

La valle si snoda stretta per circa 8 km, lungo i quali, accanto alla piccola strada comunale, si possono trovare attrezzate aree pic-nic, come a “Le Mandre”, gruppi di due o tre casette, di proprietà Val di Garesdi soli turisti, come “La Sota” o “Palafachina”, e addirittura un attrezzatissimo camping a “Pian de’ Sabion”; comunque, per la maggior parte del tragitto vedremo solo boschi lussureggianti, alternati a prati dove pascolano le mucche, e dove bisogna anche fare attenzione a non investirle, dato che spesso e volentieri attraversano la strada, e molto lentamente. La strada asfaltata prosegue fino all’abitato di Gares (che è in realtà una frazione del comune di Canale d’Agordo), dopodiche si può sia continuare verso il paese vero e proprio per qualche centinaio di metri, oppure dirigersi verso la Capanna cima Comelle, poco più avanti, dove un ampio piazzale sterrato accoglierà la vostra auto, mentre voiVal di Gares potrete scegliere verso quale sentiero e meta vi sentite più attratti. Difatti, non appena sarete scesi dalla vostra macchina, avrete una “scelta d’azione” a 360 gradi, perché proprio da tutti i lati intorno a voi si dipartono mulattiere pronte a condurvi ovunque vogliate, sia che siate amanti della fatica e delle camminate impegnative, sia che vogliate rilassarvi con una passeggiata in mezzo al verde e godere di una serenità che altrove è difficile trovare.

Noi vogliamo proporre proprio quest’ultima, ossia un giretto adatto ad ogni gamba, assolutamente tranquillo, senza rinunciare a Val di Gareslasciarvi a bocca aperta per la bellezza della natura che vi troverete dinanzi. Proprio dalla Capanna Cima Comelle, dovrete iniziare a percorrere il sentiero 704, in direzione sud; è molto ben segnalato e battuto, è inoltre il più frequentato, perché ha il suo punto d’arrivo alla bellissima e imponente cascata, che potrete vedere perfino ad occhio nudo dal piazzale e, in caso di assoluto silenzio, perfino udirne il fragore. Naturalmente, chi non fosse attratto da questo itinerario, certo potrà trovare altro che possa soddisfarlo, come la visita alle Casère Cesurette (m.1550), per poi continuare verso la Casèra Campigat (m.1801) e scendere nella vicina ed affascinante valle diValle di Gares San Lucano, alla quale presto dedicheremo uno spazio, dalla quale si gode un panorama ineguguagliabile verso il monte Agner (m. 2872), una delle più maestose pareti di roccia delle Dolomiti: sicuramente è una camminata un po’ faticosa, oltre che lunga, per cui la consigliamo a chi ha già in mente un’escursione in piena regola, non a chi desidera soltanto farsi 4 passi.

Tornando al nostro itinerario, ossia il sentiero 704, percorrendolo in piano per circa 300 metri, arriveremo ad un bivio: proseguendo Val di Garesdritto saliremo alle cascate, mentre svoltando a destra e attraversando il suggestivo ponte di legno, ci addentreremo nel fitto bosco e, seguendo poi quella che è la pista per lo sci di fondo d’inverno, che si snoda per svariati km, entreremo a diretto contatto con le piccole meraviglie della natura e, perché no?, potremo anche incontrare qualche capriolo; lungo questo tragitto, di interesse prevalentemente naturalistico e assolutamente piano (non c’è modo di fare fatica), potremo vedere fiori protetti, come la rarissima orchidea di montagna (detta anche scarpetta della madonna per laOrchidea di montagna sua forma alquanto strana), o come i più comuni gigli, o come le semplici margherite, che però sono talmente belle che paiono quasi finte! Non c’è bisogno di dire che fanno parte del patrimonio floreale di montagna e che coglierli è severamente vietato; se non riusciste proprio a trattenervi e doveste incontrare una guardia forestale, la multa sarà assicurata e, ahivoi, sarà anche molto salata.

Chi invece avesse deciso di lasciarsi tentare più dall’ascesa verso le Val di Garescascate, dovrà armarsi di un po’ più di pazienza, perché il sentiero parte abbastanza in salita, e potrebbe scoraggiare i più pigri: ma non sia mai! Dopo i primi metri un po’ faticosi, si arriverà al bivio per scegliere se dirigersi alla cascata alta (quella che si nota in lontananza dal piazzale), oppure a quella bassa; inutile affermare che la visita ad entrambe è praticamente tappa obbligata, perché meritano davvero di essere contemplate sia per la loro maestosità che per la loro spettacolarità.

Ma non seguite il sentiero col la sola intenzione di arrivare all’una o all’altra meta: guardatevi attorno, provate a discostarvi, sia pure di poco, dal tracciato principale e scoprirete luoghi che paiono fiabeschi da quanto sono belli, ma soprattutto lasciatevi andareVal di Gares all’emozione che potrete provare dinanzi a questi, magari scoprirete che il tempo a volte passa molto più velocemente di quanto riuscite a percepirlo.
E dopo aver camminato ad ammirato incantevoli paesaggi, al vostro ritorno potrete sostare qualche minuto alla Capanna Cima Comelle, che è un caldo ed accogliente rifugio; al suo interno potrete anche trovare fotografie scattate anche mezzo secolo fa e che ritraggono la valle prima dello sviluppo: vale decisamente la pena di darci un’occhiatina e gustare magari una grappetta di produzione artigianale.

Per arrivare, dovrete percorrere la SS 346 del passo San Pellegrino, sia che veniate dalla Val di Fassa e Falcade, sia che veniate dal senso opposto, ossia Belluno; in quel caso percorrerete la SS 203 agordina sino all’altezza di Cencenighe per poi immettervi nella SS346; all’altezza di Canale d’Agordo, entrate nell’abitato vero e proprio e seguite le semplici indicazioni.

Per maggiori informazioni: contattaci