Le Cinque Torri

 

Chi non ha mai sentito parlare delle Cinque Torri? Se quelli siete proprio voi, allora non potrete non fare vostro quest’itinerario, che ve le farà conoscere ed ammirare più da vicino, mentre se siete degli appassionati e già ci siete stati, questa potrebbe essere un’ottima occasione per rinfrescarvi la memoria e, perché no, decidere di ritornarvi.

Lasciata la propria vettura presso il parcheggio sterrato e Panorama da sentiero 439incustodito al km 112 della SS 48 delle Dolomiti (Passo Falzarego), e attraversata la statale stessa, si trova subito l’imboccatura del sentiero n.439, che per un tratto coincide con la carrozzabile diretta proprio alla nostra meta; non è percorribile in automobile nonostante sia asfaltata, perchè vige un severo (e controllatissimo) divieto di transito. Appena passato un incantevole ponticello in legno, subito il nostro sentiero si discosta dalla strada vera e propria, per inerpicarsi molto ripidamente sotto gli alberi.

L’unico sollievo, data la sua notevole pendenza, è l’ombra degli abeti e dei pini, che ci accompagnerà (per fortuna!) per un lungo tratto di percorso, dal momento che il tracciato continua in mezzoPanorama da sentiero 439 al bosco, attraversando più volte la via maestra, per poi tornare sempre nei prati, sotto una piacevole frescura; ultimato il tratto più ripido, la vegetazione si dirada per lasciare la possibilità ai nostri occhi di guardarsi attorno quasi a 360 gradi: la Tofana di Rozes (m.3225), il Cristallo (m.3154), il Sorapiss (m.3205) e la magica ed elegantissima Cortina D’Ampezzo, che sembra quasi salutarci da lontano…

Continuando l’ascesa, dopo non moltissima fatica e tempo, si Rifugio Cinque Torriraggiungerà il bivio col sentiero n.437: da qui, in salita, questa mulattiera allargata, ci porterà in breve direttamente al Rifugio Cinque Torri (m.2137), da cui potremo godere di una impareggiabile vista sulle imponentissime omonime vette retrostanti e dove soggiornò anche Vittorio Emanuele III in visita alla Brigata Reggio.

Le Cinque Torri sono veri e propri enormi “pezzi di roccia”, che sembrano quasi adagiati sui verdissimi prati circostanti: meta ogni anno, soprattutto nelle limpide giornate estive, di migliaia diCinque Torri rocciatori, che trovano sulle loro pareti i luoghi ideali per allenarsi a scalate maggiormente impegnative e impervie (sono quasi considerate una vera e propria “palestra” del genere) e di amatori della roccia, che si “sfidano” per cercare di migliorarsi sempre più, sono state anche teatro di feroci scontri tra italiani ed austriaci durante la Prima Guerra Mondiale, come vedremo poi.

Ma continuiamo la nostra camminata verso il Rifugio Scoiattoli Rifugio Scoiattoli(m.2225)! Percorrendo sempre il sentiero n.437 per ancora una mezz’oretta, si arriverà agevolmente alla nostra meta (punto tra l’altro di arrivo della seggiovia Cinque Torri, ultra-frequentata d’inverno per le numerose e bellissime piste da sci circostanti), dove non si potrà non gustare una tisana di produzione propria o abbuffarsi di dolci appena preparati (Schwarzwald, Profiterol e torte varie diPanorama da Rifugio Scoiattoli vario genere, pronte a soddisfare ogni palato) con vista sul sottostante passo Falzarego (m.2117), verso il Lagazuoi (m.2752), la Tofana di Rozes (m. 3225) o buttando l’occhio verso le già nominatissime Cinque Torri, che sono proprio ad un centinaio di metri e che sembrano guardarci e invitarci ad una scalata.

Si può anche consumare la propria colazione al sacco su uno dei praticelli adiacenti al rifugio, curati e falciati, dove ci si concederà Panorama verso Averauun attimo di sole e meritato relax prima di cominciare o la discesa verso il passo, oppure la salita verso i rifugi Averau (m.2413) e Nuvolau (m.2575), quest’ultimo tra i più belli e panoramici delle intere Dolomiti, dal quale si domina la valle di Codalonga, una parte di Val Cordevole e la bellissima Marmolada (m.3342), la cima più alta di tutta la catena montuosa.

Dal momento che siamo arrivati sin qui, ora non ci resta cheMuseo della Grande Guerra visitare il magnifico Museo all’aperto della Grande Guerra: si tratta di un percorso, anzi, di più percorsi, allestiti dagli storici per far conoscere le reali condizioni di vita dei soldati durante il conflitto; le postazioni sono state ristrutturate secondo documenti dell’epoca per una maggiore fedeltà, e cartelli esplicativi Museo della Grande Guerrain tre lingue (italiano, inglese e tedesco) sono stati messi in ogni punto d’interesse per spiegarne la funzione: addirittura riproduzioni di soldati sono state collocate sapientemente in punti nevralgici per consentire un maggiore impatto visivo e immedesimazione in ciò che era la realtà storica.

Vi sono diversi itinerari di visita: il “Sentiero delle Postazioni”, il cuiMuseo della Grande Guerra percorso si snoda lungo i camminamenti originali e le trincee, conducendo alla postazione di artiglieria ricostruita, agli osservatori affacciati sul fronte ed alla baracca comando dell’artiglieria, camminando su facili sentieri; il “Giro delle Torri”che continua il precedente, guidandoci alla trincea bassa girando quindi dietro le Torri dove si apre la vista su Cortina. Da Museo della Grande Guerraqui si raggiunge poi il Rifugio Cinque Torri, da cui si può eventualmente riprendere la via di casa lungo la strada percorsa in salita; abbiamo infine il “Sentiero del Lago”, quello più esteso, la cui prima parte coincide con il “Sentiero delle Postazioni”, per poi scendere alla trincea bassa dove raggiunge il bosco per toccare la trincea difensiva che attraversava la valle fino alla Tofana diMuseo della Grande Guerra Rozes (m. 3225): camminando nel bel bosco si giunge al lago Bai de Dones (m. 1889) dove erano posizionate le postazioni dei cannoni da 149 mm (e da cui è possibile tornare al parcheggio della mattinata tramite bei sentierini nei prati, in alternativa allo sconsigliato transito lungo la strada statale del Passo Falzarego).

A seconda di ciò che sceglierete, il vostro itinerario si modificherà: non perdetevi però questa importante digressione storica, perchè Museo della Grande Guerrauna visita è davvero d’obbligo, anche solo per ricordare ciò che è accaduto in passato e fare in modo, nel nostro piccolo, che non si ripeta più.; inoltre, durante il tragitto, sarà opportuno tenere un comportamento consono ai luoghi, per commemorare anche tutti coloro che qui hanno immolato la loro vita in nome della Patria e degli ideali di libertà. 

 

Links utili:

http://grandeguerra.dolomiti.org/IT/dettaglio5.htm il dettaglio dei percorsi di visita del Museo all’aperto della Grande Guerra delle Cinque Torri, con informazioni sulle varie durate

http://www.rifugioscoiattoli.it/ il sito del rifugio nostra meta, con tutto ciò che c’è da sapere

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